5.3.11

Recensione: "4 Mesi 3 Settimane 2 Giorni"



Personalmente, il film definitivo sull'aborto. Chi mi legge sa quanto prediliga le pellicole forti e disperate e quanto consideri il cinema d'evasione noioso. Non è un paradosso, basterebbe fare un rapporto con la letteratura e vedere come tutti i più grandi scrittori, da Dante a Dostoevsky, da Kafka a Saramago siano considerati quelli che raccontano le miserie, le disgrazie, la disperazione e le paure dell'uomo.
4 Mesi 3 Settimane 2 Giorni come un grande romanzo naturalistico, come un grande esempio di Cinema Verità, racconta semplicemente la giornata di 2 amiche romene.
Una deve abortire, l'altra aiutarla a farlo, in qualsiasi modo.
Non si versa una sola lacrima in questo film romeno, si racconta con durezza una storia senza la minima presenza di retorica. Da notare ad esempio la completa assenza di colonna sonora, neanche diegetica se ricordo bene. Il film ha un'assoluta staticità, lunghissimi piani sequenza mai virtuosi, una semplice e bellissima inquadratura per volta, quasi una regia teatrale. La differenza, il virtuosismo che non cerca la regia, è affidata così alla bravura dei protagonisti, notevolissima, capaci di dare incredibile intensità, specie nelle magistrali scene di silenzio (eccellente ad esempio quella post rapporti sessuali) .In realtà fino alla mezz'ora non sappiamo quale sia la tematica principale del film. La parola "aborto" giunge così, da un momento all'altro. Il film è infatti divisibile in 3 precisi tronconi : una lunga prefazione, l'aborto (tra l'altro con una spiegazione tecnica dettagliatissima), il post-aborto. In quest'ultima sezione si innalza la scena capolavoro della cena, praticamente per intensità, tensione e dinamica emotiva assimilabile al superbo finale di Lourdes. 

Risultati immagini per 4 mesi 3 settimane 2 giorni

Un'apnea lunga 10 minuti resa ancora più pesante e claustrofobica dal posizionamento quasi irreale dei commensali e dal fitto parlare. Cinema alo stato puro. Non è però la scena madre, secondo me identificabile nel finale. Il piatto al ristorante-assurdo mix di filetto, fegato, cervella e midollo- che mangia la mancata puerpera rappresenta a mio parere un macabro riferimento al feto appena espulso e buttato. E' una specie di contrappasso dantesco, veramente notevole.Un film che parla dell'aborto senza portarci mai con il pensiero ed emotivamente dalla parte della vita negata al possibile nascituro, come se lo stesso film fosse a suo modo un aborto che rifiuta tutto ciò. Fino a che, chiaro e nitido, non ci viene mostrato il feto. E in quel feto, d'improvviso, la sconfitta dell'Uomo ci viene sbattuta in faccia, la vita che sarebbe stata e mai sarà è lì sanguinante sul pavimento. Una vita lunga soltanto 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni.

( voto 8,5 )

18 commenti:

  1. Grandissimo film.
    Attendo la recensione.

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  2. Bel film. Se mi ricordo bene il regista stacca la telecamera pochissime volte, e c'è il piano-sequenza della cena strepitoso.

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  3. Direi che dò ragione ad esntrambi...

    Tommaso, mi hai anticipato sulla cena ma del resto è solo questione di chi guarda prima il film, impossibile non notare ed esaltare la scena.

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  4. Si certo, mica me prendo i meriti. Me ricordo poco ad esempio del perchè c'era una tensione immensa, aveva provato a chiamà l'amica e non rispondeva?
    Quello che ricordo è che respiravo male è che ogni secondo che passava mi dicevo "non è possibile!" per la perfezione. E poi praticamente quelli hanno cenato per davero.
    Del finale purtroppo ricordo pochissimo e forse proprio perchè ero scioccato dalla cena.

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  5. e' un film magistrale. e' molto crudo, e in questo e' da lodare la regia e la messa in scena ottima a mio avviso ma soprattutto gli attori. semplicemente wow, siamo noi ad inchinarci a loro come si fa alla fine di un'opera teatrale. sono tutti perfetti per i loro ruoli, tutti li interpretano alla grande. il realism quindi e' perfetto. poi i piani sequenza, come non parlarne, fantastici. dalla cena, all'aborto, dalla ricerca di dove buttare il feto alla prima sequenza in dormitorio quando inizia il film. gran film, davvero. e poi vorrei porre una questione: secondo me, un punto di forza del film e' il fatto che non si pone ne' contro ne' a favore dell'aborto, sta a noi scegliere come leggerlo, in base a cosa proviamo noi e a dire da che parte sta/stiamo dopo il film. e questo fa parte della stessa crudezza e dello stesso realismo del film stesso. geniale.

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    1. beh, direi che siamo d'accordo su tutto,attori, crudezza, realismo, piani sequenza (dai, la cena è impressionante).

      E tutto quello che aggiungi è giustissimo.
      Anche perchè deve essere così, non c'è un aborto uguale all'altro, impossibile giudicare cosa sia giusto o sbagliato.
      Dobbiamo recuperare il successivo di Mungiu,Oltre le colline

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  6. Impressionante.
    Io l'ho visto senza conoscere nulla del film e se ricordi bene c'è una lunga attesa, un mistero su ciò che le due ragazze devono fare, mistero che si infittisce con l'incontro del tipo in macchina e che viene finalmente e brutalmente svelato solo nella stanza dell'albergo.

    Da lì in poi è tutta un'ascesa di tensione, capacità attoriali e registiche.
    Verissima la cosa che dici, nessun virtuosismo durante i piani sequenza, forse contrastavano con il tema forse il regista si è reso conto che era un modo per esaltare ancora di più i suoi attori (la protagonista bionda è sovrumana nelle pause di silenzio).

    Ed il contrappasso c'è tutto nel finale, hai perfettamente ragione, un piatto che nessuna vuole mangiare, subito la ragazza che ha abortito ruba il menù all'altra, sceglie un altro piatto ma allo stesso tempo nasconde dal suo sguardo il piatto di cervella e filetto. E l'altra nell'ultimo istante si gira verso di noi, disperata.

    Questi come molti altri sono piccolissimi gesti che formano un grandissimo film.

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    1. Che bellezza vederlo senza saper niente...

      Io sapevo "solo" che era un film con un aborto, niente più. Eh, niente più, fa tutta la differenza del mondo.
      Sì, impressionante, un film che ti rimane.
      Dopo 5 anni ricordo almeno 4 scene perfettamente.
      Strano che non hai citato quella della cena, io trovo che sia da piccola storia del cinema.
      Son contento che sei d'accordo sull'ultima scena, sono sempre stato abbastanza orgoglioso di quella lettura che, tra l'altro, non ho trovato da nessun'altra parte.

      I tuoi commenti son sempre "diversi", mi piacciono un sacco, ma lo sai

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    2. Ah, guarda il successivo di Mungiu, Oltre le colline

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    3. Non ho scritto nulla sulla cena perché nulla avrei aggiunto a qaunto hai già detto tu, analisi azzeccatissima, io avevo fatto caso solo al fastidio provato da lei in un tale momento e non mi ero neanche accorto della ricercata posizione di camera e attori che tu hai individuato, grande occhio! Non era così ovvio per me.

      Strano che nessuno parli del contrappasso, questo sì mi sembra palese, soprattutto perché è la scena che chiude un film che ha sempre tenuto molto alta la tensione e l'ansia, non potevano mica far sbollire tutto con due semplicemente sedute ad ordinare la cena.

      Guarderò anche il prossimo appena lo trovo, sto cercando di legalizzarmi con i film, ora uso Netflix e mi prendo quello che passa al convento.

      Ho appena visto il Nastro bianco, ora vado a leggere la tua recensione in proposito.


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    4. Ma gli occhi funzionano così, sono selettivi.
      Certo bisogna esserci portati e averli allenati.
      O comunque non limitarsi a vedere solo il film, ma te questo lo sai e fai benissimo da solo.
      Poi il mio occhio ha visto cose, il tuo altre, quello di un altro altre ancora.
      L'importante è volerlo azionare questo occhio che va dietro le righe.

      eh, ma te conosci la sceneggiatura, tanti no

      quindi nopn si rendono conto quanto un'apparente scena "normale" finale deve quasi per forza significare qualcosa
      io ti giuro lessi venti recensioni e non trovai nulla

      guarda, vai su mymovieslive, ci sono tipo 600 film, alcuni bellissimi

      è a pagamento ma io ho l'abbonamento

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  7. Sono di idee molto liberali.
    Non ho mai trovato giusto porre dei veti sul diritto naturale.
    Matrimoni gay, adozioni gay, uteri in affitto , eutanasia.
    Ho alzato la voce, litigato, offeso per portare avanti le mie idee, che reputo in maniera assoluta giuste.
    Magari peccherò di presunzione, ma per me libertà significa scelta e l'uomo deve essere in grado di scegliere ciò che è giusto o sbagliato per se stesso.
    Non esistono politci, cattolici, family day , uomini o donne ,che abbiano il diritto di scegliere per gli altri. Eliminare il diritto di scelta è come abolire la libertà. È un uomo non libero è un uomo che non avrà mai consapevolezza di se stesso, e un uomo non consapevole è un uomo infelice.
    Detto questo, sono anche una ferma sostenitrice della legge 194/78 e, in quanto donna, mi sento l'unica in grado di poter decidere sul mio corpo.
    Questo non significa che la decisione di interrompere una gravidanza sia facile, mai pensato in vita mia!
    Ma sono questioni che ad un certo punto inizi a porti, perchè potrebbe accadere anche a te, no?
    Nonostante io sia così decisa sulle mie idee e , magari ,passare per una persona che non dà la giusta importanza alla vita, ho sofferto tanto durante la fase "tecnica" dell'aborto. Si, perchè io mi sono immedesimata in quella ragazza, ed ho pensato a quanto fosse facile dare la vita e porre fine alla vita(siamo fuori dall'ambito dei 3 mesi, eh? Non avrei usato la parola vita altrimenti), mentre è così difficile e complesso vivere.
    Mi sono sentita violata da una sonda, che serve per distruggere ciò che siamo in grado di creare.
    Ho sofferto alla vista di quel "feto/bambino", quasi alle lacrime.
    Anche li mi sono immedesimata in Gabita , e nel suo essere così impaziente e convinta nello sbarazzarsi di quell'incoveniente, perchè troppo giovane, perchè ambiziosa, perchè desiderosa di essere all'altezza degli uomini studiando in una facoltà per uomini e, con un bambino, questo non sarebbe stato possibile. C'è il tempo per fare figli, ma non quello per sentirsi parte di una società che da sempre ti considera adatta solo per i purè ( si parlava di purè durante la cena).
    La stessa ragazza che compie uno dei gesti più difficili per una donna (e di questo sono convinta, non lo dico per retorica) ,che chiede alla sua amica di seppellire quel fagotto in bagno , e la sepoltura è un chiaro segno di compassione da parte dei vivi nei riguardi dei morti, e si muore solo se si è vivi! e nonostante Gabita avesse preso quella decisione , alla vista di quell'essere credo abbia sofferto più di quello che si aspettava.
    Ed Otilia, correa di un omicidio (il medico che pratica l'aborto parla di omicidio dopo i 3 mesi, non più di interruzione della gravidanza), non può non sentirsi in colpa, e questo suo stato d'animo è presente in maniera forte per tutto il film, soprattutto nel finale ( bellissima la tua interpretazione del piatto, io non ci sarei mai arrivata) quando si gira verso di noi.

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    1. Ora, io trovo un po' furbo da parte del regista aver deciso di sviluppare il film su un aborto fuori termine.
      Ma7 dice che il film non si pone dalla parte dell'aborto ne lo condanna, insomma una posizione neutra.
      Io trovo invece che prenda una posizione, eccome! Già il fatto di far vedere un feto( non so se chimarlo feto o bambino sinceramente) di quasi 5 mesi, che aveva le sembianze di un bimbo in scala ridotta, suscita nello spettatore un senso di disagio e tristezza, dovuto al gesto compiuto da Gabita.
      Per non parlare della frase che ho gia citato sopra( dopo il terzo mese non è più aborto ma omicidio).
      Io non so se la volontà del regista era solamente quella di denunciare il problema degli aborti clandestini, che di sicuro sono un chiaro segnale di quella mancanza di libertà e quindi di scelta di cui parlavo all'inizio del commento, ma lo spettatore non può non porsi il problema se sia giusto o meno interrompere una gravidanza ed è difficile pensare dopo aver visto quell'essere vivente in bagno, che non sia stato commesso un crimine.
      Trovo molto strano che questo post non sia invaso da decine di commenti di donne. Mi sarebbe piaciuto leggere le loro impressioni e idee al riguardo, perche un film sull'aborto (e quando parli di definitivo ,ti quoto in pieno) può far male a tutti, ma mai come ad una donna.



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    2. Giusè mi dispiace per il commento così lungo :D
      Ho dovuto dividere in due parti perchè blogger non mi faceva pubblicare ^^

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    3. Ah, ma la cosa del messaggio in più parti non ti preoccupare, ci sono abituato, ne sono capitati moltissimi.
      Ora mi prendi in dei giorni tosti per rispondere tosto, tra il torneo (a proposito, sono enormemente indietro, devo ancora fare i risultati del ripescaggio e preparare i prossimi gironi), commenti a parecchie recensioni, recensioni da scrivere (2) e vita reale sono veramente messo male.
      Quindi per adesso scrivo poco Rachè.
      Intanto io non ricordo se l'omicidio è considerato dopo 3 mesi,ma te hai visto il film adesso quindi sicuramente ricordi meglio de me.
      Certo che però quel titolo allora che vole dì? a me sembrava quello il limite

      detto questo salvarsi dietro 93 o 121 giorni o 74 o 130 cambia poco, se uno ha un'idea forte le date cambiano poco, sono convenzioni sociali, imloortantissime sì, perchè rispettarle o no cambia tutto, ma moralmente cambia pochissimo, ecco

      anche io credo di credere che all'epoca del film ho creduto (mi diverto) che il film non prendesse posizione. Se poi invece andiamo allo shock visivo del feto sì, Mungiu con quella scena sicuramente voleva smuovere animi. Però non so se quella scena, come sembra dalla tua lettura, possa essere veramente la prova di una posizione netta.
      Mi piacerebbe anche risponderti riguardo alla (presunta) sofferenze di Gabita alla vista del feto, ma non ricordo nulla.
      Io non riesco mai a giudicare, mai. Di posizioni forti non ne ho su niente, io sono uno che ragiona quasi sempre caso per caso.
      Ricordo di non aver odiato la ragazza per quello che faceva ma anche di aver molto sofferto una volta che l'ha fatto.
      Però, ecco, non mi ricordo sta sensazione di "crimine", solo quella, semmai, di una tragedia figlia del degrado morale e spaziale del film.
      Beh, ma nel 2011 c'erano 4 lettori e in più il film era sconosciuto. E' già un miracolo ci siano stati 3,4 commenti.
      A dir la verità anche adesso sui film non conosciuti i commenti sono 5,6 di solito.
      Insomma, c'è da considerare tutto questo

      sperando di aver risposto almeno al minimo possibile, un abbraccio

      (ci sono parti che condivido molto comunque)

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    4. Tranquillo, ho postato il commento sapendo dei tuoi impegni con il torneo. So che scrivere commenti impegnativi in questo periodo non è il massimo, ma non potevo fare altrimenti dopo la visione del film.
      Insomma, s'è capito che mi ha colpito molto.
      A parte il periodo tosto inerente al blog, la vita reale tutto ok, vero? Spero tanto di si.

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    5. Come al solito, una grandissima finta serenità

      ma bene dai, le esistenze disastrate sono altre ;)

      tipo quella di Gabita

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    6. Ho imparato nel corso degli anni che nessun problema è minore di altri nel momento in cui lo vivi.
      Però, quel "finta" proviamo a toglierlo , che non ci sta bene in quella frase ;)

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