9.8.12

Gli Abomini di serie Z ( 18 ): Recensione "Supermarket Horror"


La serata del film trash per una volta era cominciata con una buona notizia.
Per scegliere il film non c'era voluta la solita oretta e mezza a guardare titoli ed incipit delle decine e decine di film a disposizione (questo del trash è l'unico settore dove giocoforza mi affido anch'io allo scaricamento) ma dopo soli 24 minuti era arrivata l'intuizione.
SUPERMARKET HORROR
"me cojoni" ho pensato io
"non male" mio fratello Uskebasi
"ma vaffanculo il terzo incomodo

vinco io, sicuro di trovarmi davanti un sanguinario killer che all'arma bianca squarta e seziona corpi di vecchie massaie intente a fare la spesa.
Invece la sorpresa arriva subito, d'ambleè.
Una specie di Wall-e formato supermassimi insegue un malvivente in un centro commerciale. Il malvivente fugge a perdifiato ma il lentissimo robot gli è sempre alle calcagna. Lo farà fuori senza pietà.
E così comincio a pensare.
il pensiero che testè riporterò in realtà mi accompagnerà per tutta la visione del film.
No, dico, ma fare un film su 3 robot a rotelle che ammazzano gente in un centro commerciale è un'idea buona o no?
Perchè a me pare di no cazzo.
Ma per niente cazzo.
E allora perchè affaticarmi su idee, soggetti, abbozzi di sceneggiature se basterebbe in realtà essere molto più dementi per farcela?
La risposta è semplice.
Perchè questi non sono i terribili, inguardabili, trashissimi anni '80 cazzo.
Avrei dovuto scrivere un film entro i 12 anni, era l'unica possibilità.
Perchè adesso a presentare un'idea così e avere addirittura la speranza e l'onore della distribuzione e del doppiaggio c'è da finire internati.
Il film?
Nemmeno tanto male, sti robot improbabili imperversano nel supermarket passando come niente fosse da armi ridicole come mani di ferro prensili a vere e proprie armi nucleari che hanno un solo difetto, non possono colpire il bersaglio. E questo i nostri simpatici protagonisti - solito crogiuolo di tipi con calzoni ascellari e capigliature improbabili eighteen- credo che a un certo punto lo capiscano perchè si mettono a un metro dagli automi fregandosene se i velocissimi dardi nucleari li possano ridurre in poltiglia in un amen.
La sfida Uomo-Macchina è avvincente, lo spettatore partecipa inebetito.
Si tifa per i robot ovviamente, personalmente non riuscirò mai a parteggiare per uno con il look di quegli anni.
Io mi son divertito.
Perchè credo sempre che chi sta dietro a sti film sia qualcuno che nella vita ha un sacco d'ironia.
Uno che crede che un robot nemmeno tanto antropomorfo possa far impaurire.
Uno che, volente o nolente, ce l'ha fatta.
Uno con le palle.
No perchè il cazzo invece ce l'ha il protagonista, il ragazzino nerd timido.
Un pitone dormiente sotto i pantaloni.
Un pitone che, unico nel gruppo, dormirà fino alla fine.
Ma sempre un pitone rimane.
Secondo me invece il mascellone che mastica sempre la gomma ce l'aveva piccolo.
Faceva tanto lo gnè gnè ma ce l'aveva piccolo, son sicuro.
Vado a cena.
Ciao.


( voto 4 )

3 commenti:

  1. ma tuo fratello e il terzo incomodo la visione di cotanto film come l'han vissuta?

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  2. Il terzo incomodo l'ha vissuta nello stesso modo in cui aveva esordito, un vaffanculo costante.
    Mio fratello come me, tra il serio e il faceto.
    Alla fine non è un disastro.

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