25.6.14

Recensione: "The Fall"

Risultati immagini per the fall movie poster

presenti spoiler

Io credo, con tutto il rispetto, che chi non ama questo film affronta il cinema in maniera troppo analitica e cerebrale. Non vuole o non riesce a farsi trasportare, non ha voglia di cercare, se c'è, un'anima in un film visivamente così impressionante, rimane abbagliato dalla confezione senza nemmeno volere aprire la scatola.
Ma quell'anima c'è.
Perchè questo film è un miracolo.
Recentemente si era parlato di Wes Anderson, dei suoi personaggi e dei suoi mondi, dei suoi colori pastello, della sua inventiva.
Beh, Tarsem Singh allora è un Wes Anderson ancora più estremo.
E riesce nell'impresa di essere ancora più estremo per estetica e caratterizzazione dei personaggi non tralasciando, come per esempio mi succede con Anderson, una forte componente emotiva, una grande capacità di metter cose sotto quei colori debordanti e quelle scene di devastante bellezza visiva.
Ma questo film è un miracolo sotto tanti aspetti.
Basterebbe il prologo con quell'impressionante bianco e nero dal nitore così perfetto che vorresti durasse ancora e ancora. Un prologo che sfida a duello i due di Trier (Antichrist e Melancholia) senza soccombere.
Poi quel bianco e nero diventa colore, un colore come raramente se ne vede al cinema.
E qui si nasconde una delle grandezze di questo film. Perchè quel colore, quei paesaggi mozzafiato, quasi tutta la magnificenza visiva che ci bombarda è puro e VERO cinema, un cinema fatto di luci, inquadrature, location impressionanti, mestiere, senso estetico.

Immagine correlata

 Vedi il film e tutto ti sembra talmente bello che quando poi scopri che è tutto vero, quel deserto che sembra un muro arancione intorno ad una distesa bianca, quell'isola che quasi non c'è, quelle scale della disperazione che richiamano Escher dalla quali lei si butta, quella città tutta blu, quell'impressionante anfiteatro di altre scale nel finale, quando scopri che tutti questi luoghi sono veri allora capisci che razza di miracolo è questo film, un film che crea l'effetto speciale con il vero, con la natura, con le costruzioni dell'uomo, un film che oltre ad una ricerca estetica infinita ha avuto occhi che hanno cercato e trovato queste meraviglie. 
Tarsem non vuole lavorare di effetti visivi perchè questo gioiello omaggia il cinema degli albori (anche direttamente nel finale) e il cinema degli albori è il vero cinema, o il cinema del vero.
Perchè creava finzione con la verità.
Ma su questa magnificenza visiva, credo, concorderà chiunque, anche chi questo film non l'ha fatto suo.
Perchè sequenze come la nuotata dell'elefante, la tela lorda di sangue, la morte dello schiavo steso sulle frecce, e il viso del prete che diventa deserto sono da pelle d'oca.
Poi c'è l'arte del racconto. Non è un caso se questo film mi abbia ricordato infatti Vita di Pi per magnificenza visiva ed esaltazione del racconto. Un Vita di Pi che incontra Il Labirinto del Fauno con quel mondo altro ed immaginario dove rifugiarsi.

Immagine correlata

E anche qui c'è una piccola magia perchè è sì lui a raccontare ma lei a rendere in immagini il racconto, un gioco di coppia incredibile. E non solo, è un racconto in fieri, modificabile, un racconto che a volte rispecchia le emozioni della bimba ed altre volte è modificato da lei stessa. Sono in due a raccontare, non soltanto lui, due a tenersi compagnia e in vita parlando di schiavi, pirati, banditi, donne perse e magia.
Ed è qui che va capita una cosa, ossia che l'approssimazione del racconto, il suo procedere per sequenze quasi staccate e che prese una ad una sono abbastanza banali non è un difetto ma l'anima stessa del film. Qui non c'è un'incapacità di rendere grande la narrazione come forse avviene con Anderson, qui c'è semmai l'esaltazione, l'esaltazione dell'improvvisazione, del racconto che si fa man mano, del racconto che non esiste di per sè ma si crea in quel momento, del racconto che in qualsiasi momento può diventar altro, che sia una rete per le farfalle che appare al'improvviso, un personaggio che cambia voce, o delle rovine che diventano deserto. E gli stessi personaggi prendono le sembianze di quelli che sono nell'ospedale, perchè Alexandria usa la realtà che la circonda e la sbatte violentemente nell'immaginazione. Il film andrebbe visto due volte, io l'ho fatto,e di seguito, per vedere ogni piccolo gesto, ogni singola frase, ogni personaggio come si incastra nelle due realtà.

Risultati immagini per the fall movie

L'uomo dei raggi x che diventa archetipo dei soldati nemici, la dentiera del vecchio dalla quale "trae la sua forza" che diventa la dentiera del mistico che una volta perduta non è più nessuno, gli uccelli che escono dalla sua bocca dove li aveva tenuti per preservarli, il ghiaccio, sono decine i rimandi.
Ma, ed è qui che il film costruisce le sue fondamenta sulle quali può permettersi di estetizzare, bisogna capire che questo film non è altro che la straziante ricerca di una figura paterna, il disperato tentativo di colmare quel vuoto, l'assoluta necessità di stare vicino lui e sentirlo raccontare, raccontare e raccontare.
Papà, ad un certo punto lo chiamerà materializzandosi lei stessa nel racconto per non farlo finire, papà gli dirà. Ma non ce n'era bisogno, l'avevamo capito.
E poi alla fine il cinema entra nel cinema e finalmente capiamo la prima scena, quella del prologo, cos'era anche se la rivediamo montata, montata senza la vera e tremenda caduta sostituita da una soffice e morbida che atterra in un cavallo.
Quella caduta, la caduta di lei dall'albero e dalla sedia, ma anche la caduta nella disperazione di lui per non avere lei.
The Fall.
E lui non era che la comparsa, lo stuntman, dell'attore principale, quello che gli aveva rubato il cuore di lei.
Il Governatore.
E poi ci sono Chaplin e Keaton.
Si può chiedere di più ad un finale?

( voto 8,5 )

33 commenti:

  1. C'incappai quasi per caso una sera in TV e mi innamorai profondamente (complice anche Lee Pace, adorato nella serie Pushing Daisy). Un film visivamente ed emotivamente immenso, che mi ha strappato attimi di stupore e di commozione... mi hai fatto venir voglia di rivederlo, e di comprarmi il DVD!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lee Pace mi è piaciuto tantissimo.
      In alcuni sguardi ricorda Gyllenhall.

      Stupore e commozione, bravissima.
      Sì, è uno di quelli da bramare il dvd.
      Ne hai parlato Lisa?

      Elimina
    2. Ne parlai quasi agli inizi del blog, quindi la scrittura era decisamente acerba e priva dell'emozione che hai invece saputo ricreare tu, benissimo.

      http://incentralperk.blogspot.it/2012/02/fall.html

      Potrei davvero rivederlo e rirecensirlo :)

      Elimina
  2. sempre sintetico :)

    "un film difficile da classificare, mi ha ricordato in alcune parti "Le avventure del Barone di Munchausen", di Terry Gilliam.
    è una gioia per gli occhi, ecco, non vi tolgo nessuna sorpresa"

    http://markx7.blogspot.it/2011/11/fall-tarsem-singh.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero! Gilliam!
      A me è venuto in mente un mix tra Vita di Pi e Il Labirinto del Fauno ma c'è tanto Gilliam.

      Ismaele, ho scoperto che con una rigai sei troppo sintetico ma preciso, con due sei essenziale, nell'accezione positivissima del termine, con 3 sei perfetto e con 4 sei prolisso.

      :) :)

      vengo a vedere appena posso, è bello leggere recensioni de sto film, c'ha talmente tante cose dentro...

      Elimina
  3. Un film davvero bello, al quale dai tutta la giustizia che merita!
    Peccato che Singh ce lo siamo perso sia prima che dopo questa piccola, grande meraviglia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. The Celle lo vidi al'uscita ma ricordo pochissimo se non una certa incompiutezza unita però già al talento visionario.
      Gli altri due più recenti non mi interessano proprio.
      Credo che questo possa essere e restare forse per sempre il suo capolavoro Giacomo

      Elimina
    2. Rimane sempre però un po' di tristezza. Se si scegliesse le sceneggiature giuste potrebbe regalarci delle vere e proprie meraviglie.

      Elimina
    3. Ma tu mi insegni che eccellenza estetica ed eccellenza di scrittura insieme sono miracoli che accadono una volta ogni 3,4 anni.
      Quindi accontentarsi di un 10 da una parte e un (per me) 7-8 dall'altra è già tanto :)

      Elimina
  4. Si può credere di più ad una recensoine così bella che ti fa venire subito il desiderio di vedere la pellicola il più presto possibile?
    :::)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio moltissimo Nella...

      Guarda, anche se a puntate c'è su You tube addirittura in hd.
      Io l'ho visto su cineblog in buona risoluzione.
      Grazie ancora

      Elimina
  5. questa recensione mi ha ricordato i miei sentimenti alla visione del film...l'emozione, la voglia di scoprire, il bisogno di sapere....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io mi ritrovo in queste tue poche parole :)

      Elimina
  6. Ecco, un film che io non ho amato più di tanto e non saprei neanche dire il perché. A pelle, quasi ci fosse qualcosa che mi disturba. E non parlo ovviamente di un punto di vista estetico, perché l'estetica di questo regista io la adoro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A un commento così non si può risponder nulla.
      Riconosce i meriti oggettivi ma soggettivamente ha delle sensazioni che lo disturbano e non gli fanno piacere il film.
      Quindi ci sta, eccome.
      Ho visto solo The Cell per il resto ma non ricordo quasi nulla

      Elimina
  7. Caden l'ho rivisto proprio qualche mese fa, in italiano però, grandioso, un film di vero cinema, uno dei migliori film usciti negli ultimi anni, un capolavoro...grande Tarsem, spero che torni a fare cinema di questa portata o anche diverso ma con lo stesso tocco, questo film è magia pura, quella magia che solo il cinema può dare :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io italiano Arwen, anzi, non so se qua o altrove mi sono un pò lamentato del doppiaggio della bimba in alcune scene (tipo quelle di pianto).,
      Questo film è magia pura e, anche se pare la stessa cosa, esalta la magia del cinema. ossia la capacità di emozionare e stupire.
      Tutti gli omaggi al cinema degli albori servono anche a questo credo.
      Se ne hai parlato linkami per favore.
      E grazie :)

      Elimina
    2. no, non ne ho parlato ma prestissimo - forse sarà la prossima - lo farò e te lo linkerò promesso :)

      Elimina
    3. Ma recensisci a memoria? io non ce la farei mai, devo farlo entro 1 giorno dalla visione. Comunque aspetto senza fretta :)

      Elimina
    4. si ogni tanto quando è passato tempo sbircio le trame per ricordarmelo ^_^

      Elimina
    5. No, ma quello certo, p che parlavo più che altro di scene, sensazioni, cose così. Dopo tanto tempo è difficile ricordarsene bene.
      Per le trame non c'è problema :)

      Elimina
    6. ah ma non ti preoccupare, quelle sono sempre vive dentro di me, ecco la mia rece di The Fall enjoy :) http://lafabricadeisogni.blogspot.it/2014/07/the-fall.html

      Elimina
  8. Finito di vederlo adesso film incredibile... forse è il film che aspettavo per rincominciare a scrivere sul blog (Anche se fare meglio della tua magnifica recensione sarà davvero dura). . E' uno dei tipi di cinema che preferisco. Cinema come sogno, cinema come viaggio, che conservando un'estrema delicatezza per tutta la sua durata riesce ad incantare ed emozionare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei un grande Vittorio.
      Aspetto la tua rece allora, mi raccomando!


      grazie...

      Elimina
  9. Visto e apprezzato molto. L'incipit mi era stato fatto vedere da un professore anni fa, è stata una bella sorpresa ritrovarlo.
    Non condivido la tua considerazione generale nell'incipit, ma abbraccio il tuo pensiero sul film. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mica ho capito che cosa non condividi Chià ;)

      perchè ho scritto pochissimo, l'unica cosa che mi viene in mente è che non lo trovi al livello degli incipit di Trier

      son contento!

      avevo fatto anche un altro post per parlare solo dei luoghi reali di The Fall

      perchè son veramente tutti esistenti

      Elimina
    2. Mi sono spiegata male hai ragionissima! Parlo nel primo rigo dell'incipit del film, e poi invece mi riferisco all'incipit della tua recensione, quando scrivi che chi non ama questo film vede il cinema in un certo modo e manca di una certa apertura. Lo trovo un pensiero eccessivo, nel senso di troppo incasellante. Un po' come se l'antipatia o la scarsa empatia verso un film o un regista sia sintomo di una mancata sensibilità. Non credo sia così ecco, penso semplicemente che abbiamo tutti delle corde diverse, a volte vengono stuzzicate ed altre no. Dipende da un miriade di fattori, e il tuo discorso mi sembra un po' estremo ecco, un po' "stretto". Ma è una considerazione tua, personale, quindi ci sta. Solo che te lo volevo dì, per parlarne ecco ;)

      Elimina
    3. ECCO mio nuovo intercalare 2016

      Elimina
    4. Ah, o.k!

      Ma il mio era evidentemnte uno sfogo.
      E non dicevo che chi non trovava un'anima in The Fall sbagliava, ma sbagliava chi non provava a vedere se ce n'era una ;)

      Perchè tanti ne hanno parlato con molta superficialità, limitandosi solo a vederne i colori.
      Mi sono espresso sicuramente male, sai quanto sono aperto, per me se uno dice che Natale in India è meglio di questo va benissimo, ma ero un pò arrabbiato col leggere su questo film commenti solo estetici.
      Anche perchè, anche se non avesse contenuto, sarebbe comunque un omaggio al cinema incredibile, con quell'assenza di effetti, con quella ricerca di luoghi e suggestioni, con quella storia così legata agli albori del cinema stesso.
      Insomma, The Fall può fare pure schifo, come tutti i film. Ma motivatemelo ;)

      Elimina
  10. Abbè allora ci sta. Ci stava comunque eh, ma così, conoscendoti un poco, ci sta più meglio :)

    Sì il film è un grande omaggio al cinema, al suo potere di raccontare storie. C'è quella breve sequenza all'inizio in cui alla bambina si svela per puro caso il meccanismo primordiale della proiezione: l'immagine di un cavallo si fa ombra, capovolta, sulla parete, grazie alla luce che filtra da una serratura. Un prodigio che la scienza spiega, senza scalfirne il mistero. E niente, è una bellissima contraddizione. A presto Giusè

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, te pareva che non coglievi un momento così.
      Ormai questo tuo cogliere cose minime così belle e significative lo voglio chiamare "momenti chiarascurali"

      Elimina
    2. Ahah ma va' :)

      Ps: oggi maratona Oppenheimer, vediamo se riesco

      Elimina

due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao