21.6.11

Recensione: "Biutiful"


In una Barcellona che non profuma di paella ma di cibo in scatola, che sta lontana dalla rambla per percorrere stretti e sozzi vicoli, che invece della movida trasuda disperazione, vive Uxbal e i suoi due bambini. Uxbal è un uomo speciale, parla con chi ha appena lasciato questa vita, lo interroga, cerca di capire se è passato aldilà in modo sereno o con qualcosa rimasto in sospeso. Uxbal gestisce il mercato clandestino, sia quello dei neri che quello nuovo e dirompente dei cinesi. Non è uno sfruttatore, tutt'altro, quasi un mecenate. Vive in semipovertà coi suoi due figli. Li ama alla follia. Scopre di avere il cancro. Due mesi, al massimo, quello che gli rimane.

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Film mastodontico sulla vita e sulla morte, sull'amore e sulla malattia, sulla speranza e sulla disperazione.
Inarritu quasi se ne frega del cinema. Se non fosse per la parentesi paranormale (invero, alla fin dei conti, minimamente influente nel plot) ci sarebbe così tanta verità in Biutiful da star male. Perchè niente è più vero, penetrante e shockante nello spettatore quanto il tema della malattia terminale. Siamo praticamente costretti ad uscire dalla pellicola e porsi quella fatidica domanda: "e se capitasse a me?". Ogni singola azione, ogni singolo pensiero, ogni singolo rapporto non sarà più quello di prima. Due mesi. Perchè, allora, non farla finita subito? Perchè trascorrere fino all'utimo i nostri pochi, ultimi giorni?
Perchè, anche se la nostra vita è ormai una parentesi che sta per chiudersi (e abbiamo la tremenda (s)fortuna di saper quando), non lo è per chi farà scorrere il nostro sangue su questa terra per parecchio altro tempo ancora. Uxbal lo sa. Uxbal che non ha mai conosciuto suo padre, fuggito giovanissimo in Messico. Ha di lui soltanto poche e vecchie foto. La sequenza del ricongiungimento post mortem tra i due (che ricorda moltissimo il racconto finale di No country for old men) è di una bellezza e poesia unica. Uxbal vede suo padre giovanissimo, molto più giovane di sè stesso, perchè quella è l'unica sua immagine che ha mai conosciuto. Son pezzi di cinema unici questi. Per questo motivo Uxbal abbraccia sua figlia. "Ti prego, ricordati di me. Non dimenticarmi" le dice. Perchè sa quanto sia importante avere un ricordo del proprio padre, un ricordo vivo, pelle contro pelle, viso a viso, col sudore e le lacrime che bagnano il viso e non un ricordo radicato a una semplice e fredda foto. Se questo non fosse cinema, se questa fosse la vita reale, noi, grazie a Inarritu, grazie a Bardem (attore che considero un privilegio il solo poter vederlo recitare), sapremmo che no, è impossibile, la figlia di Uxbal non si dimenticherà mai di suo padre. Quel momento le resterà così scolpito nella memoria che nessun'altra cosa che le capiterà nella vita potrà mai avere la stessa forza e potenza nel ricordo. Uxbal ha avuto coraggio, umiltà, non è facile dir questo ai propri figli. Forse meglio lasciarli senza tanto rumore, come niente fosse, non con parole così forti e dirimenti per la loro vita futura. 

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"Biutiful", scrive erroneamente la figlia nel disegno. Già, beautiful, bellissima, quello che dovrebbe essere la vita. Ma alcune volte accadono cose, apparentemente piccole cose, come la notizia di avere un cancro. Il cancro è quella piccola lettera che sconvolge il significato della parola, quella "i", una piccola ma tremenda variante nella bellezza della vita.
Biutiful, appunto.

(voto 9,5)

17 commenti:

  1. Voto alto e recensione sentita.
    Ce l'ho lì da mesi, occorrerà che ci dia un'occhiata.
    Fino ad ora ho aspettato perchè poco motivato da Babel e 21 grammi, che mi erano parsi un pò paraculi.
    Forse è arrivato il momento di riscoprire questa Barcellona sotterranea.

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  2. addirittura 9,5??
    devo ancora vederlo, ma con i film di inarritu non ho mai fretta, li devo guardare al momento giusto...

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  3. 21 grammi mi è piaciuto ma mi ha parecchio angosciato. Quoto Cannibale. I film di Inarritu vanno visti al momento giusto....aspetterò ancora un pochino, ma ammetto che sono curiosa.

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  4. James e Cannibale: il voto potrebbe avere quel punto in più che solitamente mi "scappa" in film come questi. Mi sbaglierò, ma Biutiful non mi sembra che possa avere quelle "furberie" che James è riuscito a vedere negli altri di Inarritu.

    Sì, va visto al momento giusto, e con questo rispondo anche a "Marge" che ha appena commentato.

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  5. non l'ho visto. mi mette ansia.

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  6. 21 Grammi è bello, bello. Questo mi manca, ma u 9,5 lo porta molto in alto... adesso vedo di recuperare...

    @James: (Scusa per l'invasione, Oh...) perché paraculo?

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  7. ciao giusè! nello scrivere in questo blog(complimenti innanzitutto, superflui ma dovuti) mi trovo un po' in difficoltà.Mi spiego: scrivere in maniera colloquiale, quella che sarebbe la più consona e normale tra noi, oppure essere formali? Visto che la prima ipotesi mi farebbe scadere nel dialetto, opto per la seconda(usata finora), magari non soffermandomi troppo a pensare a chi sta dall'altra parte..
    bando alle ciance, Biutiful! Inutile dirti quanto amo e ho amato inarritu ( che ha stravinto a mio parere la disputa - un po' puerile per la verità - da primi della classe con arriaga) e quanto significhi per me questo film. Come spesso mi accadde leggendo il blog, rimango soddisfatto della tua recensione.
    Vorrei però aggiungere alcuni punti che ritengo interessante analizzare insieme a te:

    1) é vero che uxbal dice alla figlia di non dimenticarlo per l' importanza che avrà per lei il ricordo vivo e carnale del padre, ma anche, a parer mio, per un "tornaconto personale", nel senso che uxbal, e come lui pochi altri( fondamentali in questo senso gli incontri con una sua simile- figurabile come maga? o medium, sensitiva...- sa benissimo che anche dopo la morte conserverà Coscienza, Ricordi della "vita precedente"

    2) tutto questo potrà magari aiutarlo nel lungo e complicato cammino che dovrà affrontare

    3) perchè a mio parere, e questa è l'ipotesi più azzardata e al contempo affascinante, la figlia stessa è una sua "simile", ciò dedotto, ma potrei clamorosamente sbagliarmi, dalla voce di uxbal che la figlia sente ancora dopo la morte del padre, anche se per una brevissima sequenza.

    4)uxbal espelle il sangue come prova visibile del proprio male fisico ed interiore

    5) allo stesso modo il mare, in una scena che odora di montale, rigetta a riva "gli ossi di seppia", i cinesi, come reietti, rifiuti, scarti di una società malata

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  8. Fede, era ora che ti facevi vedere!

    Forse non sai che se non fosse stato per il cinema probabilmente non ci saremmo mai conosciuti. Mi vergogno a dirlo, ma ti rammendo che fui io che venni dopo una lezione di retorica e stilistica a conoscerti senza alcun motivo perchè eri (sei) IDENTICO a Sam Rockwell. Cioè, come un coglione ti dissi proprio "scusa, mi prenderai per matto, ma tu sei uguale a un attore, Sam Rockwell". Tu mi guardasti male ma da lì è nata una grande amicizia.

    Biutiful...

    Prima cosa, sì, Inarritu riesce anche senza gli incastri di Arriaga a mantenere livelli altissimi (forse i più alti di sempre?).

    1 Però, aspè, non mi torna. Se conserva RICORDI della vita precedente che cosa c'entra se la figlia continua a ricordarlo negli anni? Vive nel suo ricordo o nel ricordo degli altri?

    2 Può darsi, ma non si capisce bene se il cammino che deve fare (tu dici quello di espiazione per raggiungere la serenità?) è davvero lungo oppure si decide negli attimi appena successivi alla morte. Lui ad esempio si recava ai funerali freschi freschi.

    3 Questo non l'ho proprio nè colto (il passaggio) nè pensato (il concetto). L'unica scena che ricordo possa far pensare a qualcosa riguarda semmai il figlio e il suo iguana in Danimarca.

    Mi sembra però di trovarsi come quando studiavamo la Divina Commedia. Non è che stai andando oltre l'intentio auctoris?

    4 No, vabbè, ha un cancro alla prostata ed espelle sangue. Malgrado Inarritu non spinga affatto sul rapporto Uxbal-malattia, è costretto a mettere dei segni e sintomi per contestualizzarla.

    5 Ah, questa è perfetta, complimenti. Probabilmente un'altra volta oltre le intenzioni di Inarritu ma ci sta. Metafora per metafora allora potremmo parlare anche di "deriva" della società attuale, ancora più "nel pezzo".

    Ci sentiamo!

    P.S: clicca su TUTTI I FILM RECENSITI, anche se sono di 2 anni fa mi arriva la mail con il commento e ti raggiungo. Ciao!

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  9. giusè! grazie per avermi ricordato la storia del nostro incontro e, si, lo sapevo, l'ho letto da qualche parte nel tuo blog che la somiglianza con sam aveva giocato un ruolo fondamentale... ben venga...
    BIUTIFUL
    Mi accorgo solo ora di essermi spiegato davvero male, o meglio di esser stato superficiale e aver dato per scontati alcuni passaggi, ma questo solo per il timore di esser prolisso e di sembrare l' espertone che non sono. cercherò di fare meglio, anche se la materia è complessa:

    1)2) Uxbal è a conoscenza della successiva vita che l'aspetta, e del "cammino" che dovrà affrontare, non so quale tipo di cammino, ma così gli dice la maga, gli dice proprio "tu sai!", "sei pronto?".... e sa che tutta la conoscenza e la coscienza posseduta in vita non muterà di la'(riconosce il padre ), si conserveranno addirittura i vizi(la sigaretta), e soprattutto, e questo ho dimenticato di dirlo, da lassù si può tranquillamente VEDERE ciò che accade quaggiù (il padre riconosce il figlio). Certo, a meno che tutto questo non avvenga in una dimensione della quale non conosciamo i nessi causa-effetto, se così allora tutto cade... se invece la dimensione post mortem è tangibile come quella aldiquà della linea,se ciò che vediamo tra gli alberi innevati è realmente accaduto, se tutto dunque è ugualmente reale, allora per uxbal il VEDERE che la figlia conserva un ricordo vivo e positivo di lui, suo padre, lo farà magari "vivere" meglio lassù...

    3) è possibile che la voce semplicemente sfori nelle immagini successive ,come in mille altri film

    4) 5) si trattava di analogie, somiglianze, non dico certo che inarritu abbia letto montale.

    andare oltre l'intentio auctoris è lecito, ciò che conta è l'intentio operis, come dice eco , e questo giustifica anche gli strafalcioni più assurdi!

    inoltre, mi ero dimenticato, sempre grande santaolalla!

    ciao giusè!

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  10. Aspetta ancora però. Tutta la splendida scena che vediamo nel bosco innevato è comunque post-mortem per entrambi, quindi almeno quella non testimonia un contatto (di qualsiasi tipo sia) tra le due vite, prima e dopo.

    Ah, certo che non ha letto Montale, ma io mi chiedevo soltanto se quella scena abbia avuto una valenza metaforica di qualsiasi tipo oppure sia stato semplicemente uno sviluppo di plot.

    Cazzo, hai cambiato foto! E ditemi che non è identico a Sam Rockwell! :)

    pigliate questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=oijcY8yvlFQ

    Ciao!

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  11. per me voto 10. Anche se il film mi ha fatto stare male, malissimo.
    Ma è un film straordinario e 9.5 non va bene. E' da 10!

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    1. sono sempre Marietoile

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    2. sono sempre altissimo coi voti ma i 10 non li dò mai, solo 3,4 film

      anzi, ripensandoci sarei più per un 9 ;)

      ma rimane un film straordinario

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  12. Per me è stupendo,passato quasi inosservato in Italia.Eh si,si sta male,pero'se cerchiamo emozioni,belle o brutte,Inarritu,spesso le ha regalate.Mi sono appena iscritto,che bel blog!

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    1. Direi quasi sempre più che spesso ;)

      forse i due suoi film meno emozionanti, paradossalmente, sono i due ultimi, i più grandi

      grazie mille!

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