17.8.11

BuioDoc (N°2): Recensione: "Una storia Americana"

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Metto a posto il mobiletto con i dvd. Oltre ad accorgermi che me ne mancheranno almeno una trentina (mai prestare, mai!) mi cade l'occhio su un film-documentario che acquistai circa 6,7 anni fa attirato dalla copertina e dalla vicenda che narrava. Ricordando come fosse molto interessante e ben fatto, decido di rivederlo.

Una storia Americana, il cui titolo originale è Capturing the Friedmans (molto più incisivo perchè mette in primo piano i video amatoriali della famiglia protagonista), racconta la squallida e al contempo surreale storia della famiglia Friedman, abbastanza nota in America ma quasi sconosciuta qui da noi. Una famiglia borghese in un quartiere borghese che all'improvviso balza agli onori della cronaca quando il capofamiglia Arnold e il figlio più piccolo, Jesse, vengono accusati di aver molestato sessualmente decine e decine di bambini, in alcuni casi molto piccoli- 8 anni-, durante le lezioni di informatica che Arnold teneva privatamente a casa sua.

Sarà vero?

Il documentario è ottimo ed ha almeno tre punti di forza. Il primo è la costruzione, il montaggio. Il regista, Jarecki, riesce a raccontare la storia con un'invidibile oggettività, senza mai schierarsi. E grazie al montaggio anche lo spettatore è portato più di una volta a cambiar parere, a porsi delle domande, a mettere in dubbio quello che pochi minuti prima sembrava assolutamente assodato. C'è quasi la struttura del film classico in Una storia Americana, benchè oltre filmini amatoriali e interviste non ci sia un solo secondo di fiction. Ecco quindi che le rivelazioni finali dell'avvocato di Jesse arrivano quasi come il classico colpo di scena cinematografico e, ancora una volta, ci fanno leggere la vicenda in un modo doverso.

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Il secondo punto forte è il tema trattato. Non parlo tanto della pedofilia ma quello del colpevole a tutti i costi, del giustizialismo, del "sbatti il mostro in prima pagina".

Ricordate Rignano Flaminio? Le accuse di molestie alle insegnanti della scuola materna poi rivelatesi molto probabilmente assolutamente infondate o, quantomeno gonfiate?

Il caso dei Friedman è molto simile. Ad Arnold viene "intercettata" una rivista pedofila che stava per arrivargli a casa via posta. Partono delle perquisizioni. Altro materiale pedopornografico salta fuori. Si scopre che Arnold tiente dei corsi privati di informatica a dei bimbi. 1 + 1 = 2 no? In più si viene a sapere che ai corsi è aiutato da suo figlio Jesse. 1 + 1 + 1 = 3 no? Cominciano gli interrogatori ai bambini studenti di informatica. In breve tempo i capi di imputazione sono decine, quasi centinaia. Molestie soft e pesanti (con tanto di penetrazioni) giochi erotici, botte e minacce. Però...
Com'è possiible che nessun bambino, nemmeno uno abbia mai detto niente? Com'è possibile che nessun genitore abbia subdorato qualcosa prima che gli entrasse la polizia in casa? Come fa a non esserci nessuna prova fisica, neanche MINIMA sui corpi dei bimbi e sulla casa dei Friedman? Perchè Arnold, senz'altro pedofilo e amante delle foto pornografiche, non ha nemmeno un'istantanea di tutti questi incontri? Possibile che tutti i genitori che per qualsiasi motivo sono andati a riprendere prima i figli non abbiano notato qualcosa? Eppure si parla di simil orge con decine di bambini nudi stesi per terra.

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E così parte l'isteria. Ai bambini viene fatto dire quello che nemmeno pensavano. I genitori fanno fronte comune e adirittura escludono e ghettizzano quei genitori che sono sicuri che al proprio figlio non sia successo niente. Devi essere una vittima altrimenti sei dalla parte dei Friedman gli fanno capire. Nessuna prova, solo testimonianze e neanche spontanee ma andate a prendere "all'ingrosso" dagli inquirenti. E le tante testimonianze di bimbi che affermano come non sia mai successo nulla neanche prese in considerazione. Resta il fatto che Arnold è un pedofilo e per questo deve pagare pesantemente. Nel colpo di scena che prima accennavo ce n'è per metterlo dentro, per condannarlo. Ma se ammazzo uno, è giusto affibbiarmi altri 50 omicidi?

Ma è la terza la qualità più grande del documentario : i filmini amatoriali. Una Storia Americana racconta anche lo sgretolarsi di una famiglia colpita da accuse pesantissime. Non c'è completa coesione, i figli ( tre fratelli, David, Seth e Jesse) stanno col padre (che probabilmente li ha plagiati per la loro intera vita), la madre ha molti dubbi. Gli scontri verbali sono tutti filmati. Quello che inquieta di più è l'atmosfera, assurda, surreale, inconcepibile. La famiglia passa da liti furibonde a momenti di festa, tutto, è bene specificarlo, DOPO le accuse, agli arresti domiciliari. La sera prima della condanna del padre si ride e scherza, si intervista il padre sul futuro in carcere. E la stessa cosa avviene prima della condanna di Jesse con il ragazzo, vestito a tutto punto, che scherza sugli anni che dovrà passare in prigione. Discorsi già di per sè assurdi, ma addirittura irreali se si considera che il ragazzo si sente completamente innocnete. La mattina dopo addirittura, nell'attesa della formulazione della condanna, balla e canta con i fratelli nel cortile del tribunale. Non c'è un singolo componente della famiglia Friedman a non risultare terribilmente ambiguo, sfuggente. Il padre che non parla quasi mai, che è sicuro della propria innocenza (almeno riguardo i bimbi delle lezioni di informatica, sono tutti lì i capi di imputazione) ma non reagisce. I figli che passano dalla disperazione all'euforia e sembrano prendere tutto come un gioco (in questo senso il lavoro di David, clown, è davvero inquietante), la madre che pare una persona normale ma risulta alla fine del tutto indecifrabile.

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Lo spettatore è confuso. sbigottito. Tutto quello che vede non è normale ma non si riesce a capire il senso, a trovare una chiave di lettura. E a questo proposito l'abbraccio finale tra Jesse uscito di prigione e la madre, come niente fosse, è solo l'ennesima situazione che sfugge dalla logica.

Capturing the Friedman dice il titolo. Ma i Friedmans non si possono "catturare", non si possono capire.


( voto 8)

5 commenti:

  1. Un film agghiacciante, uno dei documentari più forti che abbia visto di recente.
    Ottimo recupero, Dae.
    Visione consigliatissima.

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  2. Cacchio che sventra-documentario. Recupero di sicuro... Grazie.

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  3. *James: e' vero, anche se ha una forza, come dire, intrinseca, nascosta, oscura. Non c'è nessuna immagine o frase volutamente scandalistica o enfatizzata, anzi, c'è un senso della misura e dell'etica invidiabile.

    *Eddy: ci sentiamo allora (avvertimi se lo recensisci).

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  4. "Lo spettatore è confuso. sbigottito. Tutto quello che vede non è normale ma non si riesce a capire il senso, a trovare una chiave di lettura". ECCOMI.
    Veramente indecifrabile questo doc.
    Mi ha lasciata con un punto interrogativo, non tanto sulla colpevolezza dei due protagonisti, ma proprio sul rapporto familiare davvero strano e il loro modo di comportarsi...
    Per la prima volta non riesco a farmi un'idea su quello che ho visto... bah,boh,beh,buh,bih ci stanno bene tutti in questo caso

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    1. ti quoto tutti i b-h

      sì, davvero assurdo, si rimane straniati e non è quasi possibile dare un giudizio (anche se lo straniamento, di suo, probabilmente è già giudizio positivo)

      sarebbe stato forse anche meglio che ci fosse un torbido evidente. Così è tutto talmente strano che è pure peggio come sensazione

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3 ciao