9.6.12

Recensione: "...E ora parliamo di Kevin"

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presenti moderati spoiler

Quest'anno ne Il Buio in Sala ci sarà un vincitore sicuro, sapete quale probabilmente. (a proposito, mi scuso per la moria di recensioni di questi mesi, ci sono diversi motivi, non abbandonatemi, tornerò).
Si lotta per le posizioni di rincalzo insomma.
Beh, ecco, questo "E ora parliamo di Kevin" si candida prepotentemente come una delle più belle visioni dell'anno per il sottoscritto.
Glaciale, quasi surreale per quanto terribile, un horror di vita quotidiana che racconta in una maniera lenta, inesorabile, colma di silenzi, l'impossibile rapporto tra una madre e il proprio figlio, un ragazzo che non doveva nascere e che una volta nato probabilmente avrebbe preferito non farlo. E' questa la sensazione più forte che il film lascia, questa assurda per quanto improbabile domanda: un bimbo inaspettato può "sentirlo" sin da subito? Odiare profondamente già dai primi vagiti una madre forse non pronta a riceverlo?
E' talmente forte, freddo e devastante l'odio che Kevin prova per la propria madre che il riferimento di prima all'horror non è affatto peregrino, Più volte uno spettatore occasionale potrebbe cominciare a chiedersi se questo non sia il classico horror sul bambino indemoniato.
No, Kevin è un ragazzo "normale". Ma ha qualcosa di radicato in fondo al cuore, qualcosa di terribile.

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E, purtroppo, quello che pare come un odio ad personam sfocerà in un'immane tragedia che paradossalmente vedrà salvarsi solo l'oggetto principale dello stesso odio.
Quella madre che, malgrado tutto, sa che quello è suo figlio.
Dilemma impossibile da risolvere.
Tu faresti di tutto per tuo figlio?
Gli perdoneresti tutto?
Ti annulleresti per lui?
Cercheresti di amarlo e difenderlo contro tutto e tutti, anche quando saresti arrivata più volte all'insano desiderio di "ucciderlo", di non volerlo più?
Quello che sorprende de film non è solo la capacità di raccontare ma la grandissima qualità dell'insieme.
La regia è strepitosa, gioca con i dettagli in una maniera straordinaria (le unghie e le palline di pane disposte sul tavolo, la capacità di cogliere gli sguardi- quel bersaglio nella pupilla è quantomai emblematico), regala di continuo sequenze e inquadrature di classe, tutto supportato da una sceneggiatura che gioca perfettamente con 3,4 piani temporali, sa dosare i silenzi e le poche battute, dissemina nel film pochi ma decisivi rimandi (vedi il libro di Robin Hood), senza farsi mancare una fortissima carica metaforica, soprattutto nelle innumerevoli scene in cui la madre pulisce. Tutto quel rosso, di pomodori, di vernice, di marmellata, tutto è segno premonitore o, al contrario, di elaborazione del lutto dell'incredibile tragedia che verrà.
Livelli altissimi anche in colonna sonora, quasi tutta concentrata nei viaggi in macchina della madre.

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Gli attori sono magnifici, Tilda Swinton, novella Shelley Duval di Shining per fattezze e ruolo, è su livelli incredibili e anche Ezra Miller, con quello sguardo acerbamente assassino non gli è da meno. Curioso come Miller abbai già interpretato un ruolo quasi identico in un altro film, Afterschool (pellicola come al solito massacrata da tanti ed esaltata da me, son troppo buono, è un dato di fatto).
Film che parrebbe sull'educazione ma ci lascia sempre quel dubbio citato all'inizio. Tutto era già scritto? C'era modo di salvare qualcosa? E' un film quindi sull'educazione o sulla natura umana? O su tutti e due?
Il finale è devastante, alla tragedia pubblica intuibile sin dall'inizio se ne aggiunge un'altra probabilmente ancora più assurda e terribile. Perchè poi loro? Perchè non lei?
Perchè lei deve vivere il suo senso di colpa. Morire lentamente stando in vita.
Ma Kevin probabilmente vedrà naufragare il suo progetto.
Voleva essere odiato, voleva farle vivere un inferno in cui lui sarebbe stato visto come il Lucifero di turno.
Ma, lo dicevamo prima, perdoneresti tutto a tuo figlio?
Kevin da domani forse cambierà.
O forse no.
Però in qualche modo ha subito una specie di umiliazione.
Perchè si può anche essere umiliati con l'amore.
Si può anche prendere un cazzotto in faccia con un abbraccio.

( voto 8, 5)

22 commenti:

  1. Questo è un altro film il cui trailer mi aveva convinta per la visione...ma ancora non l'ho visto (ettepareva!!!)
    Gli dai 8,5? Motivo in più per guardarlo quanto prima! :D
    Mi fido di te... ;)

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  2. Esteticamente è veramente di impatto. A parte qualche cosetta sul piano psicologico che non mi ha convinto in pieno, è un film veramente ben confezionato. Ramsay è da tenere d'occhio. Ti consiglio anche il suo primo, bellissimo, film: Ratcatcher.

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  3. Il libro a suo tempo mi ha sconvolto parecchio.
    Pensavo il film di evitarlo.
    Ma sto leggendo recensioni fantastiche e la mia anima cinefila combinata alla curiosità mi sta facendo dei dispettucci...
    p.s....sto ancora aspettando il commento a "quella casa nel bosco"...

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  4. film notevolissimo, soprattutto nella prima parte, poi forse si perde un pochino per strada nella seconda parte. fino al finale, che lascia davvero di ghiaccio

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  5. Film d'impatto, esteticamente bellissimo ma duro da digerire. Ho sperato non ci fossero donne incinta in sala! http://incentralperk.blogspot.it/2012/03/e-ora-parliamo-di-kevin.html

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  6. Ai tempi lo massacrai, lo ritenni una delle cose più noiose che io avessi mai visto. Questo tua recensione me lo sta facendo rivalutare, ma rimango ancora forte della mia. Esteticamente eccelso, comunque, un comparto visivo che rasenta la perfezione.

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    1. No no Giacomo, qui davvero toppi :)
      Rivedilo.
      Anche solo per la Swinton.

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  7. Mi è piaciuta la struttura del film.
    Una parola: angosciante.

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    1. E' un film molto "difficile", delicato, importante.
      E coraggioso.
      E angosciante sì

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  8. Visto!
    Non saprei bene come valutarlo: da un lato ho adorato il modo in cui è stato diretto, regia meravigliosa(non me ne intendo molto di regia e altri aspetti tecnici, ma in generale posso dire che il film era diretto in un modo perfetto). Bellissimo anche il modo in cui è stata strutturata la vicenda, anche se all'inizio questa struttura particolare mi aveva un po' confuso (colpa mia che sono abituato ai film lineari).
    La vicenda narrata è sicuramente d'impatto ma (e qui viene il punto che mi ha lasciato un po' perplesso), non mi ha colpito particolarmente. Non mi ha inquietato. Non l'ho trovato un film particolarmente disturbante; forse la scena che mi ha colpito di più da questo punto di vista è quando, verso il finale, Eva scopre che, oltre la tragedia pubblica, Kevin ha causato anche una tragedia molto più personale.
    Per il resto... non so. Ho letto qualche recensione in giro e tutti ne parlavano come un film che ti da forte pugno allo stomaco, sembrava quasi che si parlasse di un horror vero e proprio.
    Però a me il film non mi ha destabilizzato, non mi ha inquietato.
    Secondo me si poteva osare un po' di più, ma è solo un parere personale
    Attori eccezionali, però.

    Che poi è stata una visione un po' strana. L'ho visto insieme ai miei genitori, che insistono sempre per vedere insieme a me i film che prendo. Io, conoscendo l'argomento del film, li ho avvertiti del fatto che forse non sarebbe stata una visione facile ma loro sono parecchio testardi.
    Bene, una volta finito il film mia madre mi guarda ed esclama. "Ma tu un film normale non lo prendi mai?".
    Subito dopo interviene mio padre che esclama "La prossima volta il film lo scelgo io".
    Risultato?
    Stasera mio padre mi farà vedere uno dei suoi film preferiti: Un lupo Mannaro Americano A Londra.
    Speriamo bene

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    1. Ahhaha

      Alllora.
      Vedi? tutto è soggettivo. Anche a me il film ha disturbato, più di tanti altri in cui fanno vedere chissàche. E' proprio il non detto, i silenzi, le implosioni di questo film che mi hanno colpito. Ma è tutto soggettivo e non solo nel gusto ma proprio nel vissuto, ci sono cose che ti scavano dentro e altre che non ti fanno un baffo.

      Complimenti ai tuoi genitori, la cosa di vedere film insieme è bella e da molti punti di vista fanno anche bene.
      E sì, stai un pò esagerando coi film impegnati(vi), ci vuole uno stacco.
      E se quello stacco è Un Lupo Mannaro Americano a Londra, ovvero per me uno dei 5 horror più belli di sempre, allora stai contento.
      Dai un 5 al tuo babbo da parte mia :)

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    2. Anzi, dei 4 :)

      http://ilbuioinsala.blogspot.it/2014/03/i-20-horror-piu-importanti-della-mia_25.html

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    3. Verissimo, è tutto soggettivo. Il non detto e i silenzi spesso disturbano più di qualunque immagine "forte". A questo proposito mi viene in mente Elephant di Gus Van Sant, che tra l'altro è anche legato a questo film come argomento. (A proposito, lo recensirai mai Elephant? Ci sarebbe tanto da dire su quel film).


      In effetti ora ci vuole uno stacco.
      Per questo ho acquistato il DVD di Dogville.
      :)



      A parte gli scherzi, io di solito preferisco i film più "impegnati", ma una commedia di tanto in tanto me la guardo volentieri, sebbene non conosca quasi per niente il genere.

      Comunque, insieme a Dogville ho preso anche un altro film: Prisoners. Non l'avevo mai sentito nominare ma la trama mi sembrava interessante quindi l'ho preso ad istinto.

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    4. Elephant per me è un gioiello, l'ho visto 3 volte e una delle sue scene (la panoramica circolare dentro la camera mentre lui suona il piano) ricordo che la citai in una discussione sulla scena perfetta.
      Purtroppo tutte le visioni sono ante blog, non so se mi ricapiterà.

      Ahaha, Dogville è uno dei film più unici che esista, non riesco a immaginare alla reazione che puoi avere.
      Ma, anche se faticherai, arriva in fondo, solo con la visione completa puoi giudicarlo.
      Prisoners? uno dei migliori 5 thriller degli ultimi 2,3 anni

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    5. Promette bene il ragazzo, eh Giusè? :)

      Alessandro, ma '99 è il tuo anno di nascita?

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    6. Sì, 15 anni, è venuto fuori nel post di Ben X e poi tra Ruby Spark e soprattutto quello dei film disturbanti ha dimostrato di essere un quindicenne che definire anomalo è poco.

      Se poi pensiamo a Pietro le Gars, il 19enne fenomeno apparto sul post de La Promessa, allora vuol dire che ci sono sti ragazzi, son nascosti ma ci sono.

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  9. "...e ora parliamo di Kevin". Bene. Parliamone.
    Questo è uno di quei film che mi piace guardare da sola. Quando c'è da riflettere, da assaporare, mi piace farlo in assoluta solitudine. Solo io e il mio cervello (e anche il cuore, dai). Una pellicola estremamente delicata, estremamente vera. Una storia di una madre e un figlio, ma solo per denominazione pubblica. In realtà tra loro non c'è alcun legame. Alcun legame al di fuori dell'odio. L'odio predomina. Eva non ha mai voluto Kevin, sin da quando è stato concepito. Kevin non ha mai voluto Eva, sin da quando ha aperto gli occhi e ha cominciato a piangere, per non smettere mai più (la scena in cui Eva si ferma volontariamente ad ascoltare il rumore petulante del trapano per coprire quello del pianto di suo figlio è davvero atroce). Kevin non ha mai smesso di sanguinare con l'anima. E Kevin lo sa che sua madre non lo vuole, e allora perché lui è costretto ad un'esistenza con una persona che lo odia? Lui non lo accetta, non accetta che per colpa di una persona che lo ha messo al mondo "per sbaglio" debba vivere un'esistenza priva di normalità. Allora da un significato alla sua vita: distruggere la persona che ha distrutto lui stesso ancor prima che venisse al mondo. E comincia il suo lavoro sin da quando è bambino. Odia Eva, profondamente, con tutto il cuore che non ha. Giorno dopo giorno, prosegue il suo piano verso la distruzione di sua madre. E prosegue fin quando non diventa un'adolescente. Fino a compiere un atto estremo, visto da me come il culmine del suo percorso verso il suo obiettivo. Kevin in fondo non ha cuore, è cresciuto senza. Non ha niente da perdere. Ma sua madre sì. Ha tutto da perdere. O meglio, aveva.
    Pellicola che ti lascia veramente un vuoto interiore assurdo. Mi è piaciuto molto l'uso dei diversi spazi temporali. La Swinton divina, e si riconosce la sua grandezza sin dal primo battito di ciglia. Miller agghiacciante. Il suo sguardo è davvero uno di quelli che non si dimenticano, da brividi. Non a caso, secondo me, è copertina del film. Scene che ti spaccano dentro. Non so se è una cosa estremamente personale oppure ha fatto lo stesso effetto anche a qualcun altro, ma per me la scena in cui Eva cerca qualcosa nella camera del figlio è angosciante. Cerca qualcosa. Qualcosa che dia una spiegazione al suo comportamento. Ma non trova niente, perché effettivamente non c'è niente da trovare. Perché effettivamente il problema è lei. Scena straziante anche il ritrovo del libro "Robin Hood", un rimando al passato assolutamente glaciale. E il finale. Quell'abbraccio non ricambiato. Quello sguardo nel vuoto. Eva ormai è morta dentro. Kevin non è mai nato. Ma Eva sa che in fondo quello è suo figlio. Ma Kevin non riconoscerà mai quella come sua madre. E la lascia morire nell'autodistruzione, nel senso di colpa. Se fosse stata una buona madre, sarebbe andata diversamente? Se avesse amato quel suo bambino, quel suo bambino avrebbe amato lei?

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    1. Io avevo promesso che non ti facevo più complimenti esagerati.

      Ma te hai qualcosa di prezioso dentro. Te vedi i film con occhi perforanti. Te noti le cose. Te capisci le cose. Te sai poi spiegarle. Te sai scrivere. Te vedi le cose importanti nel levare, non nel battere. Nelle scene apparentemente banali. Te capisci di storie, di attori e di caratterizzazioni. Te vivi i film.
      Te hai 16 anni, mi pare.

      Hai un dono e te lo dice uno che se capisce di qualcosa è questa.

      Sofia, sono impressionato

      (concordo su tutto, ma l'avrai capito dalla rece. E quindi concordi anche sul finale, sul perchè lui l'abbia lasciata in vita. Non era scontato, ho discusso molto su questo film con gente che dice che il finale dimostra che in fondo si amano)

      vabbeh, basta

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    2. Niente in tutta la pellicola, e neanche nel finale, mi fa pensare che tra di loro ci sia amore. Assolutamente nulla. Ho una visione un po' particolare della cosa. Secondo me si vuole bene ad una persona perché quella determinata persona ti fa stare bene, ti da amore, non perché è tuo parente. Secondo me non si ama una persona solo perché è universalmente riconosciuta come tua madre, e quindi diventa quasi un obbligo amarla, se quella madre è fondamentalmente un'estranea. Quindi no, non ci vedo assolutamente amore. In quell'abbraccio ci vedo una sorta di disperato gesto riparatore a tutti i suoi sbagli e a tutte le sue mancanze da parte di Eva, e un senso di vuoto e stanchezza da parte di Kevin.
      Comunque grazie mille per le parole :)

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    3. Quoto tutto Sofia....
      Considerare questo film un film sull'amore nonostante tutto è pericoloso.
      No, non c'è.
      E se c'è è un amore viscerale, complesso, malato che per quanto mi riguarda non è amore.
      Sull'abbraccio finale, l'avrai letto, sono ancora più "cattivo" di te. Per me è un abbraccio simile ad un pugno, un gesto inaspettato, opposto a quello che Kevin avrebbe sperato/si sarebbe immaginato.
      Tu non mi hai distrutto sembra dirgli.
      Anzi, guarda, ti abbraccio pure

      è un abbraccio di testa

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  10. Film che finalmente sono riuscita a recuperare. L'ho visto ieri sera e stamattina mi sento ancora tutta scombussolata...
    L'unica bizzarria è che, per la seconda volta, dove c'è il papà John C. Reilly (prima in Carnage e qui con Kevin) c'è sempre un criceto :-)
    E' una storia facilmente, ahimè, riscontrabile nella realtà, perché di mostri ne nascono tanti e la cronaca nera ne è piena: basti pensare, tanto per fare un esempio, al caso Erika-Omar, dove c'è invece il padre che, nonostante l'uccisione con ben 97 coltellate a mamma e fratellino, decide di seguire la figlia in carcere, dall'inizio alla fine...
    Tra l'altro, proprio su questo punto, resto un po' perplessa, giacché tutte le recensioni lette finora focalizzano la gravità immensa (e difatti lo è), ma sorvolano sul fatto, ancora più agghiacciante, che, in primis, Kevin abbia fatto fuori il papà e la sorellina. Esticaxxi.
    Mi ha colpito anche la scena dove Eva viene schiaffeggiata da una delle due signore e appellata come -bastarda- o qualcosa di simile: cosa tipica, spesso, nell'opinione pubblica, odiare e condannare la madre, perché è sua la colpa di aver partorito un mostro!!!
    La regista ci risparmia anche la visione di come sia stato soppresso il criceto e di come l'acido muriatico sia finito nell'occhio della sorellina, ma tanto è importante capire che è sempre opera di Kevin. Sempre lui, solo lui.
    E altrettanto evita di farci vedere scene precise dell'eccidio scolastico: tanto, si sa, si capisce, la tragedia è immensa.
    Film assolutamente da vedere. Tosto, disperato e senza speranza.
    Marietoile

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    1. la cosa di Reilly è veramente notevole come curiosità...

      per tutte le altre cose ci eravamo scritti altrove

      e confermo che se è vero che per struttura erika, omar e il padre della prima possono richiamare al film (cioè, il rapporto tra lui e la figlia più che altro) è anche vero, come ti ho scritto, che se un caso vedo vero e proprio amore nell'altro, nel film, mi sembra quasi l'opposto, come scrivo in fondo alla rece

      io lessi recensioni ma non ricordo se e quante mettevano in evidenza l'eccidio famigliare

      ma hai ragione, vale come e più dell'altro

      sul capoverso del "mi ha colpito" c'eravamo anche qua già scritti. E' così, assolutamente.

      sì, un film molto sul togliere giustamente compie quelle scelte. Che poi lo rendono ancora più bello e interessante per me

      gran bel commento, ciao!

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