5.12.16

Il Collezionista, il grande cinema da vedere e portare a casa (3): Hollywood Party / Animal Factory / Et in terra pax

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Torna Daniele per presentarci e consigliarci attraverso le sue mini recensioni altri 3 film della sua incredibile collezione (4000 dvd).
Ancora una volta abbiamo cercato di fare una cernita abbastanza eterogenea tra grandi classici e chicche semisconosciute uscite solo in home video.
Un cult immortale con Sellers, una grande regia di Steve Buscemi, un duro e poco conosciuto drammatico italiano.
Buona lettura ;)

HOLLYWOOD PARTY

Foto di Hollywood Party, Film di Blake Edwards con Peter Sellers,Claudine Longet,Marge Champion,S. Kimberly,Dennis Miller,Gavin MacLeod

Nato come un omaggio al cinema muto, alla slapstick comedy, Hollywood Party è uno dei vertici storici della commedia amEricana e della coppia Edwards-Sellers. E' un concentrato di gags comiche dall'inizio alla fine, spassosissime, intelligenti e mai banali. L'opera è anche una riflessione e una critica nei confronti di Hollywood, delle sue dinamiche produttive, dell'opulenza e dello sfarzo di un mondo che ha rotelle ed ingranaggi a se stanti, oltre ad essere un apologo pungente contro il razzismo. Il tutto all'insegna della risata, perchè anche nel film viene citato più volte che non c'è nulla di meglio che ridere. E la comicità di un Sellers in stato di grazie è fantastica, una comicità unica la sua, capace di far divertire anche senza parlare, ma solo con le grinze del volto. Le scene cult si sprecano per un'opera che è un cult tutt'ora a quasi 40 anni di distanza dalla sua uscita.

Etichetta: MGM
Supporto: Blu-Ray
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato Audio: 1.0 DTS HD: Italiano - 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano, Inglese
Extra: Featurette, La rivoluzione della festa, Profili, Interviste vintage, Spot, Trailer

Commento: Per essere un film datato la conversione all'alta definizione è più che buona, Video pulito e molto ben definito, audio preciso e all'altezza, extra molto interessanti e gustosi.

ANIMAL FACTORY

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Carcere di San Quentin, Ron Decker (Edward Furlong) vine rinchiuso con l'accusa di spaccio di droga. Durante la sua permanenza nel penitenziario di massima sicurezza tramite un amico fa la conoscenza di Earl Copen (Willem Dafoe), colui che ironicamente dice di essere il "padrone" del carcere, in quanto vanta una militanza di ben 18 anni di reclusione. Tutti lo conoscono, tutti lo rispettano, è un'intoccabile e fa dei favori alle guardie che lo ripagano con altrettanti piaceri. Facendo la sua conoscenza Ron, ed entrando nel suo gruppo, si instaura un legame/rapporto quasi come padre e figlio, un legame per la pelle, un legame per la vita, come un amico che non sapevi di conoscere ma che dopo poco tempo è come se lo conoscessi da una vita. La pellicola di Buscemi è incentrata proprio sulla psicologia dei personaggi e pone il focus sul rapporto tra i due protagonisti, oltre a descrivere in modo freddo ma realistico quella che è l'atmosfera carceraria, senza farsi mancare nulla di quello che è tipico trovare dietro le sbarre; dalle rivolte di carcerati, agli scontri sotto la doccia, a celle di isolamento a piani di fuga. Menzione d'onore per le interpretazioni, su tutte quella di Willem Dafoe, testa rasata e fisico asciutto con ghigno malsano annesso, dal sempre bravo Edward Furlong per passare da Danny Trejo vero ex-carcerato, a Seymour Cassel, dallo stesso Steve Buscemi e per finire con Mickey Rourke nel ruolo insolito di trans. In definitiva Buscemi sguazza nelle dinamiche carcerarie e ne fa una pellicola con una dose spiccata di emotività e di quello che è la vita in quegli ambienti degradati, che fabbricano sempre di più veri animali.

Etichetta: CDI
Support: DVD
Formato Video: 1.85:1 Anamorfico
Formato Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Inglese - 2.0 Surround Dolby Digital: Italiano - 3.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer, Biografie degli attori

Commento: Video sufficiente, audio più che sufficiente, extra assenti se non per il trailer e le biografie degli attori.

ET IN TERRA PAX
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Un’estate dei nostri tempi, nella periferia di Roma, del serpentone di cemento di Corviale, un immenso alveare, immobile esternamente, in violento fermento all’interno. Qui sui marciapiedi, sui gradini, su una panchina e in una bisca, hanno vita tre storie parallele che poi si sfiorano, fino a intrecciarsi praticamente per sempre. Sono le storie di Marco, che dopo cinque anni di carcere per spaccio di droga esce per cercare di rifarsi una vita pulita, lontana dalla malavita che tanto lo ha fatto penare. Sono le storie del trio composto da Faustino, Massimo e Federico, tre sbandati che perdono nel nulla i loro pomeriggi, tra un tiro di cocaina e una partita di calcetto. E infine sono le storie di Sonia, studentessa universitaria che cerca di lavorare nella bisca della zona per alzare qualcosa. Storie di vite in un agglomerato di cemento, teatro di vicende dove i rabbiosi istinti di sopravvivenza, la volontà di riscatto e le contraddizioni dell’essere umano divengono lampanti. Et In Terra Pax è l'esordio dietro la mdp di due trentenni romani, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, che in passato si erano cimentati solo in mediometraggi e videoclip. A livello tecnico è un'opera ben fatta, regia virtuosa e geometrica, con piani sequenza interessanti e una buona fotografia, attori giovani in parte che non eccedono. Questo esordio è una pellicola completamente indipendente a low budget, che ebbe difficoltà nel trovare fondi per la produzione, ignorata dalla Rai e dalla commissione del Ministero, apprezzata al Festival del Cinema di Venezia (2010) nell’ambito della sezione “Giornate degli autori”, uscito per la prima volta nei cinema solo a Roma e Latina e poi distribuito in tutta Italia. La pellicola ha il pregio di aver saputo portare sul grande schermo un film di denuncia che fotografa la realtà per quella che è, senza ipocrisie, e senza pretendere di poter fare la morale a nessuno. Un’opera senza indulgenza, senza filtro, dalla struttura sobria ed essenziale, lucida e determinata negli intenti, con dei difetti, come la lentezza nella prima parte (i primi 40'), dopo la quale però sembra cambiare marcia, ed immergerci da capo a piedi in un contesto sociale determinante per le vite raccontate, infatti a dominare sui personaggi, quasi come una condanna, sono i luoghi che li circondano, come se quest'ultimi, fossero protagonisti proprio come i ragazzi che non hanno pace, che accettano il degrado e la violenza come un destino immutabile, adattandosi al male che ormai non conosce ne riscatto, ne alcun spiraglio come via d'uscita. E come dice Marco: “Se magni, se cammini, se respiri non vor dì mica che sei vivo”.

Etichetta: Cecchi Gori
Supporto: DVD
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico
Formato Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Extra: Backstage, Scene tagliate, Tailer, Photogallery.


Commento: Video discreto, audio pulito e più che sufficiente, extra sufficienti ed interessanti soprattutto il Backstage e Scene tagliate.

10 commenti:

  1. Un mio commento qui è doveroso dato che questo è uno dei miei film preferiti di sempre.Insieme a Frankenstein junior lo reputo un vero e proprio "capolavoro della risata" . L'avrò visto una decina di volte ,lo so a memoria e continuo a rivederlo ogni volta che mi passa davanti gli occhi.Intramontabile!!

    Io ci provo,non si sa mai:"Non è che sapresti dirmi il nome della cantante della canzone(per capirci è la scena subito dopo il bagnetto all'elefantino,con tutta la schiuma nella piscina...)THE PARTY DI HENRY MANCINI ?"

    ANIMAL FACTORY visto tre\quattro volte.Uno dei migliori film carcerari i circolazione.Di Buscemi ho visto anche MOSCHE DA BAR del quale ,anche se dovrei rivederlo,conservo un buon ricordo.D'accordo su Furlong (che purtroppo si è perso) sicuramente lo ricorderai in PECKER.

    ET IN TERRA PAX non l'avevo mai sentito,ma conosco benissimo quel tipo di realtà(ho vissuto per anni in un quartiere che ahimè, non ha nulla da invidiare a Corviale),vedrò di recuperarlo.Grazie per il consiglio.

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    1. Ciao Negative-Creep, mi fa molto piacere che hai apprezzato le opere che ho proposto, su Hollywood Party dici benissimo; è un capolavoro della risata, se piace poi la comicità di Sellers è uno spasso.

      Sulla domanda che mi hai rivolto debbo dirti che non sono minimamente appassionato di musica, quindi mi risulta quasi impossibile risponderti, mi trovi impreparato, mi dispiace.

      Animal Factory sono contento che lo apprezzi, pellicola sottovalutata su un tema abusato, ma rispetto a molte altre sull'argomento questa è assolutamente cruda e sincera, coinvolgente e schietta, con un cast di tutto rispetto. Mosche Da Bar ne avevo sentito parlare però mi manca in visione. Pecker mai sentito nominare :)

      Et In Terra Pax soprattutto ti potrebbe ancora di più piacere proprio perché conosci quei luoghi simili e quella realtà.

      Ti ringrazio del commento per nulla scontato :)

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    2. Non fa niente,la mia era praticamente una domanda retorica.Sono anni che cerco quel nome,evidentemente deve restare un mistero:)

      PECKER è un originale commedia che affronta in maniera intelligente il tema del "successo inaspettato".Forse il miglior film di Furlong.

      Per quanto possa contare il mio giudizio,un titolo da recuperare.

      P.S. Bella rubrica la tua :)

      Alla prossima.

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  2. Furlong lo apprezzo molto, ragazzo prodigio che non ha dato seguito a quello che fece vedere agli esordi, un peccato, però questo Pecker sicuramente lo potrei recuperare per come lo descrivi :)

    Io invece ti consiglio, se non lo hai visto, Little Odessa, gran film di James Gray con Tim Roth e ovviamente Furlong ;)

    Ti ringrazio ancora, troppo gentile :)

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    1. Cavolo,sai che questo mi mancava?. Che poi a me questo genere piace da matti.Lo vedrò sicuramente.

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    2. Fammi/facci sapere, non credo proprio te ne pentirai ;)

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    3. Visto ieri,mi è piaciuto molto.Film crudo,duro ,ma realista allo stesso tempo.

      Tim Roth esagerato(in senso positivo),Furlong molto bravo,notevole poi il padre(che però non conosco).
      Di Gray avevo visto i padroni della notte(a sto punto recupererò anche The yards),qui,forse per carenza di budget o magari proprio per scelta,riduce al minimo le scene action concentrandosi più sui personaggi,atmosfera cupa e sull'ambientazione(bellissime le scene innevate).Nel suo modo di descrivere una New York non certo da cartolina ,mi ha ricordato due mostri sacri come Scorsese e Lee.

      Grazie del consiglio.

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    4. Grazie a te per la fiducia, sono felicissimo che hai gradito, questo è cinema di alta classe, Gray ha stile e lo dimostra ad ogni sua opera, consigliatissimo anche The Yards, anche se riprende moltissimo le tematiche de I Padroni Della Notte, ma cmq vai tranquilla lo apprezzerai ;)

      su Little Odessa aggiungo che è film cupo e dolente, senza via di fuga, forse il più pessimista di Gray, che non ama le scene action ma preferisce di più la caratterizzazione psicologica dei suoi protagonisti, tutti cesellati in maniera impeccabile, è autore che sonda gli animi senza sparate isteriche, ma con molta vibrazione del lato intimista, bella anche l'interpretazione (anche se si vede poco in scena) di Vanessa Redgrave. Inoltre voglio ricordare solo che qui Gray aveva solo 24 anni, tanta roba :)

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  3. Bravissimo!!!
    Grazie per le post!!!
    baccio molto grande! :)

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