27.7.12

Recensione: "Il Cigno Nero"

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presenti spoiler

La nostra vita ne è piena.
Quante volte siamo rimasti vittime dell'ansia da prestazione, quante volte gli ostacoli che ci ha messo davanti la vita ci sono sembrati insormontabili, quante volte ci siamo lacerati l'anima e la mente con la paura fottuta di non farcela.
E quante volte abbiamo poi creduto che quella cosa che tanto ci martoriava, quella cosa che non ci faceva dormire la notte, quell'appuntamento che credevamo vitale doveva essere assolutamente perfetto, indimenticabile.
E quante volte per raggiungere questo ci siamo dovuti abbassare a vili compromessi, quante volte abbiamo buttato al vento i nostri valori, quante volte abbiamo tradito la nostra anima, quante volte siamo stati costretti a perdere la nostra innocenza.
Nina voleva il balletto perfetto, il balletto di una vita o, forse, il balletto della Vita.
Nina ricercava la perfezione, il non plus ultra.
Nina ha perduto la propria innocenza per farcela.
E la perfezione, quel concetto astratto che in vita probabilmente non ha manifestazioni le ha sicuramente nella morte.
La morte è sempre perfetta, sempre.
Una Portman di una bravura quasi illegale volteggia e poi trema, danza e poi piange, salta e poi muore. L'ansia da prestazione la divora, quel balletto è l'appuntamento di un'intera esistenza.

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La danza classica è già di per sè ricerca della perfezione ma Nina vuole andare oltre, vuole vivere quel Lago dei Cigni come se non fosse solo un balletto ma qualcosa di più. C'è un solo problema, il Cigno Nero.
Ed è qui che Nina è costretta a subire quello che non avrebbe mai voluto subire, la perdita della propria innocenza. Probabilmente il prezzo da pagare era troppo alto ma ci sono obbiettivi che non riusciamo a lasciar perdere, conquiste che ci sentiamo costretti a dover raggiungere.
Nina vede Il Cigno Nero in un'altra ballerina ma in realtà è lei stessa che sta perdendo tutto il proprio candore, la propria purezza. E, forse, la propria anima.
La scena del vecchio porco nella metro sembra banale ma risulta importantissima.
Perchè senza che lei faccia niente è ormai chiaro che ha distrutto le proprie difese, che il cigno nero, il cigno del vizio, della lussuria, è dentro di lei e gli altri, probabilmente, lo notano.
Il sesso diventa ossessione e presenza costante nella vita di Nina, violare il proprio corpo è l'unica maniera per cominciare a trasformarlo, per permettere a quelle piume nere di affacciarsi nella sua schiena.
La Portman è così grandiosa che ci sembra di assistere a un film nel film, Nina non solo interpreta ma diventa realmente il cigno nero, la Portman non solo interpreta ma diventa realmente Nina.

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La sua trasformazione nel secondo atto del balletto è roba per poche.
Aronofsky la segue martellandoci di pseudo-soggettive in movimento, le sta dietro, addosso, incollato.
Non raggiunge forse la perfezione per script e ritmo ma quel fenomeno di Natalie ci va molto vicina.
Ma la perfezione non è di questo mondo, al massimo dell'altro.
Nina salta giù.
Come Randy the Ram.
Una cercava la perfezione, uno sfogava la disperazione.
E la morte è perfezione.
E disperazione.
Uno schermo bianco per lei, uno nero per lui.
Cosa c'è sotto quello schermo, dopo quello schermo non è dato sapersi.
E mamma mia, quanto è bello non saperlo.

( voto 8 )


35 commenti:

  1. Concordo in pieno, Dae.
    Gran bel film, anche se per anima sono decisamente più legato a The wrestler.
    E la danza riesce a trovare una sorta di gemellaggio con una disciplina praticamente opposta come, appunto, il wrestling.

    Non c'entra nulla, ma che ti è successo?

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    1. Ciao carissimo!
      Anch'io ho il cuore che pende dalla parte di Randy, concordo.
      Per quello che mi chiedi alla fine casomai ridammi la mail.
      Un caro saluto.

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    2. La mail è misterjamesford@gmail.com
      E Randy sempre.

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  2. E' un film che penetra lo spettatore e che difficilmente finirà nel dimenticatoio. Dopo la visione de "Il cigno nero" non smettevo di parlarne, intensa la Portman nel ruolo di Nina, credo che quel ruolo le sia stato cucito addosso alla perfezione.
    La tua recensione è sicuramente degna di questo film.
    Anche io latito, ma capitano periodi un po' così...quando posso vengo volentieri da queste parti, tranquillo :D

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    1. Melinda, sai che spesso sei una botta di vita per me, una sprizzata di simpatia.
      Grazie dei complimenti.
      E grazie della fiducia.
      Ma poi quella faccenda?
      Oh, son mesi eh...

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    2. Eh...non me lo dire...diciamo che l'amico che doveva procurarmelo è sparito un po' :( Ora che vado in ferie mi metto sotto e vedo se lo trovo...l'attesa ha accresciuto maggiormente la mia voglia di vederlo! Sarai il primo a cui rivolegerò la parola dopo la visione, tranquillo :D

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    3. Ormai non ci credo più :(




      :)

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    4. Ahaha, non smettere mai di credere :D

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  3. Film grandioso e bentornato, le tue recensioni ci sono mancate, ma con questa direi che sei ripartito alla grande! :-)
    Mi spiace sentire che tu abbia avuto dei mesi difficili, spero nulla di grave e che comunque si sia tutto risolto per il meglio.

    Hai visto Requiem for a Dream, sempre di Aronofsky?

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    1. Troppo buona Biancaneve.
      Sono in debito con te parecchio, sicuramente di qualche visita promessa.
      Il concetto di grave è relativo.
      Sì, può essere molto grave.
      Ma si può risolvere tutto in un modo o nell'altro.
      Comunque, e lo dico a tutti, nessuna malattia o qualcosa di peggio.
      Grazie a tutti.

      Requiem for a dream...
      mmm...
      è forse la 77° volta che qualcuno me lo consiglia?
      Mi sa che a 100 lo vedo.
      Un bacio grande.

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    2. nooo! requiem lo devi vedere solo se sei al 100% della tua forma fisico-psichico-spirituale. dovrai essere molto forte perché poi ti distruggerà. e starai male. ma male!

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    3. Allora lo vediamo il prossimo anno credo...

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  4. bentornato!
    in che film sei stato? :-)

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    1. In un film dell'orrore caro Ismaele.
      E ci sono ancora dentro.
      Ma forse non è tutto orrore quel che luccica.
      Un bacio.

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  5. non mi isprira neanche di striscio, 'sto film. ma del resto ci ho messo una vita per vedere the wrestler e scoprire che è una figata. cmq ho deciso che lascerò passare ancora quel paio di annetti prima di affrontare il cigno nero.


    birra?

    :-)

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    1. Cazzarola Ciku, solo in quanto attrice sei obbligata a vedere sto film.
      Ti dò massimo 3 mesi.

      Mai bevuto birra, un Nestea e si prova a ripartire.
      Ciao carissima.

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  6. meno di 10 a questo film è INACCETTABILE :)

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    1. O.k, in effetti è un 10, il voto è stato un semplice errore di tastiera.

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  7. Mah!!
    potrei aver preso una grossa cantonata, ma questo film a me pare un'occasione persa.
    Buona l'idea della passione del cigno. Il corpo patisce perchè la mente è affetta in molti modi attraverso il corpo(Spinoza docet). Ma il parallelismo tra le passioni del corpo e della mente diventa scialbo quando si attua questo maldestro tentativo fortemente didascalico mostrando la realtà esteriore del personaggio come se fosse interiore. Ho trovato ciò oltre che didascalico, banale, plebaico principalmente per aver voluto spiegare con una bizzarra allegoria i moti e gli istinti primordiali del corpo, forse perchè non si era capaci di rappresentare in maniera attendibile la realtà interiore. In fondo, niente di che, imputo ad Aronofsky solo di non aver portato sulla scena Raskolnikov.

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    1. Ciao Rocco!

      Che dirti?

      Quando scrivi te si legge e non si può replicare,i livelli sono troppo alti.

      Complimenti per l'analisi.

      A presto:)

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  8. Bello, non sapevo fosse di Aaronofsky finchè non l'ho visto nei titotli di coda, lo stile in effetti è simile a Requiem for a dream e The wrestler,
    molto crudo e molto attaccato ai suoi personaggi e alla loro fisicità, caricata con una disperazione e una fatica che si può leggere sui loro corpi, mi piace molto questa cosa, li rende vivi e autentici come pochi altri

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    1. Perfetto, credo anche io che come Aronofsky sta addosso ai suoi personaggi e ce li fa vivere sia straordinario. In The Wrestler poi...

      Mi manca Requieem for a dream, eh, lo so, scusa.

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  9. Bellissimo. E di solito la Portman non mi fa impazzire.
    Concordo sul fatto che Requiem For a Dream sia molto tosto.
    Se sei una persona sensibile e tendi a deprimerti, ti distrugge psicologicamente. Parlo per esperienza personale.

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    1. Sull'ultima riga parli di Requiem ovviamente no?

      Sì, so che parli per esperienza personale, c'è il tuo blog a dir tutto.
      Mi dispiace moltissimo.

      Qualcosa so anche io dell'argomento ma non importa.

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  10. Ho uno strano rapporto con questo film.
    Mi ha inquietato. Mi ha inquietato in una maniera pazzesca. A tratti questo è un vero film horror. Ed io non ho un buon rapporto con questo genere.
    Però... oltre a questo senso di inquietudine il film non mi ha detto niente. Non mi ha coinvolto. Non mi ha trasmesso emozioni. Anzi, mi è sembrato anche parecchio freddo come film. E qui sta la delusione.
    Un vero peccato, perché da Aronofsky mi aspettavo un po' di più.
    Però c'è da dire una cosa: questo maledetto regista sa come disturbare lo spettatore.

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    1. Ma guarda che la spiegazione è proprio là.
      Se un film ti inquieta parecchio è molto difficile che riesca a darti anche altre emozioni. L'inquietudine è come la Nutella, copre tutti i sapori :)
      Sì, è freddo, perchè è quasi e soltanto psicologia. Ma ho capito benissimo il tuo discorso, e ci sta.
      Certo che mi dici così e poi vuoi vederti i film della lista dei disturbanti.
      Te le cerchi, te lo dico... :)

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    2. Hai ragione, me le vado a cercare. Ma... che ti devo dire? Questi film mi attirano troppo :)
      Che poi al 70% me ne pento ma comunque c'è sempre qualcosa che mi attira nei film disturbanti.

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    3. Avranno scritto libri su libri sul perchè il disturbante allo stesso tempo ripugna e attira.
      Fidati, siamo in miliardi :)

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  11. Prima di vederlo ero incuriosito dalle voci riguardanti la somiglianza con Perfect Blue (in un range da "non c' entra niente" a " è la copia sputata), come al solito la verità sta nel mezzo. Si è parecchio esagerato dicendo che è una copia, anche se i riferimenti son parecchi: 5-6 visivi e un paio concettuali, oltre al percorso mentale della protagonista. Certamente più del semplice omaggio, ma sostanzialmente son 2 film diversi.
    Il film mi è piaciuto ma mi aspettavo che si avvicinasse al quasi capolavoro, rimane comunque un ottimo film. La pecca più grande è che l' impatto più grande (di schifo in quel caso :D ) me l' han dato le scene in cui armeggia con le pellicine e le unghie, e , essendo superflue ai fini della caratterizzazione, non è un buon segno :)

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    1. Oh, ormai mi hai incuriosito co sto Perfect Blue...

      bh, però 5,6 rimandi più una buona aderenza concettuale mica è poco...

      sì sì, son d'accordo, anche il mio voto lo dimostra

      e quella cosa delle pellicine come parte più disgustosa l'ho sentita dire da parecchi ;)

      io no

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    2. Eh quello dipende da cosa fa più senso a ciascuno: magari uno sopporta i peggiori squartamenti, ma cede alle terribili pellicine :D
      Senti, tanto Perfect blue lo devo passare a Rachele, quando ho il link lo giro anche a te.
      (Si vocifera che Aronofsky avesse già acquisito i diritti di Perfect Blue per poterne replicare una scena in Requiem for a Dream, quella della vasca da bagno)

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    3. Dimenticavo: Perfect Blue poi vira verso il genere Giallo, con anche un paio di riferimenti ad Argento proprio per questo. Ecco perché son diversi, di simile c' è la protagonista che ,forse non per coincidenza, si chiama Mima :)

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    4. insomma, sto Aronofsky ha preso tutto da Perfect Blue, è veramente il suo film di ispirazione e riferimento pare

      sì sì, ad ognuno i suoi "fastidi", io questa delle pellicine la supero bene

      anche Argento?

      vedremo

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    5. No, ma come ho detto son due film diversi. Se uno sa che Aronofsky bazzica il cinema giapponese, e in particolare la sua passione per Perfect Blue li nota, altrimenti uno manco ci fa caso.
      Argento è citato in Perfect Blue, essendo un Giallo fondamentalmente.

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    6. sì sì, ma mi hai fatto capire che, tanto o poco, Perfect Blue l'han ispirato per materiale di almeno due suoi film

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