9.6.12

Recensione: "...E ora parliamo di Kevin"

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presenti moderati spoiler

Quest'anno ne Il Buio in Sala ci sarà un vincitore sicuro, sapete quale probabilmente. (a proposito, mi scuso per la moria di recensioni di questi mesi, ci sono diversi motivi, non abbandonatemi, tornerò).
Si lotta per le posizioni di rincalzo insomma.
Beh, ecco, questo "E ora parliamo di Kevin" si candida prepotentemente come una delle più belle visioni dell'anno per il sottoscritto.
Glaciale, quasi surreale per quanto terribile, un horror di vita quotidiana che racconta in una maniera lenta, inesorabile, colma di silenzi, l'impossibile rapporto tra una madre e il proprio figlio, un ragazzo che non doveva nascere e che una volta nato probabilmente avrebbe preferito non farlo. E' questa la sensazione più forte che il film lascia, questa assurda per quanto improbabile domanda: un bimbo inaspettato può "sentirlo" sin da subito? Odiare profondamente già dai primi vagiti una madre forse non pronta a riceverlo?
E' talmente forte, freddo e devastante l'odio che Kevin prova per la propria madre che il riferimento di prima all'horror non è affatto peregrino, Più volte uno spettatore occasionale potrebbe cominciare a chiedersi se questo non sia il classico horror sul bambino indemoniato.
No, Kevin è un ragazzo "normale". Ma ha qualcosa di radicato in fondo al cuore, qualcosa di terribile.

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E, purtroppo, quello che pare come un odio ad personam sfocerà in un'immane tragedia che paradossalmente vedrà salvarsi solo l'oggetto principale dello stesso odio.
Quella madre che, malgrado tutto, sa che quello è suo figlio.
Dilemma impossibile da risolvere.
Tu faresti di tutto per tuo figlio?
Gli perdoneresti tutto?
Ti annulleresti per lui?
Cercheresti di amarlo e difenderlo contro tutto e tutti, anche quando saresti arrivata più volte all'insano desiderio di "ucciderlo", di non volerlo più?
Quello che sorprende de film non è solo la capacità di raccontare ma la grandissima qualità dell'insieme.
La regia è strepitosa, gioca con i dettagli in una maniera straordinaria (le unghie e le palline di pane disposte sul tavolo, la capacità di cogliere gli sguardi- quel bersaglio nella pupilla è quantomai emblematico), regala di continuo sequenze e inquadrature di classe, tutto supportato da una sceneggiatura che gioca perfettamente con 3,4 piani temporali, sa dosare i silenzi e le poche battute, dissemina nel film pochi ma decisivi rimandi (vedi il libro di Robin Hood), senza farsi mancare una fortissima carica metaforica, soprattutto nelle innumerevoli scene in cui la madre pulisce. Tutto quel rosso, di pomodori, di vernice, di marmellata, tutto è segno premonitore o, al contrario, di elaborazione del lutto dell'incredibile tragedia che verrà.
Livelli altissimi anche in colonna sonora, quasi tutta concentrata nei viaggi in macchina della madre.

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Gli attori sono magnifici, Tilda Swinton, novella Shelley Duval di Shining per fattezze e ruolo, è su livelli incredibili e anche Ezra Miller, con quello sguardo acerbamente assassino non gli è da meno. Curioso come Miller abbai già interpretato un ruolo quasi identico in un altro film, Afterschool (pellicola come al solito massacrata da tanti ed esaltata da me, son troppo buono, è un dato di fatto).
Film che parrebbe sull'educazione ma ci lascia sempre quel dubbio citato all'inizio. Tutto era già scritto? C'era modo di salvare qualcosa? E' un film quindi sull'educazione o sulla natura umana? O su tutti e due?
Il finale è devastante, alla tragedia pubblica intuibile sin dall'inizio se ne aggiunge un'altra probabilmente ancora più assurda e terribile. Perchè poi loro? Perchè non lei?
Perchè lei deve vivere il suo senso di colpa. Morire lentamente stando in vita.
Ma Kevin probabilmente vedrà naufragare il suo progetto.
Voleva essere odiato, voleva farle vivere un inferno in cui lui sarebbe stato visto come il Lucifero di turno.
Ma, lo dicevamo prima, perdoneresti tutto a tuo figlio?
Kevin da domani forse cambierà.
O forse no.
Però in qualche modo ha subito una specie di umiliazione.
Perchè si può anche essere umiliati con l'amore.
Si può anche prendere un cazzotto in faccia con un abbraccio.

( voto 8, 5)

37 commenti:

  1. Questo è un altro film il cui trailer mi aveva convinta per la visione...ma ancora non l'ho visto (ettepareva!!!)
    Gli dai 8,5? Motivo in più per guardarlo quanto prima! :D
    Mi fido di te... ;)

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  2. Esteticamente è veramente di impatto. A parte qualche cosetta sul piano psicologico che non mi ha convinto in pieno, è un film veramente ben confezionato. Ramsay è da tenere d'occhio. Ti consiglio anche il suo primo, bellissimo, film: Ratcatcher.

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  3. Il libro a suo tempo mi ha sconvolto parecchio.
    Pensavo il film di evitarlo.
    Ma sto leggendo recensioni fantastiche e la mia anima cinefila combinata alla curiosità mi sta facendo dei dispettucci...
    p.s....sto ancora aspettando il commento a "quella casa nel bosco"...

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  4. film notevolissimo, soprattutto nella prima parte, poi forse si perde un pochino per strada nella seconda parte. fino al finale, che lascia davvero di ghiaccio

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  5. Film d'impatto, esteticamente bellissimo ma duro da digerire. Ho sperato non ci fossero donne incinta in sala! http://incentralperk.blogspot.it/2012/03/e-ora-parliamo-di-kevin.html

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  6. Ai tempi lo massacrai, lo ritenni una delle cose più noiose che io avessi mai visto. Questo tua recensione me lo sta facendo rivalutare, ma rimango ancora forte della mia. Esteticamente eccelso, comunque, un comparto visivo che rasenta la perfezione.

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    1. No no Giacomo, qui davvero toppi :)
      Rivedilo.
      Anche solo per la Swinton.

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  7. Mi è piaciuta la struttura del film.
    Una parola: angosciante.

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    1. E' un film molto "difficile", delicato, importante.
      E coraggioso.
      E angosciante sì

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  8. Visto!
    Non saprei bene come valutarlo: da un lato ho adorato il modo in cui è stato diretto, regia meravigliosa(non me ne intendo molto di regia e altri aspetti tecnici, ma in generale posso dire che il film era diretto in un modo perfetto). Bellissimo anche il modo in cui è stata strutturata la vicenda, anche se all'inizio questa struttura particolare mi aveva un po' confuso (colpa mia che sono abituato ai film lineari).
    La vicenda narrata è sicuramente d'impatto ma (e qui viene il punto che mi ha lasciato un po' perplesso), non mi ha colpito particolarmente. Non mi ha inquietato. Non l'ho trovato un film particolarmente disturbante; forse la scena che mi ha colpito di più da questo punto di vista è quando, verso il finale, Eva scopre che, oltre la tragedia pubblica, Kevin ha causato anche una tragedia molto più personale.
    Per il resto... non so. Ho letto qualche recensione in giro e tutti ne parlavano come un film che ti da forte pugno allo stomaco, sembrava quasi che si parlasse di un horror vero e proprio.
    Però a me il film non mi ha destabilizzato, non mi ha inquietato.
    Secondo me si poteva osare un po' di più, ma è solo un parere personale
    Attori eccezionali, però.

    Che poi è stata una visione un po' strana. L'ho visto insieme ai miei genitori, che insistono sempre per vedere insieme a me i film che prendo. Io, conoscendo l'argomento del film, li ho avvertiti del fatto che forse non sarebbe stata una visione facile ma loro sono parecchio testardi.
    Bene, una volta finito il film mia madre mi guarda ed esclama. "Ma tu un film normale non lo prendi mai?".
    Subito dopo interviene mio padre che esclama "La prossima volta il film lo scelgo io".
    Risultato?
    Stasera mio padre mi farà vedere uno dei suoi film preferiti: Un lupo Mannaro Americano A Londra.
    Speriamo bene

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    1. Ahhaha

      Alllora.
      Vedi? tutto è soggettivo. Anche a me il film ha disturbato, più di tanti altri in cui fanno vedere chissàche. E' proprio il non detto, i silenzi, le implosioni di questo film che mi hanno colpito. Ma è tutto soggettivo e non solo nel gusto ma proprio nel vissuto, ci sono cose che ti scavano dentro e altre che non ti fanno un baffo.

      Complimenti ai tuoi genitori, la cosa di vedere film insieme è bella e da molti punti di vista fanno anche bene.
      E sì, stai un pò esagerando coi film impegnati(vi), ci vuole uno stacco.
      E se quello stacco è Un Lupo Mannaro Americano a Londra, ovvero per me uno dei 5 horror più belli di sempre, allora stai contento.
      Dai un 5 al tuo babbo da parte mia :)

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    2. Anzi, dei 4 :)

      http://ilbuioinsala.blogspot.it/2014/03/i-20-horror-piu-importanti-della-mia_25.html

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    3. Verissimo, è tutto soggettivo. Il non detto e i silenzi spesso disturbano più di qualunque immagine "forte". A questo proposito mi viene in mente Elephant di Gus Van Sant, che tra l'altro è anche legato a questo film come argomento. (A proposito, lo recensirai mai Elephant? Ci sarebbe tanto da dire su quel film).


      In effetti ora ci vuole uno stacco.
      Per questo ho acquistato il DVD di Dogville.
      :)



      A parte gli scherzi, io di solito preferisco i film più "impegnati", ma una commedia di tanto in tanto me la guardo volentieri, sebbene non conosca quasi per niente il genere.

      Comunque, insieme a Dogville ho preso anche un altro film: Prisoners. Non l'avevo mai sentito nominare ma la trama mi sembrava interessante quindi l'ho preso ad istinto.

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    4. Elephant per me è un gioiello, l'ho visto 3 volte e una delle sue scene (la panoramica circolare dentro la camera mentre lui suona il piano) ricordo che la citai in una discussione sulla scena perfetta.
      Purtroppo tutte le visioni sono ante blog, non so se mi ricapiterà.

      Ahaha, Dogville è uno dei film più unici che esista, non riesco a immaginare alla reazione che puoi avere.
      Ma, anche se faticherai, arriva in fondo, solo con la visione completa puoi giudicarlo.
      Prisoners? uno dei migliori 5 thriller degli ultimi 2,3 anni

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    5. Promette bene il ragazzo, eh Giusè? :)

      Alessandro, ma '99 è il tuo anno di nascita?

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    6. Sì, 15 anni, è venuto fuori nel post di Ben X e poi tra Ruby Spark e soprattutto quello dei film disturbanti ha dimostrato di essere un quindicenne che definire anomalo è poco.

      Se poi pensiamo a Pietro le Gars, il 19enne fenomeno apparto sul post de La Promessa, allora vuol dire che ci sono sti ragazzi, son nascosti ma ci sono.

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  9. "...e ora parliamo di Kevin". Bene. Parliamone.
    Questo è uno di quei film che mi piace guardare da sola. Quando c'è da riflettere, da assaporare, mi piace farlo in assoluta solitudine. Solo io e il mio cervello (e anche il cuore, dai). Una pellicola estremamente delicata, estremamente vera. Una storia di una madre e un figlio, ma solo per denominazione pubblica. In realtà tra loro non c'è alcun legame. Alcun legame al di fuori dell'odio. L'odio predomina. Eva non ha mai voluto Kevin, sin da quando è stato concepito. Kevin non ha mai voluto Eva, sin da quando ha aperto gli occhi e ha cominciato a piangere, per non smettere mai più (la scena in cui Eva si ferma volontariamente ad ascoltare il rumore petulante del trapano per coprire quello del pianto di suo figlio è davvero atroce). Kevin non ha mai smesso di sanguinare con l'anima. E Kevin lo sa che sua madre non lo vuole, e allora perché lui è costretto ad un'esistenza con una persona che lo odia? Lui non lo accetta, non accetta che per colpa di una persona che lo ha messo al mondo "per sbaglio" debba vivere un'esistenza priva di normalità. Allora da un significato alla sua vita: distruggere la persona che ha distrutto lui stesso ancor prima che venisse al mondo. E comincia il suo lavoro sin da quando è bambino. Odia Eva, profondamente, con tutto il cuore che non ha. Giorno dopo giorno, prosegue il suo piano verso la distruzione di sua madre. E prosegue fin quando non diventa un'adolescente. Fino a compiere un atto estremo, visto da me come il culmine del suo percorso verso il suo obiettivo. Kevin in fondo non ha cuore, è cresciuto senza. Non ha niente da perdere. Ma sua madre sì. Ha tutto da perdere. O meglio, aveva.
    Pellicola che ti lascia veramente un vuoto interiore assurdo. Mi è piaciuto molto l'uso dei diversi spazi temporali. La Swinton divina, e si riconosce la sua grandezza sin dal primo battito di ciglia. Miller agghiacciante. Il suo sguardo è davvero uno di quelli che non si dimenticano, da brividi. Non a caso, secondo me, è copertina del film. Scene che ti spaccano dentro. Non so se è una cosa estremamente personale oppure ha fatto lo stesso effetto anche a qualcun altro, ma per me la scena in cui Eva cerca qualcosa nella camera del figlio è angosciante. Cerca qualcosa. Qualcosa che dia una spiegazione al suo comportamento. Ma non trova niente, perché effettivamente non c'è niente da trovare. Perché effettivamente il problema è lei. Scena straziante anche il ritrovo del libro "Robin Hood", un rimando al passato assolutamente glaciale. E il finale. Quell'abbraccio non ricambiato. Quello sguardo nel vuoto. Eva ormai è morta dentro. Kevin non è mai nato. Ma Eva sa che in fondo quello è suo figlio. Ma Kevin non riconoscerà mai quella come sua madre. E la lascia morire nell'autodistruzione, nel senso di colpa. Se fosse stata una buona madre, sarebbe andata diversamente? Se avesse amato quel suo bambino, quel suo bambino avrebbe amato lei?

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    1. Io avevo promesso che non ti facevo più complimenti esagerati.

      Ma te hai qualcosa di prezioso dentro. Te vedi i film con occhi perforanti. Te noti le cose. Te capisci le cose. Te sai poi spiegarle. Te sai scrivere. Te vedi le cose importanti nel levare, non nel battere. Nelle scene apparentemente banali. Te capisci di storie, di attori e di caratterizzazioni. Te vivi i film.
      Te hai 16 anni, mi pare.

      Hai un dono e te lo dice uno che se capisce di qualcosa è questa.

      Sofia, sono impressionato

      (concordo su tutto, ma l'avrai capito dalla rece. E quindi concordi anche sul finale, sul perchè lui l'abbia lasciata in vita. Non era scontato, ho discusso molto su questo film con gente che dice che il finale dimostra che in fondo si amano)

      vabbeh, basta

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    2. Niente in tutta la pellicola, e neanche nel finale, mi fa pensare che tra di loro ci sia amore. Assolutamente nulla. Ho una visione un po' particolare della cosa. Secondo me si vuole bene ad una persona perché quella determinata persona ti fa stare bene, ti da amore, non perché è tuo parente. Secondo me non si ama una persona solo perché è universalmente riconosciuta come tua madre, e quindi diventa quasi un obbligo amarla, se quella madre è fondamentalmente un'estranea. Quindi no, non ci vedo assolutamente amore. In quell'abbraccio ci vedo una sorta di disperato gesto riparatore a tutti i suoi sbagli e a tutte le sue mancanze da parte di Eva, e un senso di vuoto e stanchezza da parte di Kevin.
      Comunque grazie mille per le parole :)

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    3. Quoto tutto Sofia....
      Considerare questo film un film sull'amore nonostante tutto è pericoloso.
      No, non c'è.
      E se c'è è un amore viscerale, complesso, malato che per quanto mi riguarda non è amore.
      Sull'abbraccio finale, l'avrai letto, sono ancora più "cattivo" di te. Per me è un abbraccio simile ad un pugno, un gesto inaspettato, opposto a quello che Kevin avrebbe sperato/si sarebbe immaginato.
      Tu non mi hai distrutto sembra dirgli.
      Anzi, guarda, ti abbraccio pure

      è un abbraccio di testa

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  10. Film che finalmente sono riuscita a recuperare. L'ho visto ieri sera e stamattina mi sento ancora tutta scombussolata...
    L'unica bizzarria è che, per la seconda volta, dove c'è il papà John C. Reilly (prima in Carnage e qui con Kevin) c'è sempre un criceto :-)
    E' una storia facilmente, ahimè, riscontrabile nella realtà, perché di mostri ne nascono tanti e la cronaca nera ne è piena: basti pensare, tanto per fare un esempio, al caso Erika-Omar, dove c'è invece il padre che, nonostante l'uccisione con ben 97 coltellate a mamma e fratellino, decide di seguire la figlia in carcere, dall'inizio alla fine...
    Tra l'altro, proprio su questo punto, resto un po' perplessa, giacché tutte le recensioni lette finora focalizzano la gravità immensa (e difatti lo è), ma sorvolano sul fatto, ancora più agghiacciante, che, in primis, Kevin abbia fatto fuori il papà e la sorellina. Esticaxxi.
    Mi ha colpito anche la scena dove Eva viene schiaffeggiata da una delle due signore e appellata come -bastarda- o qualcosa di simile: cosa tipica, spesso, nell'opinione pubblica, odiare e condannare la madre, perché è sua la colpa di aver partorito un mostro!!!
    La regista ci risparmia anche la visione di come sia stato soppresso il criceto e di come l'acido muriatico sia finito nell'occhio della sorellina, ma tanto è importante capire che è sempre opera di Kevin. Sempre lui, solo lui.
    E altrettanto evita di farci vedere scene precise dell'eccidio scolastico: tanto, si sa, si capisce, la tragedia è immensa.
    Film assolutamente da vedere. Tosto, disperato e senza speranza.
    Marietoile

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    1. la cosa di Reilly è veramente notevole come curiosità...

      per tutte le altre cose ci eravamo scritti altrove

      e confermo che se è vero che per struttura erika, omar e il padre della prima possono richiamare al film (cioè, il rapporto tra lui e la figlia più che altro) è anche vero, come ti ho scritto, che se un caso vedo vero e proprio amore nell'altro, nel film, mi sembra quasi l'opposto, come scrivo in fondo alla rece

      io lessi recensioni ma non ricordo se e quante mettevano in evidenza l'eccidio famigliare

      ma hai ragione, vale come e più dell'altro

      sul capoverso del "mi ha colpito" c'eravamo anche qua già scritti. E' così, assolutamente.

      sì, un film molto sul togliere giustamente compie quelle scelte. Che poi lo rendono ancora più bello e interessante per me

      gran bel commento, ciao!

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  11. Ho sempre sostenuto che i genitori debbano necessariamente amare, sostenere, assecondare, quasi venerare i figli.
    E credo sia giusto, in fondo un figlio è un atto di puro egoismo.
    Non me la bevo la storiella cristiana del dare la vita e bla bla bla! Lo vogliamo per sentirci bene noi stessi in primis, per completare quella cosa chiamata famiglia, che non sembra tale senza un pargolo tra i piedi. Forse per l'idea di lasciare qualcosa di nostro nel mondo, avere qualcuno che ti amerà sempre e avrà sempre bisogno di te.
    Ok, questo è quello che pensavo fino a 2h fa. In parte continuo a pensarlo (soprattutto quando parlo di egoismo), ma ho maturato un'idea diversa sul ruolo dei genitori, della mamma nello specifico.
    Io non so cosa sente una donna durante la gravidanza, ma posso provare ad immaginarlo (in realtà l'ho fatto più volte. Sai com'è, l'istinto materno inizia a farsi sentire :D).
    Ti senti un'estranea nel tuo corpo, la mente ti si scombussola, ti cresce questo esserino dentro e diciamocelo, fa anche un po' senso l'idea.
    Realizzi che da te dipende la vita, la felicità, il benessere di questo cosino che cresce sempre di più; che dovrai dare il meglio, che dovrai insegnargli a vivere, ad essere rispettoso.
    Non esisterà più IO, ma LUI.
    E tu verrai sempre dopo. E non credo sia facile mettere se stessi in secondo piano. In fondo viviamo una buona parte della vita soli con noi stessi, con le nostre abitudini, i nostri bisogni e desideri.
    Tra l'altro non sta scritto da nessuna parte che un figlio bisogna amarlo dal momento in cui emette il primo vagito. La prassi vorrebbe questo, ma la psiche è diversa in ogni donna. Magari ci vuole tempo, si impara a conoscere questa nuova parte di te, a condividere i momenti, a volergli bene.
    In fondo esistono tantissimi casi di "baby blues". Insomma non diamo per scontato che l'amore di una madre debba essere per forza incondizionato.
    E non lo è quando un figlio è voluto, figuriamoci nel caso di incidente come quello di Eva.
    Sofia00 parla di assenza di amore tra Eva e Kevin. Una madre che non è capace di amare il proprio figlio e un figlio che sente questa grave mancanza e reagisce di conseguenza.
    Io non credo, invece.
    Io ho visto una donna che non era pronta per diventare madre, una donna che si sforza di esserlo, che si abitua a quel bambino pian piano, che cerca di essere un buon genitore e lo è in fondo. Lo è con la figlia e non vedo come possa non esserlo anche con Kevin.
    Al contrario vedo un bambino cattivo, con una cattiveria insita nel profondo, radicata.
    Rivolta tutta verso la madre, di cui percepisce questa inadeguatezza nell'essere genitore e vuole farla soffrire, vuole rendere la sua vita un inferno. Un bambino subdolo, che gode nel far soffrire.
    Kevin è il male, lui odia sua madre.
    Odio che sfocia in una carneficina solo per farla soffrire. Lei deve sopravvivere a quel figlio mostro, alle madri dei ragazzi morti, all'opinione pubblica, ad un marito e ad una figlia uccisi dal suo stesso sangue. Non è forse peggio della propria morte tutto questo? Come si può andare avanti? Cosa ti fa continuare a vivere?
    Forse quel figlio che ti odia, ma che tu ami e che, forse, hai sempre amato. Ed è quella stanza sistemata come nella vecchia casa, quell'abbraccio. Non sei tu che non sai amare, ma tuo figlio che è nato con un buco nero al posto del cuore.



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    1. La cosa dell'egoismo posso provare a capirla ma non ce la faccio.
      Perchè, all'opposto (c'è sempre un opposto, in tutte le cose) quale è invece il comportamento simbolo dell'altruismo in questo campo?
      Non fare figli?
      E' questo l'altruismo?
      Beh, sono perplesso...
      E se hai questa tesi mi devi fornire l'antitesi. Non credo che un mondo senza più nessuno che fa figli sia un mondo non plus ultra dell'altruismo.
      Sì, donare la vita è una grande cose.
      Ma questi son discorsi troppo grandi.

      "Realizzi che da te dipende la vita, la felicità, il benessere di questo cosino che cresce sempre di più; che dovrai dare il meglio, che dovrai insegnargli a vivere, ad essere rispettoso.
      Non esisterà più IO, ma LUI.
      E tu verrai sempre dopo. E non credo sia facile mettere se stessi in secondo piano. In fondo viviamo una buona parte della vita soli con noi stessi, con le nostre abitudini, i nostri bisogni e desideri."

      questa, come dici, è la riflessione che hai fatto dopo, opposta alla prima, maturata vedendo il film.

      Io credo che non sia vera nè l'una nè l'altra Rachè.
      Non c'è alcuna legge, alcuna.
      Ci saranno donne che mettono al mondo figli per egoismo, altre per altruismo, alcune che li ameranno come unica cosa al mondo, altre per cui saranno un peso etc...

      E magari quelle che li ameranno incondizionatamente sono quelle che PRIMA, avevano visto l'esser rimaste incinte e la gravidanza come una tragedia

      e l'opposto per le altre

      quello che vi avviene durante la gravidanza lo stesso, è un processo che può portare a mille reazioni diverse. E ad amare o odiare quell'esserino che vi sta facendo passare in quel modo quei 9 mesi

      insomma, io credo che una madre può traquillamente odiare l'essere umano che ha generato

      e questo è inumano, inconcepibile, ma è così

      del resto di cose inumane ed inconcepibili è pieno il mondo

      Io sto con Sofia, questo è un film senza amore. Ma sono anche d'accordo con molte cose che dici.
      La cattiveria fa parte dell'animo umano e l'operazione lui è cattivo - non lo amo, sembra banale ma è assolutamente possibile

      su tutto quello che dici riguardo lui sono perfettamente d'accordo, del resto sono le stesse cose che ho pensato e scritto anche io (se mi ricordo), ovvero il risparmiarla per farla soffrire ancora di più, per darle una morte in vita peggiore di quella reale

      ma quell'abbraccio io l'ho visto come una coraggiosissima, disperata e tremenda vendetta, non come gesto comunque d'amore

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    2. Dopo il post di ieri prendo la palla al balzo e rispondo anche qua.
      No, non è quello che sto dicendo.
      Si diventa genitori per un moto di egoismo proprio (la volontà di avere un figlio), che si trasforma indirettamente in altruismo (dare la vita).
      Cioè, te quando hai deciso di mettere al mondo tua figlia lo hai fatto SOLO perchè ti garbava l'idea di dare la vita? Non lo hai fatto ANCHE per te stesso?

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    3. boh, non lo so, i confini sono labili e non è che ci sono idee così nette dietro

      è un misto di tante cose

      credo che sia per te, per "noi" (inteso come coppia), per lui, inteso come figlio

      ma la parola egoismo non riesco proprio ad associarcela ma sicuramente è uno spunto di riflessione

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    4. Se non fosse per un po' di egoismo, faremmo crescere una pianta anzichè mettere al mondo un bambino;) più facile, no?
      Ogni azione dell'uomo è spinta da egoismo.
      Lo fai per te, per noi, per lui. In questo ordine.

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    5. questo è il tuo pensiero, ci mancherebbe

      oltre a non essere d'accordo trovo il paragone con la pianta assurdo

      m va bene così ;)

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    6. Ahaha, vabbè, ho voluto esagerare con l'esempio della pianta, dai.
      Però rimango dell'idea che un figlio si fa per egoismo, che non è mica una cosa negativa, eh? Forse te la leggi così per questo ti fa strano.
      Anche non fare figli è egoismo.
      Sono due forme di egoismo diverse, però.
      È molto complessa la questione.

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    7. no, ma più che altro mi sembra molto più egoistica la pianta che un figlio

      la pianta lo fai per la pianta?

      quello sì è davvero una cosa "per te" (non egoistica, semplicemente una cosa che ti piace fare), un figlio ci andrei con i piedi di piombo

      e poi dipende dalle sfumature, e poi dipende dalle persone

      insomma, come al solito, non mi piace generalizzare o trovar regole

      comunque ho capito

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    8. Non ti attaccare all'esempio della pianta, è stato fatto esagerato e a mo' di provocazione. Ci mancherebbe sennò :D
      Ti manca lo step fondamentale del mio pensiero: un figlio lo fai per te e poi pensi a tutte le conseguenze di questo gesto meraviglioso che è mettere al mondo un essere vivente.
      Bon, chiusa, dai :)

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    9. Te odi il piccione, io odio l'ok.
      :-@

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    10. eh, il fatto è che non ho altro da dire

      se decidere di far figli è egoismo

      se l'opposto, decidere di non fare figli, è egoismo

      allora tutto è egoismo e non c'è margine di discussione

      come del resto mi pare non ci fosse

      tra l'altro la parola egoismo ha sempre accezione negativa, quindi è quasi un paradosso che mettere al mondo figli o decidere di non metterli è, in ogni caso, una cosa negativa, egoistica

      ma che te devo dì ;)

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    11. Ahaha, ma no! Mica dovevi rispondere per forza :D mi da fastidio l'ok, come chiusura della conversazione. Sempre non solo qui

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  12. Curioso anche che il nome Eva venga più volte ripetuto mentre la protagonista partorisce tra urla e dolori infernali, e che venga in generale scelto questo nome per una donna che soffre e si "sacrifica" per suo figlio.

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    Risposte
    1. Formidabile intuizione Roach ;)

      potrebbe essere quasi metafora intera del film, molto più che una curiosità

      complimenti

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao