21.6.10

Gli Abomini di serie Z (2): Recensione: "Il Bosco 1"


Due ragazzi in cerca delle bellezze d'Italia, come itinerario passano da Venezia a "uno sperduto bosco"(anzi, da Venezia a "sperduto bosco 1",la sintassi è importante) di un'anch'esso sperduto paesino delle Alpi. Qui invece di un ameno paesaggio avranno a che fare con le versioni Zombie di Solange, Tazio Nuvolari e L' Uomo Fango. Solo la ragazza sopravviverà (insomma ne muore solo 1...) e potrà riuscire a rivedere il Dio della luce.
Capolavoro di tale Marfori che ci propina quasi un'ora e mezza di orrore alternando un'ora di puro trash con mezz'ora di riprese dell'auto dei protagonisti che viaggia. Già il prologo, dove una terribile mano vaginale evira (marfori è uno studioso di Freud, è evidente) uno sventurato ragazzo finito insensatamente in una cascina di un bosco, già questo prologo dicevo sarebbe bastato a un palato fine per fermare la proiezione e, al contrario, a un trashlover per sfregarsi le mani. Poi il capolavoro subito dopo il prologo con la didascalia " NON MOLTO TEMPO DOPO...", che ci ricorda, dopo il titolo del film, quanto tale Marfori abbia a cuore l' uso della nostra lingua.

Risultati immagini per il bosco 1

Poi in vortice meraviglioso abbiamo le calze della protagonista, il divieto di pesca, il discorso di Nuvolari durante una pericolosa discesa atteaverso gli orti del paesello, teste tagliate appoggiando bastoni, carrambate in cui si rivedono padre e figlia, intere sequenze inutili come quella dell'acqua nera solo per dirci che nei sotterranei c'è una sorgente, mani tagliate ma braccia che si allungano, zombie forti come un 9enne, protagonisti che si amano ma l'Uomo Fango è geloso e vuole "amare" anche lui la ragazza, ma con una canna da pesca...
Il tutto in una magica atmosfera in cui si prova la stessa tensione che si avrebbe nell'affrontare un piatto di amatriciana troppo piccante. Trama con lo stesso senso che può avere uscire nudi in mezzo alla neve in pieno inverno a ballare l' hully gully. In definitiva la peggior cosa mai uscita da una telecamera dopo un matrimonio ripreso da mia madre una decina di anni fa.
Magnifico.

( voto 1 )

8 commenti:

  1. "In definitiva la peggior cosa mai uscita da una telecamera dopo un matrimonio ripreso da mia madre una decina di anni fa."

    Fenomenale... ti adoro!

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    1. Ma dai! non esagerare! per poco così...

      Che poi mica era una battuta eh, semplice verità

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  2. Alla battuta finale della ragazza ("Grazie, Dio della Luce") è scattato l'applauso. Ancora mi chiedo chi sia questo fantomatico Dio XD

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  3. Si riferiva al direttore della fotografia

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  4. "Ma sei sicuro di essere così lontano dall'orrore?"
    Come ci fa intuire Tazio Nuvolari, in realtà il film di Marfori è un'acuta riflessione sull'arte della pesca, l'intento iniziale era quello, che credi. La pesca è la grande metafora del film e anzi, rivedendolo, si potebbe addirittura lavorarci su con una recensione seria..:p Il fatto è, purtropppoo, che in ogni caso "non potrai evitare la morte maligna!!!" :D

    Stracult, la vorrei anche in digitale 'sta bomba!

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    1. Oh Frank, ma mi sbaglio o la metafora della pesca era base di uno dei capitoli di Nymphomaniac?
      Che abbia copiato Marfori dici?
      Ora non son sicuro ma mi pare proprio...

      Film indimenticabile

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    2. Sinceramente ora ho un ricordo molto vago, ma probabilmente si, c'èra qualcosa inerente alla pesca anche nel film di von Trier. "Nymphomaniac" l'ho visto solo una volta e parecchi mesi prima della sua uscita ufficiale nelle sale, dovrei rivederlo, è un film che però non è riuscito a incastrarsi a dovere nella memoria come altre cose del danese. Forse le mie aspettative erano troppo alte, ma d'altronde stiamo parlando di Trier, cioè, dopo capolavori (per me) come "Dancer in the Dark" e "Antichrist", sei automaticamente portato ad immaginarti il meglio..

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    3. Sì sì, ho ricontrollato, è proprio il primo capitolo (il pescatore perfetto), quello dove loro acchiappano in treno.
      A me è piaciuto moltissimo e pensa che io, al contrario, avevo basse aspettative (pur amando moltissimo Trier), credevo che fosse un mezzo porno di nessun valore.
      Forse in entrambi i casi le aspettative hanno influito

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