16.4.13

Recensione: "Triangle"

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spoiler da cima a fondo

Notevolissimo.
Uno come me legato in maniera impressionante a quel gioiellino fatto col nulla -sempre che un'idea in questo mondo possa essere considerata nulla- di Timecrimes guardava a questo Triangle con aria minacciosa, credendo che qualcuno si fosse appropriato della genuinità e semplicità del piccolo film spagnolo per apporvi  sopra lustrini e luci stroboscopiche. Invece non solo Triangle è esso stesso un film che basa tutta la sua forza e bellezza nell'idea e nel fascino del suo dipanarsi (certo con mezzi superiori a Vigalondo) ma ha una sua propria e personalissima originalità. In effetti l'unica cosa che lo può accomunare a Timecrimes (a parte l'"uomo" con le bende) è solo il concetto dei viaggi nel tempo. Per il resto, e non l'avrei mai detto, il film di Christopher Smith -giovane regista britannico molto interessante con alle spalle l'incompleto ma suggestivo Creep, il piccolo cult Severance e il buon Black Death- riesce a trattare tale tematica in una maniera ancor più affascinante e soprattutto, visto il finale del film, dando una profondità all'opera del tutto assente nel film spagnolo.
E, se vogliamo essere pignoli e presuntuosi nel credere di aver capito veramente il film, nemmeno dovremmo parlare di viaggi nel tempo per Triangle ma di qualcosa di molto più trascendentale, importante, terribile.

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L'inizio, rivalutato poi alla luce del finale, è folgorante. Jess arriva alla barca confusa, spaesata, come se le fosse appena accaduto qualcosa ma, al contempo, riconoscesse quello che le sta per accadere. Lo spettatore è anch'esso confuso ma molto affascinato. Arriva quella tempesta, forse un espediente un pochino furbo del regista per lasciare il dubbio su più interpretazioni di quello che vedremo.
L'analisi di un film come Triangle non può prescindere da due elementi, il senso di colpa e la morte. Tutto il resto, la magnifica intelaiatura, il concetto di tempo ciclico ma disordinato al suo interno, tutte le vicende devono essere lette alla luce degli ultimi splendidi 5 minuti, probabilmente un pochino difficili, ma decisivi. Smith la chiave di lettura ce la dà dentro la nave. Lo stesso nome della nave, Eolo, e la leggenda narrata all'interno, quella di Sisifo, suo figlio, sono il centro nevralgico di tutto.
Questo film non è un gioco fine a sè stesso. Magari per buona parte della sua durata si diverte (e fa divertire) a mischiare le carte, a confondere, ad arrotolarsi continuamente su di sè, a farti innervosire perchè più di una volta ti porta a cambiare interpretazione. Impossibile non capire però, anche durante tutti questi tentativi di sviare, che il fulcro di tutto sia il bambino "lasciato a scuola". Malgrado tutto il finale arriva comunque inaspettato.

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Prima è molto interessante capire come funzioni questo concetto di tempo nel film, capire se c'è davvero un modo di uscire dal loop (come in Timecrimes) o no. Ma qui non ci sono i tre Hector e le loro sole interazioni, qui, e lo si capisce indizio dopo indizio (le carte, poi le collanine, poi la superba scena dei corpi dell'amica) c'è qualcosa di più grande, di eterno, di interminabile e, forse,immodificabile.
Sisifo, già. appunto. E quella pietra portata su all'infinito.
Ma Sisifo cercò di ingannare la morte per sè, per salvarsi. Studiò uno stratagemma per tornare nel mondo dei vivi e fregare gli Dei.
Jess non vuole ingannare la sua di morte.
Jess è stata una madre terribile, o soltanto una madre che non ha retto al terribile problema del figlio.
Jess ha un senso di colpa incredibile.
Jess vorrebbe solo salvare suo figlio, non causarne la morte. Vorrebbe solo essere una buona madre. E allora torna continuamente in quella nave, nel mondo dei vivi, e poi in quella spiaggia. E poi in quella casa, casa sua, per distruggere quello che era e ricominciare da capo con ciò che più ama al mondo, il suo bambino.

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Ma la morte non si inganna, anche se nella nave le sembrava che in qualche modo il destino, l'ordine delle cose, potesse essere modificato, in realtà nulla può mutare.
Quei corpi morti degli albatros sono una scena capolavoro.
E quel bimbo che indica qualcosa non indica quella macchia di sangue ma qualcos'altro. Qualcos'altro che sta arrivando e ha vissuto troppe volte. Una scena devastante.
"Tornerò" dice Jess al tassista. E torna alla nave. Per riprovarci.
Qualsiasi madre, se soltanto le dessero l'opportunità, forse st'inferno lo vivrebbe.
Per sperarci ancora.
E ancora.

( voto 8 )

( in più c'è un'altra interpretazione nel primo commento, solo per chi ha visto)

31 commenti:

  1. Io ho un'idea pazza che non ho avuto il coraggio di mettere in rece.
    Mi è venuto il dubbio che il figlio non fosse mai stato autistico, non avesse mai avuto problemi.
    Solo che sia morto per causa della madre.
    Il suo problema, il suo non parlare, è dovuto dal fatto di rivivere continuamente la propria morte.
    E' la condanna in cui è caduta la madre (coinvolgendo anche lui) ad averlo fatto diventare in quella maniera.
    A tal proposito la consapevolezza del bimbo di stare per essere investiti, quel pianto per una cosa che sa,entrerebbe benissimo in questo quadro.

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  2. Bellissimo film che con uno sputo riesce a costruire una gran bella storia. E la sceneggiatura è pazzesca per un b-movie.
    Grande amico!

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    1. Vero per la sceneggiatura anche se di incongruenze ne ha tante, una per tutte la scena di tutti i corpi di quella ragazza. Partendo da sto presupposto ce ne dovrebbero essere stati a decine anche di tutti gli altri, almeno nel punto dove sono morti.

      Poi è strana la scomparsa della prima ragazza che serve praticamente a nulla.
      Anche lì ho una mia teoria, magari poi la scrivo.

      Smith si salva che tanto qualsiasi errore alla luce del finale può essere scusato.

      Timecrimes ad esempio in questo è inattaccabile, molto meno confusionario e preciso.

      Ho sentito lo Zampa 3 giorni fa, ci aspetta per Tulpa :)

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    2. Urco! Ma esce o non esce? Che non ho sentito più nulla... :?

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  3. che gran film! da far vedere a tutti quelli che dicono che l'horror è solo monnezza per minus habens( e ce ne sono, credimi!) ...vedo che la pensiamo esattamente allo stesso modo e anche la tua intepretazione calza a pennello...se vuoi ..(http://bradipofilms.blogspot.it/2012/02/triangle-2009.html)...era proprio l'alba del blog..neanche una settimana che lo avevo aperto...

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    1. ti vengo a leggere stanotte credo

      era l'alba del pianeta dei bradipi insomma, sempre scimmie sono no?

      Malgrado le anomalie di cui mi parlavi :)

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  4. Senza dubbio il capolavoro di Smith e molto più riuscito di TimeCrimes nella prospettiva di film horror! Splendida anche la tua analisi, ma con un film profondo del genere è impossibile tirare fuori riflessioni mediocri. Ps. Ho recuperato The Orphanage e in settimana ti saprò dire ;)

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    1. Grazie!

      Ti aspetto su El Orfanato, sono sicuro ti darà emozioni non indifferenti :)

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  5. Eh si dae questo l' avevo visto ed è un mio piccolo cult; mi sa che la tua interpretazione più estrema potrebbe essere giusta, troppo senso di colpa nella madre troppe morti troppa angoscia, davvero un girone infernale dove lei è condannata a rivivere e rivivere( meglio sarebbe a rimorire, rimorire ..)

    Mi sono poi reso conto di avere visto un bel po' di film con Melissa George, davvero brava (soprattutto in triangle) "30 giorni di buio" "Killing gene" "A lonely place to die" "Turistas" .. accidenti se non ha gli incubi lei ..

    Ciao Luca

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    1. Ciao Luca!

      Ma poi i film di Sono li hai visti?
      Ho paura...

      L'interpretazione più estrema ti riferisci a questa nei commenti o quella in rece?
      Perchè quella in rece credo sia abbastanza sicura, quella riguardo il bambino invece se fosse vera sarebbe molto interessante, ma dovrei rivederlo per capire se ho detto una stronzata o no.

      La George è ottima, quasi incredibile come abbia fatto praticamente solo horror.

      Anche il buon AMytiville Horror, il remake di quello famoso.

      Ciao!

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  6. Intendevo che la madre abbia davvero provocato la morte del bambino, quale che sia stato il modo e che stia scontando una condanna, autoinflitta, cercando di modificare il passato... ma è appunto la condanna di Sisifo. Il tutto nei labirinti della sua mente ed è suggestivo accostare il fatto che lei sia intrappolata nel labirinto così come il bambino era prigioniero del suo autismo .. ma va bè tutte le interpretazioni sono aperte in fondo.

    Non ho ancora visto Sono ma è in lista. Prima Synedoche ..

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    1. Luca, mi trovi qui live...

      "Il tutto nei labirinti della sua mente ed è suggestivo accostare il fatto che lei sia intrappolata nel labirinto così come il bambino era prigioniero del suo autismo"

      ma questo non l'ho detto io, questo l'hai detto te ed è notevole, davvero.

      la mia interpretazione "esagerata" riguardo il bambino è quella del primo commento alla rece.

      Ossia...

      il bambino NON era autistico

      lei ne ha provocato la morte e per "cancellarla" è entrata in questo loop infinito

      il problema è che in questo loop ci ha messo dentro suo figlio che ogni volta la vede tornare, ogni volta la vede prender la macchina e ogni volta rivive la sua morte

      io, ed è qui il punto, credo che il suo autismo possa essere derivato dal finire dentro il loop, dall'angoscia e dal terrore di rivivere sempre la propria morte

      lui ha paura di lei ma forse non tanto perchè era una cattiva madre ma perchè è rimasto imprigionato dentro questo inferno

      me l'ha fatto pensare quand indica il camion terrorizzato, quello shock rivissuto di continuo potrebbe averlo fatto diventare quello che è.

      non l'ho messo in rece, sarebbe diventata troppo verbosa e piena di troppe congetture

      ti aspetto con synedcoche con tutto il cuore
      mi raccomando, dì veramente che ne pensi

      certo non è una passeggiata di salute

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  7. Bello Dae ma anche terribile ! Mi sa che sei ancora più inquietante del regista... Può essere però la soggettiva è tutta sulla madre .. certo tu ipotizzi che alla fine si scopra che in realtà è il bambino ad essere intrappolato nella sequenza di lei e non viceversa ..

    Troppo raffinato dae..

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    1. Il terribile è sempre fonte di ispirazione e saggezza.

      A presto caro.

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  8. film fighissimo.
    io però l'ho trovato parecchio simile a timecrimes, sarà perché li ho visti a breve distanza, e quindi per me perde un po' in originalità. comunque più che valido

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    1. Strafigo.

      No, se li si analizza bene sono davvero diversissimi. Forse vederli vicini però provoca sta sensazione. Sono quelle bende...

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  9. film davvero molto intrigante!

    riguardo la storia del bimbo che non è autistico mi sorgono dei dubbi. cioè quando salgono sulla barca e i due amici parlano della scuola di sabato (uno dice all'altro un qualcosa tipo "va in una scuola speciale") ci viene data un'informazione antecedente al loop che ci fa capire la condizione del bimbo. poi se il bambino viene indotto all'autismo perché imprigionato nel loop allo stesso modo dovrebbe accadere qualcosa anche agli altri. secondo me, invece, nella realtà lei sulla barca non è mai salita ma è morta durante il tragitto. la sua punizione infernale è appunto quella di cercare all'infinito di salvare il figlio e, come nel mito di sisifo, viene costretta a compiere la sua missione fallimentare all'infinito.

    per i corpi degli altri, nel loop si vede che lei "pulisce" le scene del crimine buttandoli in mare quando scopre il modo per fermare il loop e si infila la tuta blu.

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    1. Frank, ma la risposta te la dai da solo!

      Appunto perchè anche io credo che la barca non sia mai esistita i discorsi che fai te sulle notizie antecedenti riguardo il figlio non sono mai esistiti! Proprio lei che ha creato tutto questo nella sua mente potrebbe, per difesa, immaginato quei dialoghi.

      Per i corpi hai ragione, non ricordavo, ma non mi sembra che il loop del gettare in mare lo faccia per tutti tranne che per quella ragazza. Dovrei rivedere.

      Ciao!

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    2. e in effetti... non avevo fatto collimare le due cose. comunque se parte di quello che accade nella casa è vero, diciamo la routine, da quel che si vede il bimbo potrebbe essere effettivamente autistico e andrebbe a spiegare (non giustificare) la frustrazione della donna. certo che resta tutto ambiguo.

      il loop del gettare i corpi in mare lo fa ad un certo punto del "giro", se non ricordo male quando sale la terza volta, cioè quando si mette la tuta blu. quindi ogni volta che lei arriva alla tuta blu getta in mare i corpi. essendo un loop i corpi vengono rigettati in mare ad ogni giro, da se stessa vestita di blu. giuro che ha un senso ma spiegarlo è difficilissimo :P

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    3. Ah ah, ma ti ho capito benissimo...
      No, quello che dicevo è che non mi sembra che, a parte quella ragazza, gli altri 3 venissero tutti gettati in mare (in quale miniloop sia non importa).

      Sei sicuro che lei con la tuta sia una delle ultime entrate? Io credo l'opposto, quando mette la tuta è ogni volta una delle prime sè stesse, quella con più consapevolezza.

      Credo che il film sia un loop continuo con 3 miniloop, 3 sè stesse che interagiscono (come in Timecrimes).

      si va avanti a squadre di 3 insomma

      riguardo l'autismo mi hai capito perfettamente. Non dico sia giusta la mia posizione, anzi... E' solo un'idea pazza che m'è venuta.

      A presto!

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    4. la storia dei loop è come dici tu a gruppi di tre, con tre se stessa. perciò quando sale la terza volta, la prima è alla tuta blu e in quel frangente lei elimina i corpi. noi però questo lo vediamo solo una volta perché seguiamo il "giro" completo solo di una.

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    5. Ah ah,direi che alla fine l'abbiamo ricostruita bene la faccenda. E' così, penso anche io.
      E poi sennò Triangle per cosa stava?
      Anche se non lo so mica se sta per questo, vabbeh...

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  10. Fiera di essere la tua 100esima lettrice! Mi piace molto come scrivi! :)

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    1. Fiero di averti come 100ima lettrice.

      E grazie!

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  11. Ho letto i commenti, ma mi sono persa.
    Allora, secondo me lei muore nell'incidente insieme al figlio, lo si capisce dal fatto che li, stesa a terra, ha il vestito e non i pantaloncini e la canotta. Quindi, loro due (figlio e mamma) stavano andando al molo per l'uscita con gli amici, in barca, fanno l'incidente e muiono(lei non salirà mai su triangle). La Jess che si vede viva è ,diciamo, uno spirito (?) Non so come altro definirlo, che presa dai sensi di colpa vuole rivivere la giornata per salvare il figlio.
    Altro elemento che mi fa pensare che questa tesi sia corretta è il tassista. Cioè, lui non è reale. Sa che il figlio è morto, le dice che lascerà il tassametro aperto... insomma, sa che tornerà sempre.
    Sul fatto che il figlio non sia autistico non lo so, in realtà penso lo sia e penso anche che riviva il momento di continuo proprio come la madre.
    Spero non sia il copia e incolla di qualche altro commento xD giuro che questo è quello che ho pensato alla fine del film.


    Ho riletto la rece dopo che ho scritto il commento e mi sa che stiamo dicendo la stessa cosaxD vabbe, invio lo stesso.
    Non ho capito, però, se per te durante tutto il film c è un momento in cui loro sono vivi. Secondo me, dalla prima all'ultima inquadratura, sono sempre morti.

    Stasera niente Sanremo, ahahahah
    Recupero con il dopo festival

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    1. Ora ricordo poco Rachele ma quello che mi sento di dire è che 1 ricordo che alla fine tutto era abbastanza sempolice da capire, pochi dubbi 2 che "a pelle" la tua interpretazione sì, mi sembra assolutamente quella giusta (o almeno quasi completamente).

      insomma, la base è il senso di colpa e il rivivere sempre lo stesso iter per cancellarlo ed evitare la tragedia sì

      ahaha, anche io ho risposto senza essere arrivato alla parte in cui te dicevi che la pensavamo allo stesso modo

      ecco, sì, credo che loro siano sempre morti, il "primo" incidente non lo vediamo (o sì? sei te che lo hai visto adesso) ma vediamo solo una delle tante ripetizioni

      ma poco cambia...

      no, ma che Sanremo

      anzi, a proposito, ora vengo nel post

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  12. Bel film, ingarbugliato,ma semplice da seguire, ti incolla allo schermo, forse me lo aspettavo più "intelligente" (insomma:mi aspettavo che mi insegnasse qualcosa che prima non sapevo....ma va bene cosi lo stesso...) e con un messaggio chiaro : non c'è punizione divina(nel film), ma è jess che si autocondanna per il senso di colpa verso la morte del figlio,da lei causata, a questa terribile fine-non fine.

    Forse è meglio coherence (ieri l'ho visto e mi era piaciuto un sacco e oggi ho visto triangle: insomma : un film al giorno):-)

    Poi mi ha ricordato un sacco ENEMY (Bellissimo.....spero che lo recensirai).

    A presto, Giacomo.

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    1. No, certo Triangle non insegna niente ma, a dir la verità, sui film di paradossi temporali lo considero uno di quelli più profondi e umanamente densi, anzi, forse proprio il migliore in questo.
      Enemy DEVO vederlo, nel senso che l'ho inserito addirittura sulla Promessa, ovvero sui 15 film che devo vedere per forza nel 2016

      son bloccato perchè amo troppo il romanzo da cui è tratto...

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  13. Voto dopo la prima visione: 4
    Voto dopo la seconda visione: 7 e mezzo
    Voto dopo l'ennesima visione: 9

    La prima volta, applicando il metodo Caden (no trailer, no trama, no recensioni) ma ancora più radicale (no regista, attori, ecc.), ho visto tutto un altro film, e precisamente un certo The Triangle del 2001. Bah!
    La seconda visione era quella giusta e anche se mi era chiaro di non aver capito molti passaggi, la storia ed il modo di raccontarla avevano fatto centro.
    Poi è cominciato lo studio matto e disperatissimo per la ricerca dello schema logico più inattaccabile, dell'interpretazione più corretta, della scoperta dei particolari disseminati dal regista per tutto il film. Quando hai un regista come questo che ha così tanta cura nella scrittura e volutamente mantiene delle ambiguità, i tipi come me vanno in paranoia, una paranoia-divertimento-sfida a trovare le falle. Io queste sfide le perdo sempre, non ho mai la certezza che le conclusioni cui sono arrivata dopo tanto approfondimento siano quelle corrette.
    Ma i miei complimenti a questi registi-sceneggiatori, ed un grazie a te per il buon consiglio.

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    1. Ahah ;)
      sei ancora "legata" a Rachele allora visto che anche a lei successe la stessa cosa

      però io ho scritto Triangle eh, non The Triangle, quindi mi sento in colpa solo un pò ;)

      commento molto bello, "studio matto e disperatissimo" poi batte tutto il resto ;)

      sì sì, la penso come te, quando trovo scritture così belle e così interpretabili e piene di cose io ho trovato quello che cerco

      guarda, la sfida la perdiamo sempre, ma non importa. Quello che importa è quello che hai provato, quello che hai pensato, anche soltanto lo stesso processo di pensiero, al di là dei risultati

      poi entrare nella testa dell'autore al 100% è impossibile

      beh, hai messo 9, devi dire ottimo consiglio, non solo buono!

      oppure sei ancora incazzata dal The Triangle?

      ahaha, un abbraccio

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