17.6.11

Gli Abomini di serie Z (10): Recensione "Jekyll + Hyde (2006)"




Seguo il regista Nick Stillwell da tempo, da quando mi capitarono sottomano in modo fortuito alcuni suoi super 8 girati quando aveva appena 7 anni. Quei piccoli filmati amatoriali ( nel dettaglio: lui che lava i denti del cagnolino con lo spazzolino; sua sorella Lorna, di 2 anni più grande, che imita Kate Winslet in Titanic; i suoi genitori che annaffiano il giardino e gli spruzzano l'acqua sulla telecamera-momento dolcissimo-; lui che si riprende allo specchio e si autointervista), dicevo, già in questi brevi e giovanili filmati si intravedeva il talento che finalmente nel 2006 troverà la sua consacrazione nel primo lungometraggio, Jekyll + Hyde, raffinatissima trasposizione (l'ennesima peraltro) dell'indimenticabile racconto di Stevenson.

Stillwell superà però se stesso riuscendo anche in un'altra impresa, ben più importante dell'aver girato un (quasi) capolavoro. Dove centinaia di popoli e filosofi hanno fallito, cioè sul significato ultimo del Nulla o dello Zero ( 0 ), ci arriva Stillwell e non solo astrattamente ma regalandoci la prova provata.

Jekyll + Hyde è il Nulla assoluto, lo Zero (0 ) cinematografico, ma non nell'accezione nobile e intoccabile del Brutto (che Dio ce lo preservi) ma in quella dell' Inutilità, del Non succede Niente, del Meglio un Calcio nelle Palle. Se potessimo antropoformizzare il film, questo diverrebbe il guardiano del girone degli Ignavi nell'Inferno dantesco. Guardare il film o star seduti davanti a un muro è quasi la stessa cosa, quasi, perchè almeno davanti a un muro abbiamo la possibilità di pensare senza esser distratti da immagini in movimento. Non c'è una scena particolarmente girata male, non ci sono momenti di Trash, non c'è una bella splatterata giusto per movimentare un pò, non c'è Niente.

Uno studente di medicina inventa una pillola che gli cambia la personalità. Ovviamente si chiama Jekyll. Fine trama.

Ah, no, questo ragazzo è anche un guru che ci ammorba con i suoi paroloni, invero senza senso, sul significato della Vita e della Morte. Tra dialoghi imbarazzanti, scene di sesso messe tanto per fare e successione degli eventi illogica, Jekyll + Hyde va avanti schematicamente e senza guizzi, quasi una puntata di Cotto e Mangiato senza però la suspense di vedere se la Parodi (moglie di Caressa....) questa volta metta il peperoncino o no.

Se io fossi un discendente di Stevenson inventerei devvero una pillola che mi faccia cambiare la personalità e ucciderei l'intera troupe riprendendo tutto con la telecamera per poi distribuire Jekyll + Hyde 2. Ah, ovviamente il fatto della pillola era solo per avere un alibi in tribunale, mica ce ne sarebbe bisogno.



(voto 2) perchè lo 0 e l'1 hanno una propria dignità.

1 commento:

  1. orcaloca! con una recensione così lo dovrò cercare per forza!

    :-)

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