4.6.11

Recensione: "L'altra metà dell'amore"

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"L'amore è il motivo per cui noi siamo qui, è la vetta più alta, e una volta che l'hai superata, e guardi gli altri da lassù, ci rimani per sempre perchè se ti muovi, allora, cadi" (Pauline nel film)

(ci sono spoiler)

Mamma mia che peccato...
Un ottimo soggetto e la straordinaria interpretazione delle tre giovanissime attrici, avrebbero fatto di Lost and Delirious (titolo originale) un film meraviglioso, se solo dietro la macchina da presa e in fase di scrittura ci fosse stata gente che i film li sa fare sul serio. Mi dispiace esser così cattivo con un film che è dovunque amatissimo ma, se uno non si lascia trasportare troppo dalla magnifica storia che narra, è impossibile non notare difetti macroscopici.
Mary è una ragazzina di quindici anni mandata dal padre in un college tutto al femminile tre anni dopo la morte della madre per cancro. Fa amicizia con Victoria e Pauline, in realtà amanti. Victoria, per paura della propria reputazione, lascia Pauline, questa impazzisce per l'amore perduto.

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Impossibile non partire dalle tre protagoniste, Piper Perabo (già vista ad esempio nel sottovalutatissmo Carriers), Jessica Parè e Mischa Barton. Son talmente brave che è quasi impossible trovare la migliore. Certo spicca su tutte il personaggio della Perabo (Pauline) perchè è il più potente, il più travagliato, il vero eroe tragico della vicenda. Ma anche la poco conosciuta Parè, oltre che bellissima, rende al meglio l'insicurezza, la difficoltà che Victoria attraversa nel momento in cui è costretta a decidere per un amore vero ma non comunemente accettato (quello lesbo con Pauline) o uno falso ma rassicurante con un ragazzo di un altro college. E, quasi in disparte ma in realtà molto dentro le vicende, sta Mary, una sorprendente Barton, timida, educata, schiva, spettatrice quasi inerme della storia d'amore tra le due ragazze, dai momenti più coinvolgenti fino alla rottura.

E' un film sull'Amore, sulla passione, sui tormenti, sulle gioie e sulle delusioni che questo comporta. Il personaggio della Perabo acquista via via una tragicità impressionante e non è un caso che più volte vengano citati passi di letteratura classica.

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Dove sono quindi i problemi?

Il film è troppo didascalico, la regista tende a sottolineare e spiegare davvero troppo. Ad esempio le musiche e il montaggio sono davvero da serie televisiva. Prendere una per tutte la scena in cui c'è il montaggio alternato di Piper fuori dalla stanza e di Victoria a letto, poco tempo dopo essersi lasciate. Sembra di essere dentro Dawson's Creek, altro che cinema. E l'insistenza con cui si citano passi letterari (sempre gli stessi tra l'altro); e la presenza del giardiniere filosofo; e le scene con ralenti (ancora da resa televisiva); e la metafora un pò banalotta del falco che deve volar via. Insomma, c'è un'atmosfera vagamente retorica quasi da telenovela. Senza dimenticare il finale, bellissimo (vedere la frase che ho postato all'inizio) per un verso, ma assolutamente falso e stonato per un altro. Quei visi che guardano su nel cielo dopo il tuffo di Pauline (tra l'altro grosso errore, dato che nell'immagine precedente avevamo visto come sotto non avesse il vuoto ma 10 metri di tetto prima di cadere...) e la voce fuori campo di Mary emozionano sì, ma hanno davvero poco senso. In questo caso la metafora fa troppo a cazzotti con la realtà, quei visi all'insù son davvero troppo forzati. Un buon sceneggiatore avrebbe volto lo sguardo di tutti in basso (dove è successo l'irreparabile) e avrebbe fatto guardare il cielo soltanto a Mary con il suo monologo finale. Sarebbe stata davvero una scena magnifica, guardatelo e ditemi che non avevo ragione.


(voto 7)

6 commenti:

  1. non l'ho visto. manco mai sentito nominare... lo cercherò!

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  2. Non mi ha mai attratto particolarmente, ma mi hai incuriosito. Vedrò di recuperarlo.

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  3. Quanto hai ragione!
    Sono legata a questo film per il male che mi ha fatto. Nel senso che ne sono uscita col cuore spezzato. Però tutti i difetti sono verissimi. La regia è da serie televisiva di seconda categoria, i dialoghi sono verbosi, letterari, fintamente "colti" e anche il personaggio di Pauline è scritto in maniera superficiale, per quanto sia brava l' attrice.

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  4. Perfetto Lucia. Davvero non riesco a non pensare che bomba sarebbe stato con un/a regista coi controcoglioni. Può esser bellissimo e devastante lo stesso, ma solo se si chiude un occhio e mezzo sulla regia.

    Tra l'altro cè un altro errore di montaggio, o comunque un'ellissi veramente mal riuscita. Pauline sta giocando a calcio (maglietta e calzoncini), si stufa subito, va via dal campo e si mette a correre. Inquadratura successiva sta ancora correndo ma vestita di tutto punto e arriva dal falco. O è un errore madornale (può anche essere, dato che avranno girato tutte le scene col falco a parte) oppure volevano farci pensare che lei fosse tornata in camera e cambiata. Oltre a non avere senso, è veramente un passaggio di scena amatoriale.

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  5. son d'accordo. le tre son piuttosto brave (ne metteranno mai una che non sia anche tremendamente figa?) ma il film non coinvolge molto e la colonna sonora è pessima.

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  6. Non coinvolge proprio per colpa della regia tremenda, non certo per soggetto o interpretazioni. Peccato.

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