20.5.11

Recensione: "Le Ali della Libertà"


Uno dei film a cui sono più legato. Visto appena uscito nel 1994, per anni, prima che critica e passaparola ne facessero un capolavoro universalmente riconosciuto, l'ho considerato il mio film preferito. Pensavo che fosse un piccolo film e lo feci mio, poi, come detto, ebbe il successo meritato. Per questo, a costo che nessuno arrivi alla fine, sono costretto a dilungarmi.

"Io punto su quello che sembra avere un palo infilato nel c.ulo"Andy Dufresne arriva nel carcere di Shawshank. Si vede subito che c'entra nulla con un posto del genere. Bancario, faccia pulita, modi pacati. Red (un grande Freeman nel ruolo che lo lanciò definitivamente) , il condannato "trovarobe" della prigione, punta su di lui come primo a cedere dei nuovi arrivati. Si sbaglierà di grosso.

"Non conterò nemmeno fino a 1"Il capitano Hadley è un aguzzino spietato. Facciamo la sua conoscenza con l'arrivo del gruppo di Andy. Ne fa fuori subito uno a forza di botte. Mai, mai per tutto il resto del film conosceremo un lato di lui diverso da quello di spietato esecutore degli ordini. Nella scena del tetto il suo scontro con Andy porterà al vero turning point del film.

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"Lei si fida di sua moglie?"Siamo sul tetto. Dufresne ha l'incredibile coraggio di chieder questo al terribile Hadley. Mai tentativo fu più rischioso e al tempo stesso meglio pensato. Andy conquista 2 cose: il prestigio tra i suoi compagni di sventura (con i quali fino ad allora aveva appena scambiato 2 parole) e la stima delle alte sfere del carcere, Hadley e l'ancor più terribile direttore Norton (un'indimenticabile Bob Gunton, forse MVP del film). Stima significherà protezione, decisiva alla luce del finale.

"La salvezza è qui dentro"La cella di Andy viene perquisita. Qui, in una scena che soltanto successivamente rivelerà la propria assoluta perfezione, Andy sarà vicinissimo 3 volte ad esser scoperto. Norton parla a pochi cm dal poster ed è quasi indeciso se toglierlo. Prende poi in mano la Bibbia di Andy. Sarebbe bastato aprirla... Inoltre sta per portarla via ma all'ultimo la riconsegna al carcerato. "La salvezza è qui dentro" dice ad Andy. Magnifico.

Intanto la regia di Darabont, tra la splendida ripresa aerea del carcere e la perfetta direzione di tutti gli attori, fa il suo dovere alla grande, ma è nella sceneggiatura che Le ali della libertà nasconde il proprio tesoro grazie perlopiù a 3 aspetti: l'aggiunta del personaggio narratore di Red (non c'è nella novella) che parlando al passato crea un'attesa nello spettatore incredibile, una voglia di scoprire dove porterà questo racconto; la grandiosità dei dialoghi (non a caso sto dividendo i capitoli attraverso le battute del film); la capacità di inserire storie e sottostorie senza che nessuna appaia superflua o mal riuscita. Anzi forse proprio in una di queste Le ali della libertà raggiunge il suo apice.

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"Brooks was here"Qua intendevo. La vicenda del vecchio Brooks vale da sola la visione del film. In realtà sarebbe potuto essere anche uno splendido corto. Un personaggio che con pochissime pennellate e la commovente interpretazione di Whitmore (morto 2 anni fa, molto simile fisicamente al nostro grande Arnoldo Foà) ci regala 10 minuti indimenticabili. "Qui è importante, fuori soltanto un vecchio stanco e inutile" dice Red. Per questo Brooks, 50 anni nel carcere, non vuole esser "liberato". Perchè quelle mura "prima le odi, poi ci fai l'abitudine, poi non riesci a farne a meno". E' talmente importante questa piccola sottostoria che Darabaont cambia addirittura il narratore, da Red a Brooks stesso. La scelta dà ancora più intimità e tragicità, specie in quel "ho deciso di andarmene" e nell'indimenticabile scritta "Brooks was here". Con "dite a Heywood che mi dispiace di avergli graffiato il collo" raggiungiamo poi picchi di commozione altissimi. Le emozioni e le tematiche (il concetto di libertà, la vecchiaia, il suicidio come liberarsi da una vita stanca e ormai inutile) affrontate in questi 10 minuti sono qualcosa di quasi unico.

E passando per la magnifica scena delle Nozze di Figaro, andiamo avanti.

"Me ne dia solo l'opportunità"
Nel perfetto concatenarsi di eventi ecco che arriva Tommy, il bulletto che (anche qui il caso...) conosce la verità sull'omicidio di cui è accusato Andy. Anche qua, in pochi minuti riusciamo ad affezionarci a un personaggio (vi assicuro che non è facile) ed anche qui dal suo arrivo alla spietata esecuzione assistiamo a un cerchio che si apre e chiude perfettamente. Andy è ormai troppo importante per Norton, è "suo" malgrado Dufresne, al rifiuto del direttore di far ricominciare le indagini, gli urli "E' la mia vita, è la mia vita!".

"O fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire"Chiunque abbia amato Le ali della libertà ricorderà la scena del poster rivelatore come uno straordinario colpo di scena, uno dei più belli, emozionanti e beffardi che io ricordi. Quando Andy non è dentro la cella (almeno la prima volta che lo vidi, a 17 anni) davvero non me ne capacitavo. Lo scaglio della pietra verso il poster e il rumore dell'impatto che non viene restituito dal muro furono un'emozione enorme. Qua parte una ricostruzione perfetta di tutto quello che Andy, a nostra insaputa, aveva fatto negli anni. E' bellissimo che tale scena e le conseguenti rivelazioni siano precedute dalla sequenza in cui Norton trova le scarpe di Andy al posto delle proprie. Anche qua la sceneggiatura è pazzesca. I più attenti avranno notato che mentre Norton e le guardie perlustrano la stanza e sono increduli di come Andy possa non esser là, sul muro c'è un poster di Einstein che fa loro la linguaccia. In realtà me ne sono accorto solo ieri, alla 7° o 8° visione credo.
"Ci vuole pressione tempo, pressione e tempo, e un poster gigante naturalmente" per far quello che ha fatto Andy, per poi camminare in "mezzo km di m.erda e uscire pulito e profumato". La scena poi delle braccia al cielo sotto la pioggia, che dire...

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"Ziwataneo"Quando Andy racconta a Red di Buxton, del campo e della "pietra che non ha niente a che fare con un campo del Maine" davvero non riusciamo a comprendere. Neanche Red capisce. "Se vuoi sapere vacci" gli dice Andy. Così, quando Red riceve la libertà condizionata e si reca a Buxton siamo per l'ennesima volta difronte a una scena che appaga testa, occhi e cuore. E come dimenticare quando pur nell'assoluta solitudine, una volta visti i soldi, Red controlla più volte la situazione per assicurarsi che non ci sia nessuno...
Tutto il piano di Andy è riuscito, non ultimo quello di incastrare Hadley e Norton a cui, piace sperare a Red, "l'ultima cosa che gli ha attraversato il cervello, oltre il proiettile, è la sensazione che Andy fosse riuscito a fregarlo". Red arriva a Ziwataneo, davanti all'Oceano, un Oceano "che non ha memoria". Si riparte da zero, con una barca da rimettere a posto.
E con Andy, quello che sembra avere un palo infilato nel c.ulo, quello che avrebbe ceduto per primo.

(voto 10)

23 commenti:

  1. Hai ragione, è uno dei film che, ancora oggi, a distanza di una decina di visioni, riesce a emozionarmi.
    Mi pare però che l' io narrante sia quello di Red anche nel racconto di King. Dovrei ricontrollare ma ho prestato il libro anni orsono e non mi è più stato restituito...

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  2. a dargli un voto "a memoria", perchè l'ho visto secoli fa, darei un 7 e mezzo. nn so perchè nn mi convinse fino in fondo, forse per il solito discorso libro (racconto) letto/film visto.
    mi prometto di riguardarlo per capire 'sto 10!
    :-)

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  3. bellissimo film non c'è nulla da dire. Poi con uno del calibro di Morgan Freeman il film rende ancora di più

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  4. *luciazombie: davvero? Anch'io lessi il racconto (come tutte le opere di king fino a 10 anni fa) e non mi ricordo affatto di quest'io narrante. Qui in rete non riusciamo a controllare? ora guardo.

    *ciku: come potrai evincere dalle prime 4,5 righe questo è uno dei film della mia vita ed essendo il blog sostanzialmente un diario personale il 10 è dovuto a quello. Intendiamoci, è un film che oggettivamente gravita comunque intorno al 9, poi l'emozione personale fa il resto. Non parliamo ad esempio del 10 a Ben X, lì davvero fui folgorato, credo che un 8,5 gli si addica più.

    *monologo: d'accordo, anche se come interpretazione in sè per sè considero le due più grandiose quelle di Whitmore e Gunton.

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  5. Capisco quanto il legame possa aver alzato un voto comunque buono.
    Anche io, ai tempi, lo adorai.
    Sono anni che non lo rivedo, e la visione successiva di Fuga da alcatraz - al quale la fuga di Andy è ispirata - l'ha leggermente smitizzato.
    Dovrò comunque recuperarlo in dvd, dato che ancora mi manca.

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  6. Bello, davvero.
    Stagioni diverse è (per me, eh?) il più riuscito di tutti i romanzi di King. Un capolavoro da rileggere mille volte.
    E questo racconto che mi sembra sia il primo dei quattro, è anche il migliore. Secondo: Stand by me... ;)

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  7. Stagioni Diverse è una raccolta che cinematograficamente è stata benedetta. Soli 4 racconti,3 portati al cinema, due dei quali sono tra le migliori 5 trasposizioni tratte da King e uno , se ricordo, non era affatto male (Art Pupil).

    Ho letto almeno 45 tra romanzi e raccolte di King, ma l'ultima più di 10 anni fa. Se devo sparare un titolo dico L'ombra dello scorpione tra i lunghi, La lunga Marcia tra quelli un pò più brevi.

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  8. Mi è capitato di rivederlo poco tempo fa. C'è poco da dire: fatto benissimo, delicato, praticamente senza difetti e con un finale che fa davvero godere. Eppure non gli darei il massimo dei voti, non so perché...
    Di King ho letto solo La bambina che amava Tom Gordon, e non mi era piaciuto molto. Ma penso che non sia il libro adatto per iniziare a conoscere King. È da un po' che cerco L'ombra dello scorpione, ma nei posti in cui vado di solito non ce l'hanno mai...

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  9. Ottimista: come ho detto, il voto è puramente personale, deriva dall'amore che ho per questo film. I voti poi contano poco e niente, anzi, grazie a te mi son finalmente deciso (dal prossimo film) a non mettelri più in evidenza ma lasciarli in fondo solo come aggiunta al commento. Ciao!

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  10. Ah, credo che quello che hai letto non sia nemmeno nei primi 40 libri di King, era una specie di marchetta. Leggiti IT, L'OMBRA DELLO SCORPIONE, LA LUNGA MARCIA, STAGIONI DIVERSE, SCHELETRI (se vuoi i racconti molto brevi) e tanti altri...

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  11. No ma io non ti contestavo mica il 10 eh, ci mancherebbe! Anch'io mi diverto a mettere i voti e quindi ti capisco perfettamente. Era solo per dirti che pur essendo un film stupendo, non lo metterei fra i miei preferiti. Ma parlavo di me, non del voto che tu gli hai messo. ;)

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  12. Semplicemente il film del secolo.
    Non aggiungo altro.

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  13. Esatto, non aggiungiamo altro.

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  14. Confermo comunque che anche nel racconto di King era Red l'io narrante. Nella finzione l'intero racconto è un manoscritto di Red in cui trascrive le sue memorie.

    Gran film, veramente una delle migliori trasposizioni cinematografiche di King (io ho amato molto anche "il Miglio Verde").

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  15. Graz, grazie...

    Sì, mi ero confuso con Red, ricordavo che c'era una divergenza ma riguardava solo il fatto che fosse bianco con i capelli rossi, non sull' io narrante.

    Di trasposizioni da King non dimenticherei Il Miglio Verde, Misery, Stand by me, Carrie, Pet Semetary e The Mist.

    Ciao!

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  16. ciao a tutti,mi sapete dire,se lo ricordate,lo scrittore citato da Andy quando chiede a Red di raggiungere il muretto di pietre sotto il grande albero? Andy dice:sembra un luogo uscito da un romanzo di? Grazie.

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    1. Mi dispiace ma non lo so...
      Però se me lo richiedi un'altra volta te lo dico :)

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    2. recensione epica come il film, mi hai fatto venire voglia di rivederlo. anche perché pure io lo vidi da giovane, con ancora un fututro davanti e tanta energia in pper commuovermi, indignarmi e incazzarmi di adesso. ho rivisto intere scene davanti agli occhi, mentre le raccontavi

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    3. Oh Maria quanto ho scritto... :(

      Mi hai fatto un complimenti bellissimo,grazie

      ma la cosa migliore è rivederlo, vedrai che è ancora grande

      ciao!

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  17. Grandissimo film. Probabilmente uno dei miei preferiti assieme a "Il Miglio Verde", anch'esso di Darabont, anch'esso romanzo di King. Regia spettacolare ma, come hai detto tu, il vero punto di forza è la sceneggiatura. Un film che emoziona per l'immensa limpidezza e realtà, ma anche un film che fa arrabbiare per le immense ingiustizie subite (la cattiveria del capitano Hadley, che ammazza di botte chiunque gli capiti sotto mano, è agghiacciante). Ma la più grande ingiustizia è quella subita da Andy, innocente condannato all'ergastolo (ho letteralmente amato Tim Robbins in questo ruolo). Anni della propria vita sprecati in un carcere ("E' la MIA vita!"), "delle quali mura ad un certo punto non puoi più farne a meno". Ma Andy non ha sprecato un solo giorno della propria vita. Ha continuato a vivere, non a sopravvivere come molti là dentro. A dare ogni giorno un senso nuovo alla vita, con la consapevolezza di essere innocente, ma comunque con l'obiettivo di uscire da là dentro. Con la speranza, che può renderti libero. Per venti anni.
    Semplicemente fantastico anche il piccolo monologo e racconto del vecchio Brooks, il quale "in carcere è speciale, e fuori è un inutile vecchio". E lui preferisce andarsene da questo mondo in cui non conta più. Questo mondo che gli fa paura, e lui è stanco di avere continuamente paura.
    E il finale, epilogo di una storia che narra di un'amicizia che c'è stata fin dal primo momento. Un'amicizia vera.
    Film indimenticabile.

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    Risposte
    1. Sofia, ti confido una cosa. Dalla tua età (15,16 anni) ai 26 Le ali della libertà era la mia risposta a chiunque mi chiedeva quale fosse il mio film preferito.
      Poi nel 2003 vedo OldBoy e diventa quello.
      Poi nel 2012 vedo Synecdoche New York e diventa quello.
      Una decina di anni per uno, magari nel 2022 qualcuno supererà Synecdoche.

      A me scoccia ripetere cose, e magari esagerare anche, ma trovo sti tuoi commenti perfetti, mi sembri me giovane (non che ora non li scriva così ma insomma).
      C'è passione, emozione, competenza e scrittura.
      C'è la capacità di citare scene, di cogliere i momenti importanti.
      C'è la capacità di citare frasi in modo armonico col resto.
      C'è il metterti dentro la pellicola.

      Sarebbe un sogno prendere te, Alessandro, Pietro e tutti gli altri under 20 che son capitati qua e hanno sta passione e farci un "percorso" insieme, del resto questo, in futuro, è un lavoro che voglio provare a fare.
      Ancora complimenti.

      Ah, per farti capire l'amore che ho co sto film ti dico solo che vorrei tatuarmi sul polpaccio Andy a braccia larghe sotto la pioggia

      e ho detto tutto :)

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    2. Ti ringrazio. Vedi, il cinema è da un annetto a questa parte la mia più grande passione. Passerei giornate intere a vedere film, analizzarli. E' una specie di rifugio. Posso dire, magari esagerando un pochino, che sia il mio più grande amore. E' perfezione, ed è la mia medicina preferita.

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    3. Sì, riconosco tutti i sintomi ;)

      Per me al medicina è doppia che ne scrivo anche, prrr

      ma te sei anche troppo avanti

      attenta solo ad una cosa, non abbuffarti mai di film, falli decantare, vedine anche tutti i giorno ma senza esagerare. Dai ad ogni film il tempo che si merita. Non è una gara di quantità, ma di qualità, e non qualità dei film, ma del come ne fruisci e di sensazioni

      alla prossima

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