4.7.17

Recensione: "Le Ardenne"

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Un film belga acclamatissimo dalla critica.
Eppure nel primo tempo non è che mi sia sembrato così grande.
Poi sì, poi Les Ardennes diventa un piccolo Calvaire.
E conquista personalità, originalità, potenza

L'uomo riemerge da una piscina, in una bellissima sequenza d'acqua.
Pochissimo dopo una macchina brucia, in una bellissima sequenza di fuoco.
Un inizio folgorante per questo dramma belga che, ad un certo punto, veste dei panni talmente neri da far paura.
Belgio, ancora una volta.
Credo sia ormai pacifico come questo, insieme alla Grecia, sia, tra i piccoli, lo stato cinematograficamente più interessante e avanzato.
Son talmente tanti i film bellissimi venuti da là che farei fatica ad elencarli.
Ritroviamo attori che amiamo molto.
Lei, la splendida, indimenticabile, struggente protagonista del capolavoro Alabama Monroe.

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E i due "lui" del cult Borgman, il padre di famiglia (qui assoluto protagonista) e Borgman stesso, un attore formidabile (Jan Bijvoet) che, nel caso di Ardenne, permetterà al film di alzarsi di livello in modo sorprendente.
E sì perchè, se devo dir la verità, a me il primo tempo de Le Ardenne, film considerato un mezzo capolavoro a quanto ho sentito, mica è sembrato tale.
Un gran bel drammatico, ma niente di più che quello, roba che anche in italia lo sappiam fare, e pure meglio, dico Una vita tranquilla per citare un titolo a caso.
Sceneggiatura lineare, priva di troppi spunti, bella regia ma dopo aver visto il prologo c'era da aspettarsi anche di più.
Bravissimi gli attori con lei imbruttita in un ruolo di ex eroinomane (ma farà in tempo a mostrarsi ancora in tutta la sua sofferta bellezza).
Però boh, per il resto siamo davanti ad una specie di Brothers secondo me inferiore.
Probabilmente è la madre il personaggio che ho amato più nella prima parte.
Si va avanti, passaggi abbastanza meccanici, quasi un Dardenne più sceneggiato e cinematografico, qualche buona scena come quella della cena (poco prima avevo detto al mio amico "sai che il Belgio è probabilmente il posto al mondo dove si mangia peggio? hanno solo patatine fritte. Cinque minuti dopo c'era una cena di natale con patatine fritte soltanto) ma anche la sensazione che io ste caratteristiche per fare di Le Ardenne un film che spicca su tutti non le vedevo.

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(Ah, dimenticavo una sequenza con una formidabile colonna sonora, quello sì.)
E poi niente, poi il film si trasforma completamente.
Diventa Calvaire.
Gli stessi luoghi.
Gli stessi boschi.
Lo stesso bar.
Addirittura il personaggio del travestito che, se ci pensate, è lo stesso identico personaggio del protagonista di quel grandissimo film.
La stessa cattiveria.
E niente, il film decolla.
La strana coppia di "Borgman" e del gay è meravigliosa.
I luoghi spettacolari.
E si inizia a veder in sceneggiatura qualcosa di nuovo.
E di scene notevoli ne avremo tante, fino alla fine.
Bellissima (cioè, tremenda, ma bellissima) la metafora della gru (vera? non credo) che, alla luce del finale, del colpo di scena, ritorna in mente...
Le Ardenne diventa un noir rurale coi controcoglioni.
Tutta la prima parte, vista e stravista, viene sostituita da una seconda che riesce finalmente a caratterizzare il film.
Personaggi ambigui, pericolosi, rapporti ancora più ambigui.

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C'è molta tensione smorzata secondo me dalla scena degli struzzi, al limite del trash.
Ma questi boschi, questi luoghi, quel mattatoio, la roulotte, il fango, ecco, è un bel vedere davvero.
Fino ad arrivare a un colpo di scena per me davvero potente e inaspettato.
Un colpo di scena che rende Le Ardenne, se possibile, ancora più nero.
E sì, mettendo tutti i pezzi insieme, un grande film


(lo so, vi state abituando a ste recensioni corte. Ma prima o poi minaccio il ritorno delle lunghe)



7 commenti:

  1. come non essere d'accordo?
    https://markx7.blogspot.it/2017/07/dardennen-le-ardenne-oltre-i-confini.html

    ti ho letto nel pensiero? :)

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  2. Visto ieri al cinema, mi ritrovo abbastanza in ciò che hai scritto!
    Sempre nel filone noir/drammatico belga se ti capita vedi Bullhead, merita!

    http://www.imdb.com/title/tt1821593/?ref_=nm_knf_t2

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    1. se è belga si va sul sicuro, appuntato

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  3. Mah ... questa è la prima espressione che mi viene leggendo la tua rece, sempre bella e molto dettagliata (preferisco queste corte), io non ci ho trovato nulla di innovativo, di nuovo, un pulp in lingua fiamminga che sborda in un cohen per la caratterizzazione dei personaggi, che sono molto bravi ma sembrano già visti. Mi ha un po' deluso questo thriller drama noir belga, mi aspettavo qualche novità che non ho riscontrato, anzi è un melting pot di produzioni che ho ammirato e amato ma nulla più. Insomma questa volta non siamo molto d'accordo ed aggiungerei menomale. Non nego che gli attori siano bravi e la costruzione gradevole ma quel famoso click non è scattato, sono diventato vecchio e brontolone, pretenzioso e troppo esigente, alla ricerca di quelche cosa che mi faccia sbarrare gli occhi, che mi renda euforico, che mi inciti a dire "cazzo che figata sto film", ma è troppo tempo che non accade.

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    1. No no, ma sono assolutamente con te eh...
      Non nascondo anche io la delusione, anche se la bella seconda parte mi porta a un 7 totale

      secondo me siamo d'accordo anche qua, solo che io tendo sempre più a descrivere il bicchiere mezzo pieno

      al solito ottime considerazioni ;)

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