8.1.17

Dialogo tra una pallottola e l'uomo che di lì a pochissimo colpirà a morte

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Solo il mio vizio di fare sogni strani e poi riportarli nero su bianco.

(trovate tutti gli altri dialoghi e altri raccontini vari nell'etichetta "racconti" e "racconti di vita")

"Nooooooo!!!!!!!"

"Tranquillo, non sei ancora morto"

"Oddio, cosa sta succedendo? Dio mio cosa sta succedendo?"

"Niente, stai per morire, mi hai visto, hai urlato, ma adesso siamo qua, fermi"

"Chi parla? Cazzo chi parla? E perchè siete tutti fermi, perchè non mi muovo? Oddio, che succede?? Aiutooooo!!!!"

"Smettila di urlare, smettila di guardarti in giro, smettila di far tutto e calmati"

"Chi cazzo parla??? Dove sei? Chi sei?"

"Guarda qui davanti a te. Sono la pallottola che sta a 10 cm dalla tua testa, quella per cui hai urlato"

"Oddio, che cazzo succede, perchè è tutto fermo? Come faccio a crederti?"

"Adesso stai calmo e ti spiego tutto"

"Ma come posso cred..."

"Ti ho detto di star calmo!

"..."

"Siamo in questa piazza, hanno sparato, io non dovevo finire su di te ma così, ormai, è stato, te ne devi fare una ragione."

"Cosa vuoi dire, perchè non posso muovermi, perchè non posso salvarmi?"

"Tutto è già stato, io finirò nella tua testa, morirai sul colpo. Non sentirai nulla, tranquillo. Ma hai avuto questo privilegio"

"Quale privilegio se morirò? Quale??"

"Quello di poter stare ancora un pò qua, quello di poter pensare, ricordare, parlare con me"

"E lo chiami privilegio? Avrei preferito morire subito allora"

"Nessun problema, se vuoi sblocchiamo tutto e morirai all'istante, e io con te"

"No, ti prego, ferma! Ti ascolto, stiamo qua, ti prego, ti prego"

"Vedi, ci sono tantissimi modi per arrivare alla morte, consapevoli e inconsapevoli. Li chiamerei vari stadi.
C'è lo stadio esistenziale, quello per cui un essere umano vive sapendo che la sua esistenza è solo un avvicinarsi alla morte. Che siano 5 anni o 90 poco cambia, chi crede in questo è perduto e ha buttato la propria vita.
Poi c'è chi sa di dover morire per un dato motivo, chi ha la scadenza quasi segnata, facciamo l'esempio di chi ha un male incurabile. Questo stadio è probabilmente il più terribile ma ti dà anche il tempo di sublimare il dolore in gioia di vivere, è uno stadio molto molto eclettico.
Poi, saltando qualche stadio intermedio, c'è chi sa che morirà di lì a brevissimo. Pensa a chi si è buttato dalla Torri Gemelle o chi sta precipitando dentro un aereo.
E' terribile, sì, ma non si ha nemmeno il tempo ci concepire fino in fondo la cosa.
E poi c'è chi muore inconsapevolmente, potrebbe essere anche un passeggero dello stesso aereo qua sopra, uno che stava dormendo."

"Perchè mi dici questo?"

"...E poi ci sei tu, uno stadio stranissimo, inconsueto, quello di qualcuno che sa che sta per morire a brevissimo, pochi centesimi di secondo, ma ha tutto il tempo di capirlo e metabolizzarlo. Questo stadio, ovviamente, lo conoscono in pochissimi. Tu sei uno dei fortunati"

"Ma perchè io?"

"Non lo so, non lo so. Vedi, altre mie colleghe pallottole mi avevano raccontato di questa situazione ma io non l'avevo mai vissuta.
In realtà, come tutte le pallottole, io sono stata sparata adesso per la prima volta.
Tu maledici questa sfortuna incredibile di essere stato nel posto sbagliato al momento sbagliato, di morire senza nessuna colpa, qui, su questa piazza dove 3 secondi fa scattavi una fotografia.
Ma pensa alla mia vita, giorni, mesi o anni ferma senza far nulla e poi, pum, per pochi secondi ci sentiamo finalmente utili e vivi, sentiamo l'aria nei nostri finti polmoni, e poi moriamo subito, che sia a terra o dentro uno dei vostri corpi"

"Se tu credi che io possa provar pena per voi pallottole sei pazza"

"Vedi, ovvio che tu puoi non provar pena per un piccolo oggetto apparentemente inanimato come sono io. Però questo piccolo oggetto sta mettendo fine alla tua vita, è mille volte più importante di tanti essere umani che ti gravitano intorno, con cui tu passi le tue giornate, che ami o che odi. Come minimo, fossi in te, avrei rispetto per chi è oggettivamente così importante per te"

"Ma te lo chiedo ancora, perchè io?"

"E io ti ripeto che non lo so. Come puoi notare anche noi pallottole abbiamo pensieri, una testa. Ma non abbiamo alcun libero arbitrio a differenza vostra, alcuno.
Per noi il concetto di forza di volontà, di coraggio, di paura e di speranza sono aria fritta.
Possiamo possederne sì di forza di volontà, coraggio o paura, ma questo non cambia nemmeno di un solo millimetro il nostro destino o, se posso usare una parola calzante in questo caso, la nostra traiettoria."

"Ma allora pechè prima hai detto che avresti fatto ripartire tutto, che avresti interrotto il blocco?"

"Perchè quello, in effetti, posso farlo. Il destino non cambia, quello che accadrà accadrà, ma i tempi sì, ci è dato dominarli. Una volta che mi è stato concesso il blocco, anzi, che a te è stato concesso -perchè a me, credimi, non è che cambi nulla- io posso poi decidere quando terminarlo"

"Questo significa che potremmo star così per sempre?"

"Sì, anche se il tempo è un concetto relativo, tu sarai sempre a pochi millesimi di secondo dalla morte. E sarai sempre bloccato. E tutti lo saranno intorno a te, quella donna col passeggino, quella ragazza che sta per esplodere un sorriso, quei due vecchietti che si tengono per mano e quell'assassino laggiù in fondo, lo vedi?, dietro al monumento, è lui che ti ha sparato per sbaglio. Dipende da te quanto puoi e vuoi reggere una situazione al tempo stesso così privilegiata ma priva della più minima speranza"

"Io non ce la faccio più, sto solo sperando che sia tutto un incubo, solo questo"

"No, non lo è"

"Quello che mi rispondi non conta, se è un incubo a maggior ragione è ovvio sentire queste risposte"

"Ti ripeto per l'ultima volta che secondo me dovresti avere più rispetto di me e di quello che ti è stato dato vivere, di questa esperienza"

"Proverò dolore?"

"No, nessuno, morirai subito. Però, lo ammetto, mi dispiace che tu abbia potuto accorgerti di me, quell'urlo mi ha straziato il mio inesistente cuore. Sai cosa credo? Che sia stato quello a formare il blocco, quel tuo girarti e vedermi un attimo prima che finissi nella tua testa. Devi aver causato un corto circuito. O forse è solo che chi manovra i fili della morte, sentito il tuo non preventivato urlo, ha deciso di concederti questo"

"Ti prego, facciamola finita. Adesso"

"No, fermo, non chiudere gli occhi. In realtà questo blocco dovrebbe servire a farti rivivere la tua vita, a farti riassaporare per l'ultima volta i ricordi. Dovrebbe servire a quello che alcuni raccontano succeda, rivedere tutta la propria vita in un pochi attimi di secondo. Tu puoi provare che questa leggenda metropolitana è, almeno nel tuo caso, vera, anche se questo secondo, come vedi, è molto più di un secondo"

"E' quello che sto facendo da quando ti sei fermata. Tu, incredibilmente, puoi parlare ma non puoi entrarmi nella testa vedo"

"Beh, in realtà è quello che sto facendo, sto per entrarti nella testa"

"Non scherzare per favore, voglio dire che non sei onnipotente, non puoi sapere cosa penso. Da quando ti sei fermata, da quando hai iniziato a parlare, solo questo sto facendo, ricordare tutta la mia vita"

"Ecco cosa erano quelle lacrime allora"

"Sono le lacrime che verserebbe qualsiasi essere umano nella mia situazione"

"Non lo so, non posso saperlo, scusami. Conosco la vostra vita, me ne sono stata ferma non so quanto tempo ad osservarvi ed ascoltarvi. Ma quello che provate non lo conosco. Come ti dicevo prima conosco i nomi astratti delle cose ma non mi ci sono mai soffermata troppo sopra a cercare di capirli, figuriamoci provarli, perchè so quanto, per me, per noi pallottole, siano inutili"

"Perchè non ci provi allora adesso? Per me?"

"A far cosa?"

"A provare le cose, le emozioni. Prima mi hai detto che il mio urlo ti aveva straziato"

"..."

"Non è così?"

"Sì..."

"E come te lo spieghi?"

"Non lo so, è successo, non ci ho nemmeno pensato"

"Fallo allora, fallo adesso, provaci"

"A fare che, non capisco"

"A provar paura per quello che sta accadendo, a provar disgusto, a sentire il dolore per quello che mi stai per fare e stai per fare a te stessa. A volerti sentir viva. A credere che anche per te non finisca tutto tra pochi millesimi di secondo."

"Io qualcosa sento, sento tutto quello che dici, hai ragione. Ma non servirà a niente"

"Non pensare che non servirà a niente, non pensarci. Altrimenti sei in quello stadio esistenziale, il primo, quello che tanto deploravi, quello della vita concepibile solo come avvicinamento alla morte"

"Sì, hai ragione..."

"E quando ti sentirai finalmente bene, quando ti sentirai finalmente viva, sblocca tutto. Potrò dire che ho aiutato una pallottola a morire felice"

"Ti prego però, fallo anche te"

"Lo sto facendo"

"Addio"

"Addio"

l'uomo chiuse gli occhi. Passò un tempo interminabile. Serrava gli occhi, aspettava che il nulla assoluto lo travolgesse ma il tempo sembrava non passare mai.
Pensò che la pallottola non aveva ancora sbloccato nulla, forse voleva prolungare quella appena conosciuta sensazione di sentirsi viva.
Aspettò ancora.
Ma qualcosa non tornava.
Sentì la fragorosa risata di una ragazza, sentì una madre passare vicino a lui con il suo piccolo, sentì le grida di molte persone che urlavano contro qualcuno.
Laggiù, in fondo al monumento.
Aprì gli occhi.
La piazza era luminosissima.
Sembrava accaduto qualcosa, tutti urlavano, anche la ragazza che aveva riso pochi secondi prima.
Deve essere successo qualcosa, pensò.

"Laggiù, c'è qualcuno che ha sparato, con la pistola!"
gli disse qualcuno.

Lui chiuse di nuovo gli occhi assaporando come non mai l'aria che respirava.
Poi guardò giù.
Una pallottola dorata giaceva a terra, appena davanti ai suoi piedi.
L'uomo cominciò a tremare e si piegò per raccoglierla.
La prese in mano, l'avvicinò ai suoi occhi, nella stessa posizione nella quale, a mezz'aria, se ne stava prima.
Poi sentì una voce.

"Avevi ragione"
L'uomo la riconobbe subito quella voce, la gente era viva, il mondo era vivo, ma la pallottola parlava ancora, come nel blocco.

"Avevi ragione"
ripetè

"Di cosa, amica mia, di cosa?"
chiese l'uomo in lacrime

"Che anche noi, che anche una pallottola, può avere forza di volontà. Ti prego, non lo dimenticare mai.
Mi sono fermata. 
Io mi sono fermata."

disse, per poi non parlare più

19 commenti:

  1. Forse uno dei tuoi racconti più belli <3

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    1. ambè, se è uno dei più belli pensa gli altri allora!

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  2. Molto bello... molto incisivo... non ho potuto fare a meno di ricordare il percorso vita di una pallottola, sui titoli iniziali di Lord of war...

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    1. azz, non l'ho visto!

      non è che straveda nè per Cage nè per i film di guerra, collaterale e non

      diciamo che mi fido a prescindere ;)

      grazie!

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  3. bellissimo...i tuoi racconti riescono sempre a colpirmi ed emozionarmi

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  4. Com'era l'aggettivo che avevi usato per Swiss Army Man? Ah, giusto.
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    Complimenti

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    1. see, vabbeh...
      hai 2 birre gratis al raduno

      al quale quest'anno non mancherai

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    2. A questo punto direi proprio di no ahahaha
      Scherzi a parte, è già segnato sull'agenda

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    3. beh, l'hai segnato senza sapere la data?

      fenomeno, grazie della fiducia ;)

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  5. (e per capire le "piccole" cose pure: tipo non far, qui, il -continua a leggere-)

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    1. sui racconti non l'ho mai sopportato in effetti...

      già non hanno le foto in mezzo, se pò resiste anche "per lungo"

      azzardo un bravo matto ma matto non me convince, non ne sono sicuro ;)

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    2. letteralmente "bravo ragazzo"
      dal piemontese

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    3. ah, vedi

      mi ero dimentaicato che eri torinese e ricordavo che in qualche dialetto settentrionale mat era semplicemenente matto ;)

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  6. https://www.google.it/amp/s/quattrofili.wordpress.com/2012/06/20/il-miracolo-segreto-di-l-borges/amp/

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    1. ma che bella cosa hai tirato fuori!

      anche se due cose completamente diverse (e vorrei vedè, è Borges...) c'è una situazione di partenza davvero quasi identica

      me stai a diventà un Rocco per cultura

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  7. Non esageriamo! Allora chiappete anche questo https://youtu.be/VmlE2DY7tGw

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    1. Paradossalmente quello prima era cornice perfetto del mio post e invece questo tutta la parte mancante

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao