31.10.16

Recensione: "Me and Earl and the Dying Girl" ( Quel fantastico peggior anno della mia vita)

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VISTI PER VOI (13) - MATTIA BORGONOVO

Questo è in realtà un Visti per voi (se non sapete di cosa sto parlando cliccate qua) un pò particolare.
Richiesto dal bravissimo giovane Matteo Borgonovo (e ovviamente a lui "intitolato") è un film che appena il giorno prima che Matteo me lo richiedesse mi aveva "lasciato" a casa in chiavetta un altro amico che era venuto a trovarmi.
Una coincidenza notevole.
Tra l'altro allora non lo vidi. L'ho fatto solo l'altro ieri perchè questo amico è tornato ancora a casa mia e me l'ha chiesto.
Insomma, una dedica doppia diciamo.
In realtà, e i due non me ne vogliano, la dedica principale va ad un'altra persona.
Ed è una persona che non c'è più, almeno fisicamente.
E', se vogliamo, la dying girl del titolo, visto che quello che passò ricorda molto quello che passa Rachel nel film.
Ed è la persona per cui il secondo mio amico ha voluto a tutti i costi che io vedessi il film.
Scusa Matteo, scusa R., ma sto film è per D.

Un cancer movie diverso da quasi tutti i cancer movie visti in vita vostra.
Divertente, brillante, mai retorico.
Ma, ovviamente, anche doloroso ed emozionante.
Forse, c'è una parola più semplice per descriverlo:
ed è "vero"

spoiler pericolosi solo dopo ultima immagine

Quando guardi Me and Earl and the Dying Girl (tradotto in italiano con un penalmente perseguibile "Quel fantastico peggior anno della mia vita") la sensazione prevalente che hai è quella di trovarti davanti ad un film vero.
Uno che racconta davvero come andrebbero le cose.

29.10.16

Un progetto che merita: Ajala, M.

ajalaaaaa

Sono molto legato a Castiglion del Lago.
La mia videoteca era là. Cinque anni bellissimi, indimenticabili.
Probabilmente senza videoteca non ci sarebbe stato nemmeno il blog.
Quindi son contento che una ragazza di là, Giorgia (cugina poi di un mio grande amico), sia tra le ideatrici e promotrici di questo progetto.
Progetto molto sentito, che viene da dentro.
Poco posso aggiungere, troverete tutto qua sotto e nel link che metterò.
In realtà le ragazze sono già vicinissime all'obbiettivo del loro crowfounding ma anche se si andasse un pò oltre, tra imprevisti e possibili miglioramenti, sarebbe solo molto meglio.
Se potete, anche solo con 5 euro, pensateci ;)
Semmai subito però, il 31 chiudono.
Potrete essere anche voi tra i nomi che compariranno nei titoli di coda.
Se poi date più avrete anche di meglio ;)



Pazzia, discriminazione, violenza di genere. Questi i temi fondanti del cortometraggio Ajala, M., ideato e scritto da: Rita, Beatrice, Giorgia e Laura, quattro giovani ragazze con la passione per il cinema e la musica. Liberamente ispirato a due brani di Carmen Consoli (Contessa Miseria e Matilde odiava i gatti) il progetto racconta coraggiosamente e a viso aperto una realtà purtroppo ancora molto diffusa, e punta i riflettori sulla situazione femminile e su una società che rifiuta ciò che riconosce come diverso.
Ajala, M. è la storia di una donna vittima di due uomini e dell'ambiente ostile che la circonda. La sua storia è in bilico tra razionale e irrazionale, menzogna e verità. Dopo aver subìto violenza, si scontrerà con il suo passato e il suo presente, reagendo con mezzi inusuali e, forse, privi di logica.
L’idea di realizzare un cortometraggio ispirato a dei brani di Carmen Consoli è nata dopo un suo concerto a Milano nel 2015: avevamo così tanta carica che abbiamo pensato, forse dopo qualche inconscio bicchiere di vino superfluo: perché non realizziamo un film sui suoi personaggi? Così cinematograficamente ben delineati e avvolti di intense emozioni? Ed eccoci qui.  Scegliere di affrontare un simile tema è scaturito, dall’ esigenza di voler dar voce apertamente ad un argomento, come quello della violenza di genere, che purtroppo ancora oggi sotto tace alle cronache quotidiane, affidandoci all’arte come mezzo di espressione.
Per il sostegno economico ci affidiamo al crowdfunding, un metodo ideale per un progetto piccolo come il nostro (sia come budget che come gruppo di lavoro) in quanto oggigiorno è difficile ottenere un finanziamento considerevole da parte delle istituzioni pubbliche o privati; inoltre il crowdfunding è un nuovo metodo di finanziamento collettivo o dal basso, attraverso il quale i progetti con l’aiuto di varie piattaforme o portali online possono raggiungere un loro obiettivo in una determinata durata di tempo. Ogni sostenitore riceverà in cambio una ricompensa prevista in base alla cifra donata.
Le riprese del corto inizieranno il 1 novembre, subito dopo il termine della campagna cf.  e coinvolgeranno artisti e tecnici ben preparati e grintosi.



28.10.16

Il Collezionista, il grande cinema da vedere e portare a casa ( 1 ) : La casa dalle finestre che ridono / Palindromi / The Raid 2


Nuovo rubrica, davvero interessantissima.
Ho pensato di contattare il nostro Revu perchè, oltre ad essere un grande appassionato di cinema e molto competente, è un collezionista di Dvd impressionante.
Ne ha circa 4000.
Non a caso Revu è molto conosciuto nei forum dell'home video.
Siccome recensisce molto bene ed ha questa smodata passione per l'acquisto, ho pensato di fargli consigliare ogni volta tre titoli, tendenzialmente un grande classico uscito in bella edizione, un film distribuito direttamente e solo in home video (insomma, i direct to video, quei film che non hanno avuto vita in sala) e un altro a scelta che vale la pena avere a casa.
Nasce questa rubrica che non necessariamente deve essere vista come un "consigli per gli acquisti" ma anche, e semplicemente, come consigli di visione.
Poi, per chi ama anche possedere i film, ci sono quelle indicazioni tecniche in più date da qualcuno che sa veramente ciò di cui parla

Lascio la parola a lui

Da cinefilo e appassionato incallito dell'home video accomuno le due cose e con questa rubrica spero di darvi dritte e 
possibili acquisti di film spaziando dai classici, per passare ai meno noti, per finire con i direct to video. Oltre al film troverete le caratteristiche 
tecniche di ogni disco e la qualità dello stesso, con la speranza di esservi di aiuto e di farvi scoprire ed andare sul sicuro per chissà, 
crearvi una collezione di pellicole da avere e conservare gelosamente.

LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO

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Stefano (Lino Capolicchio) è un restauratore di dipinti che viene incaricato di restaurare un'opera nella bassa padana. Dopo essersi recato nel luogo vede "cose" alquanto strane e sinistre che lo faranno vacillare se restare o no e lo porteranno a scoprire delle verità che mai si sarebbe immaginato. La Casa Dalle Finestre Che Ridono è la prima incursione nel genere thriller/horror da parte di Pupi Avati, incursione pressoché perfetta, in quanto il film è un esponente straordinario del thriller/horror gotico italiano, ai livelli dei capolavori Argentiani. La pellicola è un'escalation di tensione che man mano sale fine a toccare il culmine nel finale, con una schiera d'attori perfetti nei loro ruoli, in primis il protagonista, Capolicchio, con il suo fare indagatorio e coraggioso misto a stupore che rispecchia a tratti lo stato d'animo dello spettatore. La location padana è stupenda, e resa ancora più bella da come la ritrae Avati, con quelle atmosfere malsane e spettrali che danno un tocco tenebroso all'intera opera. Avati firma una perla di rara bellezza da annoverare come uno dei maggiori risultati di genere nel cinema italiano.

Supporto: DVD
Formato video: 1,85:1 Anamorfico
Formato audio: 1.0 Dolby Digital: Italiano - 5.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano - Inglese
Extra: Trailer

Etichetta: Aelgida

Commento: Il dvd è l'ultima versione rimasterizzata, l'audio e il video sono più che sufficienti, anche se nulla di stratosferico. Gli extra sono praticamente assenti con la sola presenza del trailer. Ad oggi rimane l'unica versione disponibile anche se per la qualità dell'opera ci sarebbe bisogno di ulteriori miglioramenti


PALINDROMI

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Palindromo. Una parola che letta in un verso o nell'altro produce lo stesso significato. Può essere un nome, ma anche le vite di tutti noi perchè, a volte, per quanto ci possiamo sforzare per cambiare, rimaniamo sempre noi, immutati nella mente e nel cuore, nei nostri desideri, nelle nostre idee, proprio come un palindromo. E' questo che Solondz ci vuole trasmettere, in quest'opera densissima di significati, che tocca temi fragili, scomodi e spiazzanti, come l'aborto, la pedofilia, la religione, la razza, l'handicap, la malattia, l'11 Settembre. Ma ciò che di più sconvolge e coinvolge è il modo con il quale lo fa, la forma che sceglie per trasmettere un significato tanto vero quanto durissimo da metabolizzare. Per questo geniale è la scelta di far interpretare il personaggio principale (Aviva, appunto, nome palindromo) a svariate tipologie di persone: grasse, magre, nere, bianche, uomo, donna, ma sempre con il comune denominatore iniziale: il palindromo. Interessantissima anche la lucida e spietata visione dell'America vista da Solondz, tanto buonista superficialmente quanto nefasta al suo interno. Pellicola potentissima e particolare, indipendente fino al midollo, acuta come poche, capace di lasciare lo spettatore inerme a riflettere come, denudati di ogni perbenismo e fronzolo, risulti essere l'uomo e la società.

Supporto: DVD
Formato video: 1,77: 1 Anamorfico
Formato audio: 1.0 Dolby Digital: Originale - 5.1 Dolby Digital: Originale
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer - Galleria fotografica - Note di regia - Il cast e la troupe

Etichetta: Dolmen

Commento: Unica versione Dvd mai uscita in italia del film di Solondz, qualità più che sufficiente sia per il comparto video che audio. Extra scarni con il solo trailer e con note di cast e regia di solo testo


THE RAID 2 - BERANDAL

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Chi conosce The Raid sa di cosa parlo, per chi non lo conosce gli basti sapere che probabilmente con The Raid 2 siamo al cospetto dell'action movie definitivo. Siamo a Jakarta e il film inizia dove finisce il precedente. Il protagonista Rama dovrà infiltrarsi nella mala e sgominarla per proteggere la sua famiglia. Per certi verso superiore al primo capitolo, Gareth Evans supera sè stesso e ci propone un concentrato di azione e arti marziali allo stato puro, senza sosta, senza cedimenti di ritmo, senza sbavature nella sceneggiatura, con un misto di generi che va dall'azione, al poliziesco fino al noir, assemblando un puzzle che lascia storditi nonostante la sua lunghezza (150 minuti!). Coreografato in modo sublime - ad esempio rendendo sempre comprensibile ogni scena di lotta che va a susseguirsi (vero problema e difetto della media degli action movie)- è un film in cui la mascella rimane spalancata e gli occhi sgranati per quanto riesce a catturare e a non dare tregua. E' "un'esperienza" da provare, quasi impossibile rimanerne delusi, amanti o non del genere.

Supporto: Blu-Ray
Formato video: 1,78:1 Anamorfico 1080p
Formato audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Indonesiano - 5.1 Dolby Digital: Italiano Indonesiano - 5.1 DTS: Italiano Indonesiano
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer - Commento audio - Il prossimo capitolo: girando un sequel - Location - Scena tagliata - Intervista - Coreografie

Etichetta: Sound Mirror

Commento: La pellicola nel formato Blue-Ray si presenta eccellente sia nel video dettagliato e con colori avvolgenti che nell'audio performante. Gli extra sono ricchi e soddisfacenti per un'edizione da riferimento del supporto





27.10.16

Recensione: "It's such a Beautiful Day"

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Dei disegni appena abbozzati che si mescolano a immagini vere, a rumori, a musiche e suoni.
Il senso dell'esistenza essiccato, il tutto ridotto all'essenziale.
Bill e la sua malattia, Bill e le sue difficoltà.
Bill e la speranza di svegliarsi un giorno e scoprire che anche per lui, quel giorno, può essere meraviglioso.

La malattia mentale.
La difficoltà di stare al mondo.
La pazzia.
L'incomunicabilità.
La solitudine.
Ma anche la capacità di vedere ogni piccolo dettaglio, vedere "oltre", quella che ti fa scorgere il filo d'erba nel prato o il viso nella folla.

25.10.16

Recensione "Austin Powers - Il Controspione"

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Questo film è il decimo su quindici de "La Promessa 2016"

Un mio guilty pleasure che prima o poi dovevo confessare.
Eppure, ne sono convinto, il trash di Mike Myers è puro talento.
E Austin Powers è un personaggio che, come la giri la giri, resta indimenticabile.

Credo che anche il più raffinato di noi (io poi, raffinato, non lo sono di certo) abbia tra i suoi piaceri cinematografici qualche titolo che con la raffinatezza, la ricercatezza e un certo gusto nulla c'entra.
Potremmo definire questa cosa come Guilty Pleasure, piacere colpevole (e, soprattutto, consapevole.)
Ma credo ne riparleremo, magari con un post ad hoc.
Ecco, io faccio outing.
Amo Austin Powers.

23.10.16

Recensione: "Ogni cosa è illuminata"

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Questo film fa parte della difficilissima Promessa di quest'anno ( 9 su 15)

Un film delizioso.
Nella prima parte c'è la vitalità di Kusturica unita a dei testi quasi tarantiniani.
Una specie di Wes Anderson privo della sua ossessione formale.
Ma è anche un film che sa passare dalla commedia alla tragedia senza perdere mai una delicatezza davvero unica

Difficile non amare Ogni cosa è illuminata.
Quello che lo contraddistingue è un'impressionante delicatezza.
La delicatezza la si può declinare e usare in mille modi diversi e questo film ne è la prova.
Perchè se è vero che nel primo tempo è al servizio di un film divertentissimo e, a tratti, delizioso, nel secondo, invece, quella stessa delicatezza si tramuta in un tatto talmente dolce e tenero da potergli permettere di cambiare completamente scenario, e registro, senza perdere quasi per nulla una leggerezza di fondo davvero rara.

20.10.16

Recensione "Neruda"

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SCRITTI DA VOI (85)  - ROCCO
AL CINEMA (31)

Sono andato a vedere Neruda al cinema.
Con Rocco.
Ho pensato che questo film fosse più nelle sue corde che nelle mie. Questo prima di vederlo, il patto era ante visione.
Ed eccole le corde di Rocco.
In fondo metto due cazzate mie pubblicate su fb.
Buona lettura ;)

Riecheggia la parola ampollosa nelle vuote stanze della borghesia asservita. Solletica, alletta, sollazza palati, ma non crea scandalo, non abbatte tiranni, non rovescia le dittature. Larrain comincia così, parlando della vita sporca di ogni artista; di quella merda sempre emendata dai circoli intellettuali; del creatore sempre e comunque santificato, anche oltre le sue opere. Anche dell'artista connivente, che mangia pane dal tavolo del regime che contesta. 

19.10.16

I 15 Villain (non famosissimi) più indimenticabili del cinema horror recente

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Cattivi, sadici, inumani, ma anche simpatici, assurdi, improponibili.
All'apparenza umani o mostruosamente repellenti.
La figura del villain nell'horror è qualcosa di imprescindibile.
Siamo tutti legati a Jason, a Myers, a Freddy, negli ultimi anni anche all'Enigmista.
Ma, come sempre nelle mie liste, parlare di quello che conoscono tutti non mi piace.
Vediamo allora quali sono, nel cinema recente, i villain più indimenticabili.
Ognuno per un motivo diverso, qualcuno per merito e qualcuno, magari, per demerito.

Ogni titolo porta alla rece

17.10.16

Recensione: "Swiss Army Man"

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Ci sono film bellissimi.
Ci sono film meravigliosi.
Ci sono film brutti.
Ci sono film interessanti.
Ci sono film sbagliati ed altri giusti.
E poi ci sono film come Swiss Army Man.
Film superiori.

16.10.16

Recensione: "F is for Family" - Le Serie tv de Il Buio In Sala (16)

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A due mesi da Utopia mi sono visto ben DUE serie tv.
Una, questa, animata e cortissima.
L'altra (di cui mi mancano in realtà un paio di episodi) un pò più lunga e tremendamente seria.
Intanto diciamo qualcosa sulla prima, una sorta di Happiness di Solondz in formato cartone.

Me ne giro su Netflix con un solo obiettivo, cercare la serie più corta di tutte.
Clicco quelle che a titolo e locandina mi ispirano di più e vedo quante puntate hanno (sempre sperando nella stagione unica).
Mi imbatto in questa serie animata di soli 6 episodi, di 25 minuti l'uno peraltro.
Decido di vederla, in due ore e mezzo si fa fuori.
E mi trovo una serie che mi spiazza abbastanza.

13.10.16

Recensione "Mine" - Al Cinema (30)

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Un film "americano" ma scritto e diretto da due italiani.
Un grande soggetto iniziale sì, ma una prima parte veramente poco convincente.
Poi accade qualcosa di grandioso.
E Mine diventa un'opera talmente profonda ed intensa da far gridare al miracolo.

spoilerucci qua e là, grandi solo dopo l'ultima foto

Di film che ad un certo punto si innalzano improvvisamente ne ho visti tanti.
In realtà ne ho visti molti di più che improvvisamente affondano.
Eppure raramente ricordo film, come questo Mine, capaci di trasformarsi così radicalmente strada facendo. Da "semplice" film, molto basico e per certi versi pure "sbagliato", mi diventa sotto gli occhi un'opere profondissima. E con questa profondità raccontata in un modo pazzesco, quasi nuovo, geniale.

12.10.16

Recensione: "In linea con l'assassino"

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Un thriller che ho rivisto dopo 14 anni e che, inaspettatamente, si è dimostrato superiore ai miei ricordi.
Perfetto in alcuni aspetti (meno in altri) sfrutta secondo me alla grande tutte le nuove paure venute fuori dopo l'11 Settembre (il film è del 2002).
Un'unica strettissima location ma un modo di "raccontare" e una regia per niente claustrofobici.
Certo, credere a tutta la vicenda è dura, ma una volta accettato funziona, eccome.

Ho rivisto Phone Booth (orribile il titolo italiano) perchè ne avevo un discreto ricordo. 
E perchè lo davano in tv.
Ero convinto che quel discreto ricordo si sarebbe tramutato in una sufficiente conferma.
Ed invece, inaspettatamente, questa seconda visione mi ha regalato un film più bello di quello che ricordassi.

9.10.16

Recensione "In the Basement" (Im Keller) - BuioDoc (30)

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Un film nato per dividere.
Seidl e il suo viaggio nelle cantine degli austriaci.
Tra personaggi bizzarri, perversioni e passioni discutibili, un film che racconta, forse, di quella parte nascosta che quasi ogni uomo possiede.
Quella parte che va tenuta lontana da salotti e cucine.
Giù, senza finestre.

Mi approccio per la prima volta ad un regista-culto come Seidl con la fortuna di non saper nulla di lui, posizione apparentemente svantaggiosa ma che io, invece, trovo sempre molto affascinante e, per certi versi, "pura".
In realtà la volta che io e il "simpatico" regista austriaco ci siamo trovati più vicini è stato con quel gran bel film che è Goodnight Mommy (qui) visto che, alla regia, c'era la moglie di Seidl, Veronika Franz.

6.10.16

Recensione: "Il Lago Nero 3" - la storia di un film maledetto


Mi è successa una cosa simile a quella che racconta quel pòpò di capolavoro che è Cigarette Burns di Carpenter (rece qui)
Quel mediometraggio raccontava infatti di un collezionista di opere introvabili che andava alla ricerca di un film maledetto, La Fin Absolue du Monde, un film proiettato una sola volta ad un festival horror e poi, dicono, distrutto perchè chiunque l'avesse visto era impazzito.
Da anni nell'Underground delle peggiori videoteche di caracas italiane (licenza poetica) si parlava di un film anch'esso maledetto, tale Il Lago Nero 3.
Nessuno sapeva se quel 3 indicasse dei possibili capostipiti, ancora più persi, semmai, nella leggenda.
Si dicono tante cose su quel film.
Si dice che il suo regista, Trapano Nencioni, si sia suicidato mangiando 4 kg di ribollita appena ultimatone il montaggio.
Si dice poi che sia rinato come una fenice con il nome di Alessio Nencioni ed abbia girato quell'indimenticabile cult del blog che è diventato Possessione Demoniaca (qui).
Si dice che alcuni attori all'ultimo momento abbiano dato forfait perchè una chiromante, dopo aver mangiato ribollita, disse loro che durante le riprese sarebbe successe cose terribili, inimmaginabili.
Si dice che quegli stessi attori, tra cui c'era l'unica ragazza del cast (topa o non topa non si sa) siano poi stati sostituiti dagli stessi membri della troupe. Ma che la profezia fosse giusta, le cose terribili ed inimmaginabili successero veramente.
Si dice che il film avesse dentro scene contro gli animali peggiori del Cannibal Holocaust del Deodato. Si dice che ad un Istrice fosse stato persino proibito di cacare.
Si dice che ci siano scene in cui il perverso villain del film eiaculi come un cavallo sopra una Bibbia.
Si dice che erano talmente poveri i mezzi di ripresa utilizzati da trovarsi davanti quelle telecamerine dove in basso a destra rimane visualizzata data e orario.
E che quindi una camminata del 30 Aprile potesse finire il 14 Maggio.
Si dice che siano presenti al suo interno scene raccapriccianti di violenza e perversione. Sperma, sangue, feci, uomini nudi, gente che lecca gli alberi, altri in cerca di peli pubici.
Si dice che nessun film venuto in seguito possa vantare la stessa perversione presente ne Il Lago Nero 3.
Si dice che i pochissimi che l'hanno visto siano diventati pazzi tanta è la psichedelia presente nel film. Si dice che alcuni si siano uccisi nella stessa saletta di proiezione ed altri, invece, si siano mangiati 4 kg di ribollita. Tra essi, come sopracitato, lo stesso regista, che ne morì.
Si dice che la qualità della fotografia fosse talmente bassa e sporca da causare cecità in alcuni spettatori (due). Spettatori poi costretti, quindi, a mangiarsi la ribollita a tentoni.
Si dice che la ferocia, cattiveria e pazzia dell'assassino fosse reale. Un vero serial killer. Si dice che facesse veramente pompini all'uva alle sue vittime o elargisse sperma ovunque. Lo Sperminatore di Anime lo chiamavano, incubo delle colline tosco-toscane.
Si dice che dentro questo maledetto film avessero inserito in modo arbitrario sequenze di Atto di Forza e de Il Pasto Nudo. Sequenze disturbanti come poche su neonati che giudicavano il film da dentro la pancia (giudizio di pancia)

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"Ho dato 4 stellette al film"
 Immagini tratte da Il Lago nero 3
tratte da Atto di Forza

 e uomini che discutono di culi parlanti in auto.
Si dice che l'unica copia di questo film infernale, come La Fin Absolue du Monde, sia stata distrutta la notte stessa della proiezione. 
E invece no.
E invece quell'unica copia era nella mia cassetta delle lettere.
E io l'ho visto.
Quello che ho visto è un segreto che voglio tenere con me, sarebbe devastante se ne parlassi al mondo.
Vi ho voluto bene.
I 4 kg di ribollita sono quasi pronti.
Zuppiera di ceramica.


Vi ho persi tutti

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Non so cosa possa entrarci il furto del vecchio pc e l'acquisto di questo nuovo con quello che è successo ma, con mia grande sorpresa, rabbia e specialmente disperazione oggi ho visto che

NON ESISTE PIU' LA MIA BLOGROLL

decine e decine di blog amici accumulati negli anni, il modo migliore che c'era sia per me che per i lettori di andare a leggere altrove, beh, 

TUTTO SCOMPARSO

Mi ci erano voluti 7 anni ad avere tutti quegli amici segnalati. Quindi adesso vi chiedo di contattarmi voi, privatamente o qua in questo post

insomma

CHIUNQUE HA UN BLOG OD UN SITO ED HA PIACERE AD ESSERE PRESENTE NELLA BLOGROLL MI FACCIA UN FISCHIO!

piano piano, magari, alcuni ne aggiungerò anche io da solo ma, per non fare torto a nessuno, se me lo dite di vostra sponte è meglio...

5.10.16

Due al prezzo di uno: recensioni "Moonwalkers" e "Hell and Back"

Il primo è una commedia da spararsi tipo adesso su un presunto contatto tra il Governo Americano e Kubrick per girare l'Allunaggio. Sì, ma per una coincidenza a Kubrick non si arriverà mai e le riprese saranno affidate ad un regista obeso hippie.
Un Be Kind Rewind che si mischia con la Storia, ancora più brillante.
L'altro un cartone in stop motion che all'inizio mi pareva bellissimo ma che poi è talmente tanto scurrile, sboccato ed irriverente da farti rischiare di tramutare le iniziali risate in un sottile fastidio o indifferenza.

Moonwalkers

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Sulla presunta regia del -a quel punto- finto allunaggio da parte di Kubrick se ne legge da sempre.
Ed anche il cinema aveva fatto suo il ghiotto argomento. Penso a Room 237 (il doc su Shining) o ad un altro documentario di cui non ricordo il titolo che è, probabilmente -come mi scrisse il lettore che me ne parlò- il più grande mockumentary della storia, almeno per come riuscì per anni, ed ancora adesso, a spacciarsi per vero.
Ma che ne sappia il cinema "narrativo" tout court non si era mai occupato dell'argomento.
Lo fa questo divertentissimo Moonwlakers, un titolo che ha dentro tutte le possibilità per diventare un assoluto cult.
Intanto il soggetto, semplice e geniale. Gli Stati Uniti temono che l'Apollo 11 non raggiunga la Luna. E allora, per pararsi il culo nel caso accada questa nefasta eventualità, contatta l'agente di Kubrick per fargli girare delle scene sull'allunaggio. Se l'Apollo 11 non arriva a destinazione trasmetteranno quelle. Qualcosa insomma va trasmesso perchè anche i Russi stanno per raggiungere la Luna, bisogna anticiparli.
Il problema è che quel giorno al posto dell'agente di Kubrick (un personaggio, come tanti altri, dannatamente divertente) c'è suo cugino, il manager di una squinternata bandaccia musicale che non riempe manco le sagre del pudding. Il ragazzo ne approfitta ed affida il ruolo di Kubrick al suo amico strafattone. Ne succederanno di ogni.
Poi a funzionare alla grande sono i personaggi. 
Quello di Ron Perlman, specie grazie all'interpretazione di questo grande attore, è davvero notevole. Quando è vestito in abiti femminili, dopo aver massacrato un gruppo di omosessuali, è strepitoso.
Anche se il suo trauma post Vietnam, che lo porta a vedere zombie "Charlie" dapertutto, è un aspetto che se all'inizio sembra azzeccatissimo si rivela poi espediente quasi del tutto inutile. 

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Ci sono poi il capo dell'Esercito Americano, il sopracitato agente di Kubrick, l'amico fattone e, soprattutto, il regista grassone hippie al quale, una volta capita la truffa-Kubrick, verranno affidate le riprese dell'allunaggio al posto suo. Personaggio devastantemente riuscito, lui e il suo film in bianco e nero ("Rimbalzi"), lui e la sua promiscuità sessuale, il suo egocentrismo e menefreghismo. 
Moonwalkers è una commedia must-see, una specie di Be kind rewind esponenziale (perchè se già bisognava "maroccare" l'allunaggio, adesso bisogna fare il maroccamento (regista scarso) del maroccamento (Kubrick) che mischia momenti divertentissimi, altri trash, altri psichedelici (le droghe abbondano) inframmezzati in una mezza spy story criminale e sanguinaria (e due tre momenti pulp non mancano).
Il cazzotto all'Uomo Blu e il disastro che sarà la scena dell'allunaggio rimangono i momenti forse più alti, insieme a quasi tutti quelli con dentro il regista obeso.
Forse qualche calo di ritmo, forse qualche spunto geniale iniziale che poi si annacqua ma, insomma, tanta bella roba.
E quel finale è davvero splendido, quasi paradossale. Nel film che più di tutti giocava col falso allunaggio si scopre poi che, invece, quel grande passo per l'umanità, l'avevano fatto davvero.

Hell and Back

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Lo trovo per caso su Netflix.
Inizio a vederlo e sono letteralmente rapito.
Ottima stop motion, bellissimi i tratti dei personaggi, grande location iniziale (un Luna Park buio e dismesso, gotico da morire, straordinario), un paio di battute folgoranti e poi, addirittura, mi sparano un "cazzo" e "fica".
Che si vuole di più?
Poi si finisce nell'Inferno e i demoni son bellissimi, e l'idea di come rappresentare le anime straordinaria (delle specie di ectoplasmi tutti uguali, fluorescenti). E le sevizie, fisiche, sessuali (anche esplicite) e psicologiche (e qui c'è uno dei personaggi più belli, il demone che si diverte a dare piccoli dispiaceri alle anime -ad esempio promettendo pizze che non ci sono- finendo sempre con un "Benvenuto all'Inferno".)
Insomma, funziona dannatamente (in tutti i sensi) tutto.

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Sì, ma poi le parolacce continuano a ripetersi troppo spesso, la volgarità diventa talmente alta e frequente che perde la sua forza dissacrante, l'intreccio è labilissimo, la storia di Orfeo (grande trovata iniziale però) serve solo per metter dentro un altro personaggio a cui piace la fregna. Insomma, quello che mi si stava parando davanti come un cartone sconosciuto che avrei consigliato agli urbi e agli orbi si rivela poi un'opera che solo inizialmente pareva autoriale (alla South park per intendersi, scurrile ma "potente") mentre più si va avanti più si rivela come qualcosa che sembra realizzato da dei "bambini" che vogliono divertirsi.
Prese una ad una le situazioni e le battute farebbero ridere di brutto noi maschiacci ma tutte insieme iniziano a stufare anche il più salace di noi.
Orfeo pittore che si vanta dicendo "Già quando sono nato mi sono girato ed ho dipinto la fica di mia madre", che canta una canzone di "quando quell'albero me l'ha messo nel culo" (la sua vicenda ricorda molto Evil Dead), omosessualità e sesso orale citati ogni piè sospinto, angeli da chiavare, donne grasse demoni da trombare, vecchie chiromanti brave con la bocca.
Ma peccato, perchè le scene notevoli sono comunque tante, i demoni fanno pisciare addosso, Il Diavolo è un grande. E le location funzionano.
Insomma, un cartone che ha una cultaggine di 10 punti su 10 ma che commette il grave errore di cacare fuori dal vaso, quel vaso che gli avrebbe permesso di essere, veramente, qualcosa di notevole.


4.10.16

Comunicazione (niente) affatto importante

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Domenica mattina.
Mi fermo davanti ad un negozio.
La macchina è praticamente davanti la vetrina.
Scendo, entro nel negozio e dopo 3 minuti esco.
Nel sedile del passeggero non c'è più il portatile (dentro la sua valigetta).
3 minuti
Con Josè, il mio cane, in macchina.
Le Madonne partono manco fosse una gara di 100 metri stile libero.
Come ho scritto poco dopo su facebook auguro al figlio di troia che me l'ha rubato di vedersi bei film.
Anche se credo non abbia il cervello per un Moccia, figuriamoci Magic Magic e roba simile.
Gli auguro di morire serenamente.
Ma presto.
Perchè questo post? per 3 motivi

1 giustificare (ma perchè??) i 4 giorni di silenzio

2 dire a tutti quelli che mi hanno mandato film che adesso non ho più niente. Se vi ricordate cosa mi avete mandato rimandatemelo per favore

3 per rispondere a tutti i commenti senza saltarne uno ho un metodo. Salvo tutte le pagine e poi finchè non rispondo non le chiudo. Insomma, ho ovviamente perso quelle pagine. Ho cercato di recuperare parecchi commenti, ma di sicuro ne mancano altri (Edo sui libri ad esempio).
 Insomma, se per una volta non rispondo è questo il motivo

e adesso vaffanculo, si riparte