27.5.11

Recensione: "The Orphanage"


(presenti spoiler ammazzafilm)

Se ci sono due parole che non dovrebbero mai stare nella stessa frase, queste sono "innamorato" e "perchè". Come fai a spiegare l'amore, come fai a farlo comprendere, come fai a giustificarlo? Perchè sono innamorato perdutamente di The Orphanage? Perchè lo considero (con distacco) il miglior horror degli ultimi 5/10 anni e in assoluto quello che più mi ha emozionato? Se è vero che l'amore non si può spiegare, certo lo si può raccontare. Questo è il racconto di un innamorato, prendetelo come tale.
The Orphanage ha un solo grande difetto, avere la tremenda sfortuna di esser stato girato da un esordiente. Non sono bastati i 6 premi Goya, non è bastata la nomination agli EFA (quasi incredibile per un Horror, tra l'altro l'anno del trionfo dell'eccezionale Gomorra), non sono bastati 10 minuti di applausi alla prima a Cannes per considerarlo unanimamente un capolavoro. Se dietro la macchina da presa ci fosse stato un regista affermato, lo stesso Del Toro ad esempio (qui mecenate di Bayona e produttore), molti giudizi sarebbero stati diversi. Si ha sempre paura a dare il massimo dei voti a un nuovo arrivato...

Risultati immagini per el orfanato

La critica più assurda, tanto sbagliata da sfiorare la malafede, è il definire The Orphanage qualcosa di visto e rivisto. Niente di più falso, probabilmente chi l'ha detto si è limitato a leggere che fosse ambientato in un ex orfanotrofio e poi nemmeno ha visto il film. Comunque...
Il film si avvale di una sceneggiatura mostruosa (non a caso candidata e vincitrice di premi su premi), perfetta sia nello svolgimento e concatenarsi del plot quanto nel dosare in modo mirabile emozioni e scene madri. E' quasi impossible trovar difetti, ancora più incredibile per una sceneggiatura originale.
Ma è altrove la potenza, la straordinaria originalità del film, ci arriveremo presto.
Laura e Carlos sono una coppia molto affiatata. Hanno adottato Simon, un bambino sieropositivo preso in un orfanotrofio. La stessa Laura era stata una piccola orfana poi adottata. E' talmente forte il legame con l'orfanotrofio della sua infanzia che ha deciso di andare e vivere là con il sogno di aprire una casa-famiglia che ospiti bambini in difficoltà. Proprio durante la festa di inaugurazione Simon scompare. La coppia, disperatamente, lo cerca.
The Orphanage è un horror, su questo non ci piove, perchè una ghost story che si rispetti per definizione lì va collocata. Riesce però a distruggere le mura di confine del genere e nel finale quasi a cancellarne addirittura i detriti.
Questo perchè, ed è qui la potenza cui accennavo, questa è una ghost story che non è una ghost story perchè è TOTALMENTE costruita su un reale, banale, tragico, incidente domestico. Si è edificata una meravigliosa ed elaborata storia horror e di fantasmi sopra una base che in realtà è del tutto reale, una tragedia familiare, una delle più terribili che possa capitare. 

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Un film drammatico in definitiva, che poteva esser semplice e sobrio ma ha invece infilato degli splendidi abiti gotici, ha trasformato un orrore quotidiano in uno trascendentale. L'immagine della locandina, quel bambino incappucciato, in qualsiasi altro film avrebbe nascosto qualcosa di terribile, qua cela invece due storie tristissime e drammatiche, quella di Tomas, bambino deforme tenuto nascosto e rinchiuso per tutta la sua esistenza, e 30 anni dopo quella di Simon, un bambino che voleva solo far vedere un luogo segreto a sua madre e invece il caso ha voluto che trovasse proprio lì la morte. La stessa maschera, mostruosa, nasconde quindi due piccole vite distrutte. Ed anche i rumori sentiti più volte da Laura (tipici delle storie di fantasmi) nel finale si rivelano per quel che erano, i tentativi del piccolo Simon di trovare una via d'uscita da una prigione che la stessa madre, inavvertitamente, gli aveva costruito.
Prima di ritornare agli indimenticabili ultimi 20 minuti, è giusto citare qualche scena precedente. Bayona conosce il registro horror e lo dimostra più che altro nel grande inserto paranormale con Geraldin Chaplin, scena davvero magistrale. Senza dimenticare la vecchietta investita e quell'ultimo rantolo. O il filmato di Thomas con quella telecamera che si avvicina al bambino di spalle. O la tremenda scoperta di Laura nei forni, anche questa una sequenza che si incastra perfettamente con tutto il resto e regala ancor maggior tragicità alla pellicola. La fotografia è splendida, aiutata certo dalla bellezza delle location, la grande villa e la spiaggia con la caverna.
Ma, come dicevo, è negli ultimi 20 minuti che Bayona sembra invocare le muse della Grazia e della Poesia e gira 3 scene consecutive che per potenza emotiva non si erano mai viste in nessun horror precedente.
La prima è quella del 1,2,3 tocca la parete, che tra l'altro (anche qua) chiude perfettamente un cerchio con il prologo del film. Il movimento di macchina che da Laura si sposta più volte per vedere quello che le accade alle spalle per poi tornare ogni volta su di lei è qualcosa di indescrivibile per la tensione e l'emozione che riesce a suscitare, assolutamente geniale, da brividi.

Risultati immagini per the orphanage

Poi Laura (un'indimenticabile Belen Rueda) trova finalmente la casetta di Tomas, il luogo che il giorno della festa suo figlio voleva farle vedere. Quando scopre (e noi con lei) la terribile verità rischiamo davvero che il nostro cuore si spezzi definitivamente. Cosa può voler dire per una madre scoprire di esser stata diretta causa della morte del proprio figlio credo non lo si possa comprendere. Il suo rifiuto ha portato Simon lì da solo, lei stessa senza saperlo gli ha bloccato poi l'uscita. In quel corpicino c'è il dramma di una piccola vita perduta, la sconfitta di un genitore, un tremendo senso di colpa, la constatazione di quanto il destino in pochi minuti e in pochi gesti possa cambiar tutto. Vi giuro che è una scena che ho fatto veramente fatica a rivedere e metabolizzare. Ripensare adesso ai rumori che Laura sentiva in casa è al contempo un pugno nello stomaco e una coltellata al cuore.
Quando poi nel finale Laura culla quel piccolo corpo, quando arrivano i bambini, compreso Tomas che per una volta, finalmente, può sentirsi un bimbo come gli altri, non abbiamo davvero più difese, The Orphanage ci ha definitivamente sconfitti.
"E' Laura" urla la bambina cieca toccando il viso della donna.
Senza parole.

(voto 9,5)

26 commenti:

  1. Dae, un bel post molto partecipe.
    Ricordo che invece, a me, non emozionò per nulla, nonostante si trattasse di un film ben fatto.

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  2. Madò, 1,2,3 tocca la parete. Ancora ho i brividi. Al cinema mi stavo sentendo quasi male. Che grande film e che bel commento appassionato!

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  3. Eh, si, quando un film è cazzuto bisogna esprimerlo con le tue parole, bravo! Da grande appassionato devo dire che questo mi è rimasto sullo stomaco per parecchio tempo.

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  4. bella recensione ma temo che non lo guarderò, per ora. potrei star male per mesi con una trama così!

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  5. James: strano, magari ridagli un'occhiata

    Lucia: grazie. Scena magnifica, anch'io mi sentii quasi male, come del resto in tutti gli ultimi 20 minuti.

    Eddy: cazzuto sì, lavora di spada e di fioretto con egual maestria. Se rimane sullo stomaco a te, figurati a un padre.

    Ciku: no carissima, non dovevi leggere allora! Forse però ti sei salvata.

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  6. anche a me è piaciuto parecchio!
    splendido e parte finale grandiosa!

    non dare ascolto a mr. ford che chiaramente non capisce nulla uahahaha :)

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  7. Cannibale, ma sai che ormai stiamo monopolizzando la blogosfera con la nostra lotta!? ;)

    Detto questo, Dae, non dare ascolto al Cannibale. A uno che è piaciuto Limitless che vuoi dire!?!?

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  8. Hey! Guarda che a settembre ti raggiungo! Come padre intendo!! LOOOOL

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  9. bellissimo post!!!! concordiamo completamente, ricordo che al cinema alla fine quando si capisce come sono andate le cose abbiamo pianto come non mai. è un film veramente forte, nel senso che ti colpisce molto nel profondo e nell' intimo.
    e oltretutto è davvero ben fatto! una pellicola daricordare negli anni e non solo come prodotto "horror".


    *Asgaroth & *Midnight

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  10. Marco e James: stavolta nella sfida prendo decisamente Marco. Su Valhalla Rising sto con James tutta la vita....

    Eddy: Grande!! Vedrai come ti cambierà la percezione nel guardare i film, specialmente per uno appassionato di horror come te.

    Satanelle: vi voglio bene, avrei pianto volentieri sulle vostre spalle.

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  11. Complimenti per la tua recensione, lucida ed appassionata insieme.

    Infatti anche io pensato che - pur utilizzando il genere horror - sia un film solo e semplicemente drammatico, anzi, tragico.

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  12. l'ho visto solo ieri, a me è piaciuto molto, magari non è perfetto, ma è roba che vale:)

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    1. Io ho esagerato perchè lo amo alla follia ma sono contento ti sia piaciuto molto!

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  13. io invece sono d'accordo con dae. non sara' amore, ma e' un gran film. un horror che chiude la propria trama basandosi sul reale e' qualcosa di magistrale a livello di scrittura. poi, come hai ben ricordato, la scena dell'1,2,3 e' stata bellissima, quei bambini.. che bella. altro film che ti ripesco dal dimenticatoio, ottima recensione, concordo su tutto cio' che hai scritto.

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    1. ti voglio bene

      mi possono dire quello che vogliono ma un film dell'orrore che ha saputo raccontare un dramma prettamente umano meglio di questo io non lo ricordo.
      La sceneggiatura del decennio nell'horror

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  14. Grande Dae! La penso esattamente come te, il dramma è totalmente umano, temevo il finale da storia di fantasmi fino alla fine e invece bum!
    Niente magia né maledizioni ma un banale incidente che sconvolge la vita di una famiglia, di una donna, e che sconvolge tutti perché il passo tra felicità e dolore è breve, El orfanato ci mostra quanto.
    Questo è tutto il suo orrore, e diventa anche il nostro.

    Grazie per le tue recensioni :)

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    1. E' un film non capito e tremedamente sottovalutato.
      Uno dei film più dolorosi che abbia mai visto, drammatici compresi.
      Uno dei film cui sono più legato, senz'altro nei 10 film della mia vita, a prescindere dal valore o dalla bellezza.
      Quella madre che prende quel corpicino è troppo straziante, Bayona ha quasi esagerato nel tentativo di spezzarci il cuore perchè non soltanto il bimbo era morto per un banale incidente domestico ed è stato ritrovato tanto tempo dopo (straziante di per sè) ma anche e soprattutto perchè quel giorno Simon voleva fargli vedere quella stanza, il suo segreto.
      Un cuore non può reggere.
      E non finisce qui.
      E' lei che gli ha chiuso l'uscita.
      E in tutto questo si cotruisce un film dell'orrore bellissimo, con una sceneggiatura pazzesca.
      Questo è un capolavoro, chiuso.
      E vedere persone come te che ne parlano così, con queste parole, mi emoziona da morire perchè la piccola emozione, se condivisa, è una grande emozione.


      Grazie a te, non scherziamo

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    2. e ti dico una cosa. Mi sono appena riletto e ho scoperto che questa recensione mi piace, accade credo al massimo il 10% delle volte.
      Mi ci sono riconosciuto, mi emozionano le mie stesse parole perchè furono scritte con emozione.
      Mi succede spesso di scrivere "sotto" emozione ma rileggendomi mi sembro patetico.
      Qua no.
      E sono contento di piacermi proprio qua.

      Scusami, esagero con questo film, lo so, ma non ci posso far niente

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  15. L'ho visto tutto d'un fiato, non ci capisco niente di horror, ma ha sollecitato tutte le sensazioni ed emozioni possibili. Emozionante ritrovare il bambino perduto, ma l'apice lo tocca quando l bambina urla "è Laura", a quel punto non sono più riuscito a trattenere le lacrime, finalmente. Forse non è solo diventata un altro fantasma della casa, forse prima di tutto ha appreso il codice che solo i bambini possiedono per giocare e comunicare. Questo forse è il senso del riconoscimento finale, essere entrati finalmente nel mondo dei bambini.

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    1. Se leggi il mio finale di recensione capirai quanto il momento che citi mi ha straziato.
      Non avrei mai detto ti piacesse così ma forse The Orphanage piace proprio a chi non cerca un horror ma semplicemente un grande film, emozionalmente superiore.
      Sì, quel riconoscimento, quel ritrovarsi attraverso il gioco nello stesso mondo, nel loro mondo, è qualcosa che bisogna saper scrivere.
      Io de stio film non dico più niente perchè sono troppo di parte.
      Ma fa troppo piacere non sembrare un pazzo

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    2. E' proprio perché ho letto il tuo finale che ho scritto quello che ho scritto. Non sono riuscito a dirlo altrettanto bene, ma da questo film sono stato colpito quanto te a livello emotivo.

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    3. Ti stai prendendo delle responsabilità eh...
      Quanto me vuol dire tanto ma tanto ma tanto
      Non l'avrei mai detto, bene così

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  16. Me lo sono rivisto stasera. Probabilmente mi ammezzeresti se dicessi che lo avevo completamente rimosso, ma così è stato. Strano, molto strano, perché ho ritrovato un vero gioiello. Prima di leggere la tua rece ne ho scritto alla mia ragazza, dicendo che è si un film horror, una ghost story, ma che definirlo solo tale è riduttivo. È un film d'amore, e di ciò che l'amore di una madre può fare. Mi ha lasciato dentro una tristezza pazzesca.
    È vero, la scena del gioco, costruita magistralmente con quel movimento della camera, mette i brividi. Come anche l'indagine della medium, girata con molteplici camere in visione notturna. O l'attimo in cui la madre riesce a spezzare il sogno, e la coperta le scivola dalle mani, vuota. In quel momento ("non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere") si realizza la tragicità dell'epilogo. Che colpo a cuore quando ci mostrano il corpicino di Simon :( Povero il marito poi, nel suo sguardo quando va via si capisce che teme di vederla viva per l'ultima volta. Unica, piccola consolazione, il suo sorriso quando le porte si aprono, e li vede lì, insieme e felici.
    Sai però Giuse, è stato proprio leggendo la tua recensione che ho notato quello che sembra essere l'unico vero punto debole nella sceneggiatura: perché Simon non ha urlato? Nel momento in cui la madre realizza cosa è successo ci viene mostrato l'attimo nel quale lei spinge i tubi di metallo contro la porta nascosta, bloccandola. Questo vuole intendere che Simon ha provato ad aprirla, quindi perché non ha urlato quando ore dopo ancora non poteva uscire da lì? Come hai ben detto è un film travestito da horror che in realtà mostra una tragedia domestica, quindi è un peccato che proprio nell'evento principale si riscontri l'unico neo del film, che per il resto è praticamente inattaccabile. Sarebbe bastato camuffare un urlo d'aiuto di Simon come una voce sentita in sogno dalla madre, che si sveglia improvvisamente per poi sentire quei maledetti rumori che verranno svelati solo alla fine. Se già così il film ti prende a cazzotti quando tutto viene chiarito, figurati se nella rivelazione lei avesse scoperto che quella voce non era nel suo sogno, ma nella realtà. Ancora più straziante...

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    1. Intanto come faccio ad ucciderti se parli del film così?
      Anzi, meglio che l'hai visto due volte per dimenticanza, fa solo bene ;)

      Tristezza infinita, lacerante.
      Le scene le ho scritte io, l'hai ribadite perfettamente te.
      Il corpicino fa male, troppo.
      Ed è vero, la figura del marito in questa lunga analisi, mi sembra, di non averla analizzata, ottima la tua segnalazione su quell'addio che forse non è un addio (ma lo sarà).
      Dovrei rivedere bene luoghi e spazi per capire se eventuali urla potevano essere sentite. Il ricordo che ho adesso è di un luogo molto "protetto", quasi un bunker, insomma un posto in cui le urla arriverebbero a noi molto flebilmente.
      E ora non mi ricordo quando è morto, quanto prima di cadere ha provato ad uscire.
      Però ci sta la cosa, eccome.
      La tua soluzione avrebbe reso il film ancora più terribile e in senso di colpa della madre ancora più assassino ed insostenibile.
      Ottima soluzione ma a me è bastato così, anzi, avanzato ;)

      Ahahah, ho scritto questa frase dopo il tuo "solo alla fine"

      la riga dopo hai praticamente fatto il mio stesso commento

      rispondere a pezzi porta a questi simpatici episodi ;)

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  17. Ho appena finito di vederlo e ho ancora gli occhi lucidi. Vorrei seriamente dire qualcosa, ma hai detto tutto tu nella recensione ed aggiungere altro sarebbe superfluo. Da parte mia, però, il voto è massimo. Un dieci secco non glielo leva nessuno. Grazie per avermelo consigliato, difficilmente lo dimenticherò.

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    1. Hai rubato definitivamente il mio cuore, io con El Orfanato mi sciolgo.
      Per me con Babadook è il più grande horror uscito in sala nell'ultimo decennio.
      E i due film, per tante cose, si somigliano moltissimo.

      10 secco, grande

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