6.12.16

Recensione: "Sully"

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AL CINEMA (36)

Un film praticamente perfetto.
Il "Miracolo sull' Hudson" è raccontato da Eastwood come meglio non poteva esser fatto probabilmente.
La sensazione, però, è che questo film sia una cosa grande ma non grandissima a causa di una coperta troppo corta, di un materiale troppo esiguo che, tra ripetizioni e salti mortali, fa di tutto per arrivare alla durata minima.
In ogni caso, con quel che si aveva, impossibile far meglio.

E' strano che un amante del cinema come me abbia questo rapporto con Eastwood.
Questo Sully è solo il suo quinto film che vedo in una filmografia che si conta a decine.
Era dal 2008, da quel portentoso film che fu Gran Torino, che non mi incrociavo con lui.
E mica lo so perchè. Ho amato moltissimo tutti i suoi film che ho visto. Ma ogni volta, ad ogni suo nuovo film, la voglia di correre in sala non ce l'ho mai avuta. Forse perchè quello di Eastwood è un cinema troppo classico per me, poco accattivante. Ho sempre la convinzione (inconscia, sto cercando solo adesso i motivi) che difficilmente sarò sorpreso da un suo film.
Sì, però poi gli piazzo 8 e 9 ogni volta ;)

E niente, lo ammetto, avrei saltato anche questo Sully.
Ma per una volta, incredibile, il tam tam positivo che mi è arrivato all'orecchio mi ha spinto a partire. Senza quel tam tam non sarei mai andato.
E quel tam tam aveva ragione.

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Vedete, io ho una teoria (ne ho tante ma questa è una).
Ci sono film perfetti che non necessariamente sono capolavori.
Ecco, Sully è uno di questi, ovvero un film pressochè perfetto, non migliorabile, quasi inattaccabile.
Con l'unico difetto di non avere proprio le basi e la possibilità per essere, a mio modo di vedere, migliore di quello che è.
E' un film che raggiunge il suo massimo sì, ma il suo massimo non è il massimo che possono raggiungere altri film, per capirsi.
E la motivazione principale, secondo me, è nel problema della coperta troppo corta.
Eastwood prende quella che alla fine, per il cinema, è una "piccola" vicenda. 
In fin dei conti questo è il racconto di 3 minuti e mezza di Storia.
E un pò si vede. La durata è quella minima possibile (un'ora e mezza) e il film è costretto a ripetersi di continuo. 
I 3 incubi di Sully, i flash back, la ricostruzione di quei pochi minuti di volo vista almeno 3 volte, dialoghi simili tra loro.
Eastwood aveva una coperta troppo corta e fa dei salti mortali per metterci un film sopra.
E ci riesce, alla grande, ma la sensazione di qualcosa dilatato fino al massimo limite possibile rimane.

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Sully, lo sapete tutti, racconta dell'incredibile, miracoloso, mai visto prima, ammaraggio perfetto che un aereo di linea americano dovette fare nel fiume Hudson a New York.
Una vicenda recentissima (2009) che qui in Italia non ha avuto moltissimo risalto mentre negli Stati Uniti ha fatto in qualche modo la storia.
Uno di quei biopic che non è un vero biopic, di quelli che piacciono anche a me.
Perchè non raccontano (soltanto) una vita ma un dato fatto di cronaca, un tempo circoscritto, una parentesi.
Un pò l'operazione del formidabile Foxcatcher per intendersi.
Non sappiamo quasi nulla della vita precedente del Comandante Chesley Sullenberger (che buffo, il suo nome di battesimo nel film non si saprà praticamente mai), ma sappiamo quello che fece quel 15 Gennaio 2009.
E quello che fece fu una cosa mai vista prima.
Un miracolo, lo definirono gli americani.
Già, un miracolo che portò, però, anche tantissimi guai.
Sully è la splendida storia di un uomo retto, professionale ed integerrimo.
La storia di un uomo talmente retto, professionale ed integerrimo che malgrado avesse salvato la vita di 155 persone era devastato dai sensi di colpa per l'aver rischiato di farle morire.
Eppure, e lo dice sin dall'inizio, lui era sicuro che l'ammaraggio fosse l'unica soluzione possibile, quindi perchè questi sensi di colpa?
Il motivo principale è la gigantesca portata di quello che è accaduto.
Sully sa benissimo che, anche se l'ammaraggio era la miglior soluzione, la tragedia non solo era possibile, ma probabile. E rivive continuamente quei momenti, immagina l'aereo schiantarsi, le persone morire (e, siamo a New York, fate un pò voi l'accostamento New York-aerei...).
Più che sensi di colpa possiamo quindi parlare di un terribile "Se" , un "Se" che non ti lascia più.
Se non bastasse Sully viene indagato. La Commissione è convinta che avrebbe potuto tornare in Aeroporto, o andare in un altro.
Sully è sicuro che questo non fosse stato possibile ma le prove contro di lui sembrano schiaccianti.
Parte così un Court Movie che si affianca all'altro film, a quello che racconta l'incredibile vicenda di quel volo.

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Eastwood non sbaglia niente. Non sbaglia interpreti (grande Hanks. E che bello poi rivederlo correre, lui che per la corsa sarà sempre ricordato), non sbaglia stile, non sbaglia montaggio.
Il suo solito cinema rigoroso, granitico.
Un cinema, in questo caso, che somiglia tanto alla persona che racconta, a Sully.
Ci sono delle sequenze aeree strepitose, forse nei flash back ancora più belle.
L'incidente, l'ammaraggio, è tecnicamente superbo.
E le sequenze dell'evacuazione e dei soccorsi notevoli.
 Ma Sully è un film a tratti anche molto emozionante. Ma è un'emozione purissima, non costruita a tavolino. L'emozione che scaturisce, io credo, da un sentimento molto umano, che è quello, nonostante tutto, di amore per la nostra specie. Quello che emoziona in Sully è vedere quelle persone salvate, immaginare quello che hanno passato, immedesimarsi, rendersi conto di cosa significa essere ancora vivi.
E il fatto che sia un fatto vero, terribilmente vero, rende tutto ancora più potente.
Accanto a tutto questo, però, sembra ancora più potente la figura di Sullenberger.
Persona schiva, non troppo amicona, folle amante del volo e del proprio lavoro.
Uno che ha compiuto un'impresa mai vista prima ma che non riesce un singolo minuto a goderne.
Un pò per le accuse di cui sopra, un pò per gli incubi che scaturiscono dai "Se" di cui sopra, un pò per carattere, un pò perchè, secondo lui, quello che è successo è stato solo un fare al meglio il proprio lavoro.
Lavoro poi affiancato ed esaltato da tutti gli altri, copilota, hostess e tutti i soccorritori che, in questo campo, fanno di New York una città unica al mondo.
Ma le accuse restano, e sono anche supportate da delle prove, delle simulazioni.

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Ed è così che in un film di frasi potentissime ce ne sono alcune emblematiche.

"E allora perchè l'avresti fatto?"

dice la moglie a Sully

Già, alla fine è così semplice no? perchè avrebbe dovuto farlo se non fosse stata l'unica soluzione possibile? perchè fare una cosa così "nuova" ed impossibile se erano possibili e disponibili le soluzioni standard e più facili?
Eppure questo non basta a Sully, ci deve essere qualcos'altro per difendermi, per farmi valere.
E quel qualcos'altro è qualcosa che i robot e le simulazioni non conoscono.
E' l'uomo.

"Voi state cercando l'errore umano. E allora fateli umani"

è la straordinaria frase che dice Sully al processo.
Fateli umani.
Riferito ai piloti delle simulazioni.
E quel "fateli umani" è voler far capire che in una situazione del genere non possono contare solo freddi calcoli e distanze ma dentro ci va messo anche l'uomo, i suoi pensieri, le sue paure, i suoi calcoli, il suo coraggio e la sua professionalità.
E tutto questo non può stare dentro 0 secondi.
Ne servono almeno 35.
Sembrano pochissimi ma sono quelli che bastano per passare da un atto sciagurato ad un miracolo.
35 secondi per salvare 155 persone
Sembrano freddi numeri.
E invece, pensateci un attimo, quanta vita c'è dentro

41 commenti:

  1. l'ho visto nel weekend e mi è piaciuto
    avevo parecchia sonnolenza, e non mi sono addormentata...
    un grosso successo per me stessa!

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    1. Ahah, grande

      non mi ricordo quale era il film dell'altra volta che volevi andare a vedere da sola

      chissà se sei andata ;)

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  2. Credo che più o meno abbiamo lo stesso rapporto col vecchio Clint. Film sempre tecnicamente perfetti, ma io li trovo sempre un po' troppo freddi, con molta passione per la tecnica ma poca passione di quella folle. Quasi in antitesi con quello che avviene nel film, da quel che leggo, in cui il pilota abbandona il protocollo per una mossa azzardata, che si rivelerà poi straordinaria.

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    1. Che poi, a pensarci, io mi sono emozionato con tutti i suoi film.
      Forse quel che mi blocca è sapere che mi troverò davanti sempre qualcosa con costruzione e dinamiche molto classiche

      sì, ottima la tua osservazione
      però, come ho scritto in rece, in realtà il personaggio di Sully, mossa a parte, è identico al cinema di Eastwood, rigoroso, sobrio, retto, serio e ineccepibile

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  3. Bella riflessione per un gran bel film. Clint, del resto, ha le palle quadrate.
    Ad ogni modo, recupera la sua filmografia. Secondo me ti sei perso qualche nove. ;)

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    1. Ahah, assolutamente

      diciamo almeno almeno un paio ;)

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  4. Mi fanno piacere questa recensione e i commenti, perchè quando scrivo di Eastwood temo sempre di non essere imparziale nel giudizio... che ci posso fare se i suoi film mi piacciono tutti? :) e anche quando, come dici giustamente, non ci troviamo di fronte a capolavori come "gran torino", avercene di film "medi" fatti così!

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    1. Ma sticazzi, anche se non trovassi conferme vai avanti per la tua strada, ognuno ha il suo cinema e il suo regista

      e sì, Eastwood è proprio il tuo cinema

      direi che siamo oltre il medio ;)

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  5. A me invece Eastwood emoziona spesso, ma questa volta l'ho trovato troppo freddo. Sarà l'Hudson?
    La domanda (scema)è: cosa mi ha detto, cosa mi ha dato, di diverso da un servizio di Porta a porta? Tanta tecnica, un Hanks finalmente in parte, poco altro.

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    1. Sarà l'Hudson a gennaio dici?

      forse, per riprendere il film, se la cosa fosse successa a Luglio l'avresti trovato meno freddo ;)

      non sono d'accordo amico, nel senso che di televisivo o semplice cronaca c'ho visto pochissimo

      ma ti capisco ;)

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  6. beh, vederlo al tff con il comandante Sully in persona a pochi passi da noi e il video messaggio di Clint ... impagabile! (giusto per farti venire un po' di sana invidia ... e costringerti ad organizzarti per il prossimo anno!!! :)
    e a quel "155" ... lucciconi ... ma di quelli veri!
    grande misuratissimo Eastwood.

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  7. Parli con uno che ha il poster di Clint sopra il letto e che, a ogni risveglio, vede il suo faccione che lo guarda di sbieco XD morale: recupera la sua filmografia.
    A me questo film però, pur essendo piaciuto, come hai ben letto non ha detto eccessivamente...

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    1. Mi sei comparso proprio quando ho risposto ad Elena ;)

      sì sì, lo so. Degli ultimi specie Hereafter e Changeling sono quelli, tra i mancanti, che vorrei più vedere

      sì, ricordo il tuo post tiepidino su fb ;)

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  8. Dico la mia anche se probabilmente non fregherà a nessuno....
    Ben venga il cinema perfetto, granitico, ineccepibile come quello di Clint.
    E' un gigante che è tale perchè è stato sulle spalle di giganti e da loro ha imparato l'arte ormai forse perduta del cinema d'altri tempi.
    Sinceramente sono stufo di giovani registi che cercano il twist imprevedibile o tecniche cinematografiche nuove per dare un motivo di esistenza a opere mediocri.
    Un affresco di Raffaello è perfetto ed in quanto tale noioso? beh continuerò a difenderne la bellezza con chi mi propina quattro croste senza senso di Pollock dicendomi che sono "originali".
    Non tutti i film di Clint sono opere d'arte, concordo, ma il livello della sua più grande "cilecca" è per molti altri inarrivabile.

    Giusto perchè in fondo in fondo non si vive di soli thriller, fantascienza, azione (e detto da me sembrerà strano) ammetto il mio lato di micione dicendo che "Madison County" è per me la storia d'amore più bella mai mostrata al cinema per la contemporanea potenza dirompente e delicatezza; con una Meryl Streep immensa ed un Clint che è l'archetipo di mascolinità dal quale ogni uomo dovrebbe trarre ispirazione.

    Si, forse il difetto che tutti potrebbero contestare a Clint è che i suoi film sono intrisi di archetipi, di personaggi che in qualcosa sono "totali" e questo spesso fa insorgere dei complessi nel comune mortale.

    Spesso dopo la visione di un suo film ci si fa un esame di coscienza che porta a sentirsi piccoli e pieni di dubbi e domande: ma io cosa avrei fatto in una situazione del genere?

    - Vendetta: Gli spietati
    - Amore e tradimento: Madison County
    - Sacrificio e amicizia: Gran Torino
    - Empatia: Million dollar Baby
    - Onore e senso del dovere: Space cowboys
    - Dubbio e ira: Mystic river

    Fermatemi....

    Ecco Clint parla di Eroi mitologici tra la gente comune. Tante volte questo stona con la attuale visione dell'uomo alla quale purtroppo ci siamo abituati.

    Mandi Mandi

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  9. Bellissimo commento Giovanni Rui. Per una volta migliore a mio modesto avviso della rece pur bella davvero di Giuseppe.

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  10. "Dico la mia anche se probabilmente non fregherà a nessuno...."

    la prossima volta che fai un incipit così smetto di scrivere anche io. Qui ogni commento è interessante, figuriamoci i tuoi...

    Come dice Paolo commento molto più interessante della recensione. Anche perchè il tuo è un excursus

    allora

    Ho visto 5 Eastwood. Al peggiore credo darei 8. Quindi, senza che nemmeno io lo voglia, posso dire che "oggettivamente" è tra i miei registi preferiti.
    Il fatto è che di solito i suoi soggetti e il suo tipo di cinema non mi fa correre in sala.
    Quindi, andando al to discorso, direi che ben vengano mostri di cinema come Eastwood, ben vengano i generi, ben vengano gli sperimentatori, ben vengano tutti.
    Il problema non è l'offerta, il problema, semmai, è il giudizio.
    E certo, se uno mi dice che è attirato più dai film "strani" che da Eastwood (come me) secondo me niente di male, ma se poi uno mi dice che quei film strani sono superiori ai film di Eastwood, ecco, lì parte la discussione.
    Io non leggo critica ufficiale.
    Ma l'altro ieri mi hanno mandato il link della rece di un famosissimo recensore, tale (per me) Fofi.

    Per tre quarti della rece ha attaccato Eastwood in maniera assurda arrivando persino a dire che secondo lui in tutta la sua filmografia si salvano solo due film.
    Poi, nelle ultime 10 righe, scrive due cazzate su Sully.
    E, ripeto, era la recensione del film.
    Capisci quindi che non è un problema di offerta, esiste il cinema granitico e quello sperimentale e cazzone, ma di giudizi che non stanno nè in cielo nè in terra.
    Io la critica militante la odio.

    Per il resto, quello che dici su Madison, quello che dici sui personaggi di Cint e l'analisi tematica che fai di quei film, chapeau, e basta.

    Riassumendo un regista gigante che ha imparato dai giganti del cinema e che ama raccontare giganti

    alla fine in un regista così granitico ed ancorato alla realtà usiamo metafore legate al mito e alla fantasia

    quando i giganti moriranno sarà un mondo diverso

    e ne sono rimasti pochissimi

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    Risposte
    1. Ciao Giusè.
      Io sono d accordo con te, non mi capire male.... Ben vengano gli sperimentatori ed i giovani registi cazzuti pieni di idee. Io sono contro l'originalitá a tutti i costi a discapito del contenuto. Sono contro l'invasettatura del vuoto. Perciò che la forma sia classica alla Clint o visionaria alla Gilliam o sperimentazione alla Von Trier l'importante per me che ci sia un valido contenuto. Ciò che noto è che tanti stroncano i classici senza conoscerli e promuovono solo ciò che è nuovo a prescindere che sia di qualità o meno.

      Io grazie a te ho scoperto il cinema coreano contemporaneo e di questo ti ringrazio: un fulgido esempio che si può fare bene anche ora... Ma servono i contenuti :-)

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    2. Assolutamente.
      Ma questa importanza del contenuto è conditio sine qua non dei grandi film.
      E dei grandissimi.
      Perchè er quanto mi riguarda si può anche fare dell'ottimo cinema di genere senza contenuto.
      Ma, ovviamente, quei film potranno al massimo essere dei riusciti, divertenti o interessanti buoni film d genere, nulla più

      Il cinema coreano, a conoscerl tutta, forse è veramente il top

      sono molto contento ;)

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  11. Grazie mille Paolo.
    Non credo di meritarmi un complimento così lusinghiero visto che le recensioni di Giuseppe sono delle perle... Comunque grazie!

    Credo si sia capito che per Clint nutro un particolare affetto.... Del resto ricollegandomi ad un vecchio post de il buio in sala ho definito Eastwood come il mio regista di "pancia".

    Un'ulteriore riflessione personale: forse il mondo ha bisogno di eroi ora come non mai..... Ce ne sono in realtà ma i media preferiscono ormai parlare di altro diffondendo il più delle volte il messaggio che mediocre è bello. Invece di alzare l'asticella è un continuo gioco del limbo al ribasso tra chiattume e volgarità.

    IL cinema di Clint non è mai volgare, anche nel caso in cui il lessico dei suoi personaggi lo sia.

    E per finire credo che lui come persona non consideri i suoi spettatori alla stregua di cerebrolesi a cui propinare immondizia. Questo per un amante del cinema è gratificante.

    Mandi Mandi

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  12. Bella recensione come sempre e altrettanti bei commenti.

    Post Hereafter scrissi un'introduzione che dimostra il mio amore sconfinato per Clint che ti riporto qui:

    "Parlare ancora una volta, di un regista che in ogni dove e in ogni modo ci ha fatto, ci fà e ci farà emozionare è sempre un grandissimo piacere. Un regista (solo per dirne una) che negl'ultimi 4 anni ci ha regalato 6 pellicole (Lettere Da Iwo Jima, Flags of Our Fathers, Changeling, Gran Torino, Invictus, Hereafter) una più bella dell'altra, e lo fà sempre con l'entusiasmo di un bambino e con la capacità e la saggezza, la profondità e il vigore di un veterano, quindi non può essere che motivo di interesse e d'attesa ogni volta che andiamo in sala o che ci sediamo comodamente nella poltrona di casa. L'Interesse e la voglia di gustare sempre del grande cinema, e la meravigliosità di quest'uomo è che è arrivato a raggiungere un punto della sua carriera che credo chiunque che fà il suo mestiere gli invidia, ovvero: fare quello che vuole, come vuole e quando vuole, essere indipendenti sia come mezzi che come idee, e la cosa più bella è che sempre riscuote il consenso del pubblico e l'amore degli spettatori. Questo è Clint Eastwood, questo è un mito che è entrato a far parte di noi e non ci lascerà mai.
    Grazie, Clint."

    Come si evince Clint Eastwood è uno dei miei registi/attori preferiti, perché da decenni sia davanti che dietro la mdp ha saputo regalare e dispensare personaggi e situazioni che sono diventate leggende, immortali. Dietro la mdp soprattutto è l'icona del classico, le sue opere si basano e vanno soprattutto per sottrazione, senza retorica, ma con tanta sincerità.

    Detto questo capisco chi gli preferisce altro, sono gusti, ma è oggettivo che stiamo parlando di uno dei massimi autori cinematografici, partendo da questo punto e prospettiva si può iniziare a discutere di tutto, poi come disse lui: "Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le proprie." ;)

    Venendo al film in questione, Sully si colloca alla perfezione nell'ultimo periodo delle opere di Clint, che racconta di eroi e uomini che hanno fatto la storia (Invictus, J.Edgar, American Sniper). Sully è una pellicola sicuramente che rispecchia il cinema che ho sopra citato, classico (anche se qui i salti temporali fanno cambiare la prospettiva come mai era capitato con Clint), senza retorica, retto, senza sbavature, con momenti intensi, dialoghi potenti e interpretazioni impeccabili. Anche se personalmente non lo esalto come molti in giro hanno fatto, è una buonissima opera ma che non ha il respiro così grande da essere un capolavoro. Sul genere mi piacque di più Flight di Zemeckis con Denzel Wasinghton.

    Voto: 7,5

    P.S. Ho visto l'intera filmografia di zio Clint e mi duole il cuore Giuseppe nel sapere che di suoi ne hai visti solo 5 :P ti potrei dire come hanno fatto già in molti di recuperare l'intera filmografia, ma se ti conosco non credo tu lo faccia, correggimi se sbaglio. Allora provo a dirti gli irrinunciabili (da regista), ma sono cmq tanti:
    Gunny
    Gli Spietati
    Un Mondo Perfetto
    I Ponti Di Madison County
    Mystic River
    Million Dollar Baby
    Lettere Da Iwo Jima
    Flags Of Our Fathers
    Changeling

    Mi fermo avendo capito che Gran Torino lo hai visto, non so gli altri 4, ma sarebbe tutto da recuperare.

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    Risposte
    1. ormai in questo post ci sono già 3,4 lettere d'amore a Eastwood tutte bellissime ;)

      non ho visto Hereafter ma tanto il tuo discorso era perlopiù generale e lo condivido

      ma infatti io non discuto affatto chi preferisce ad Eastwood altri film (anzi, io stesso, come dicevo, sono più portato verso altri) ma dovrebbe essere innegabile per tutti quanto i film di Clint siano grandi e quanto lui sia un mostro di questa nostra arte.
      Per questo recensioni come quella di Fofi fanno gelare il sangue...

      d'accordissimo con la tua mini rece di Sully

      e anche il voto sarebbe lo stesso anche se dalla mie recensioni magari pare sempre qualcosa in più

      direi che è un 9 come risultato sul materiale a disposizione ma un 7.5 totale, a me è parso che tiri la cinghia, e non poso

      ho visto

      gran torino
      debito di sangue (minore)
      million dollar baby
      mystic river
      sully

      a parte debito di sangue e sully che gli sta appena dietro siamo dall'8 al 9 per gli altri 3

      il cinema di guerra non mi attira mai, qui sopra ce ne sono 3

      changeling, invece, è ncredibile non l'abbia mai visto, anche nei 5 anni in videoteca ho preso in mano il dvd 200 volte senza trovare mai la sera giusta

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    2. Si il mio discorso era assolutamente in generale.

      La recensione di Fofi non l'ho letta e a questo punto nemmeno lo farò, lo leggo di rado ma che abbia scritto una cosa del genere su Clint è irriguardoso e ridicolo, mi sono sempre chiesto come certi giornalisti specializzati possono fare il loro lavoro credendo di avere sempre la ragione in tasca.

      Per Clint puoi fare lo strappo alla regola con i film di guerra, sono straordinari, cmq allora da recuperare tassativamente Gli Spietati, Un Mondo Perfetto, I Ponti Di Madison County e Changeling ;)

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    3. No, ma Fofi è buono ed obbiettivo eh, dice che sono addirittura due i film di Eastwood da salvare nella sua intera filmografia ;)

      insomma, mi hai confermato che sono da recuperare tutti quelli che hai scritto, ahah, gli stessi ;)

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  13. È proprio vero, tutto funziona alla perfezione in questo film eppure manca qualcosa.
    Secondo me però non si tratta di coperta troppo corta, ma di scarsa profondità. I "se" di Sully non mi sembrano credibili, vengono spazzati via con una risata quando l'inchiesta si conclude a suo favore.
    Credo che il film sarebbe stato molto più interessante se si fosse soffermato sul fattore "divino", quell'elemento imponderabile al di fuori del controllo umano che può mandare a monte ogni manovra impeccabile eseguita dal più esperto pilota. Eastwood invece preferisce concentrarsi sull'eroismo (indiscutibile) di Sully, chiudendo un occhio ai "se" con la S maiuscola.

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    Risposte
    1. Però, spetta.
      Se per "se" intendi soltanto la scelta da fare hai perfettamente ragione.
      Io intendevo qualcos'altro però.
      Il se che porta agli incubi Sully è quello della sciagura, delal morte, della tragedia

      a prescindere da quale soluzione avesse preso

      è un uomo ce sa benissimo che sarebbe potuto morire e avrebbe, involontariamente, potuto far morire 155 persone

      anche ammarando

      per quanto riguarda quello che dici nel secondo capoverso invece sai che non c'ho mai pensato?

      interessante

      ma a me non è mai venuto in mente che quel salavataggio fosse frutto del destino, di qualcosa di trascendentale.
      L'ho sempre visto, sì, come grande impresa umana

      e forse, come dici, può essere un limite del film raccontarlo solo così

      ma anche un pregio, difficile dirlo ;)

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  14. Generalmente evito di vedere film riguardanti sciagure aeree, anche solo sventate, considerata la mia discreta, per non dire fottuta, paura degli aeromobili; ho deciso di fare un’eccezione per Sully, convinto dalle recensioni ultrapositive, tra cui questa (pregevole, come al solito, soprattutto le righe sulla tua “teoria”).
    Astenendomi da ogni commento di carattere tecnico, al di fuori delle mie competenze, l’ho trovato un film notevole, impetuoso e coinvolgente, anche se, come Revu, ho preferito Flight. Ciò essenzialmente perché, a mio parere, Flight è un film più “corale”, generoso nel soffermarsi e nell’indagare le esistenze che si intrecciano con quella del protagonista, caratteristica che non ho riscontrato in Sully (in nessun modo intendendo che la pellicola dovesse necessariamente ricalcare Flight, si tratta di una mera preferenza personale).
    In Sully mi è parso infatti che tutti i personaggi, eccetto il protagonista (e forse, parzialmente, il suo co-pilota), fossero soltanto accennati, un paio di pennellate a contorno dell’unico e vero Soggetto, il pilota Chesley Sullenberger. Mi riferisco, ad esempio, alla moglie, al personale di bordo, agli efficientissimi soccorritori, ai membri della commissione e anche agli stessi 155 passeggeri, sulle vite di alcuni dei quali ci è consentito un brevissimo sguardo, personaggi tutti che sembra quasi rilevino soltanto in quanto nelle loro esistenze ha fatto prepotentemente irruzione Sullenberger, benché anch’essi parte imprescindibile del valore umano.
    Ed è contro la sua stessa preminenza, il suo stesso giganteggiare, che Chesley uomo, prima che pilota, si scontra: colui che nell’imminenza della catastrofe mostra un aplomb sovrumano, il cui cuore batte 50 volte al minuto a riposo e “solo” centodieci dopo un riuscito ammaraggio, perde però l’equilibrio, per un attimo persino sé stesso, e quasi cade (e quasi viene investito da un taxi, volendosi individuare, forse con un azzardo, una scena del film in cui si concretizzi tale stato d’animo).
    E allora Chesley comincia a correre.
    Da cosa scappa? Forse da quella stessa domanda che formula anche la moglie: “E allora perchè l'avresti fatto?”, domanda intorno alla quale aleggia lo spettro di una fastidiosa risposta, la stessa che ogni spettatore, o almeno il sottoscritto, è stato tentato di dare: “Per dimostrare di essere Grande”.
    Questione che, forse, viene proposta già qualche istante prima del fatidico decollo, quando il suo co-pilota gli rimprovera di essere un “cazzaro”, uno che ha creato un maestoso sito web per pubblicizzare la sua nascente società di consulenza, apparentemente fondata sul lavoro di molti, ma la quale, come ci si accorge dopo qualche ricerca, si fonda un solo Uomo.
    E allora Chesley continua a correre.
    Cosa cerca? L’equilibrio perduto, quello che ritrova solo quando, in una gelida notte newyorkese, scorge in lontananza l’aeroporto, e improvvisamente rivive una passata impresa militare, lontanamente simile a quella appena vissuta, un ricordo quasi epifanico che gli consente improvvisamente di ritrovare sé stesso. E da quel momento, infatti, non lo vediamo più correre; Chesley alza la testa, la libera dalle visioni di morte, e fronteggia le accuse, sbaraglia gli avversari.
    E così, all’uscita della sala, viene quasi da chiedersi, pulendosi le dita unte di popcorn, che cosa determini l’eroicità di un gesto. La sua necessità? O è sufficiente la sua grandezza?
    Forse sta tutto solo nel fattore umano.
    Pulite le dita unte, io mi sono risposto: “ma che cazzo ne so, tanto l’aereo non lo prendo più”.

    Mi scuso per la noiosa lunghezza del commento, per quelli che stoicamente sono arrivati in fondo, vi devo un caffè, un bicchiere di vino o un Sully, rigorosamente con Grey Goose, preferibilmente senza ghiaccio.

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    Risposte
    1. Qua la mano per la paura fottuta per gli aerei...
      Mamma mia, ancora non so coem ho fatto una decina di volte a prenderli ;)

      Anche te parli benissimo di Fligh, film che, lo ammetto, avevo quasi escluso a priori.
      Molto interessante qeullo che dici.
      Se c'hai fatto caso anche in Sully hanno tentato molto timidamente quella strada. Mi riferisco alla figlia con made paralizzata e ai due cugini con padre ritardatari.
      Ecco, mi hai fatto pensare che anche questo è un piccolo difetto del film.
      Solo con quei passeggere Clint cerca di raccntarci due piccole storie, darci empatia verso qualche passeggero.
      Ma, a differenza dell'aereo, "naufraga" ;)

      perchè a quel punto avrebbe dovuto raccontare più storie e in maniera più convinta.
      Quelle, sinceramente, paiono un pò buttate là...
      (sempre per i 90 minuti?)

      ahah, questa è la dmostrazione che io leggo paragrafo per paragrafo e rispondo a pezzi

      perchè poi hai scritto, e molto meglio di me, quello che ti ho appena risposto qua sopra

      insomma, a dimostrazione di quanto, un buona fede, la pensiamo allo stesso modo sulla faccenda

      ancora un'altra lettura....
      complimenti

      una lettura che però getta un pò di foschia sulla figura di Sully. La piccola sensazione che lui avesse fatto quelal cosa anche per qello che quella cosa valeva, per l'impresa in sè. Come la possibile deriva divina paventata sopra da Ivan anche questa un pò "egocentrica" e adrenalinica (l'adrenalina ti porta a tentare imprese, a dimostrarti grande) che dici te non l'avevo pensata affatto

      e la piccola prova che porti a suffragio, quel dialogo sul sito web, è geniale

      e darebbe un senso ad un dialogo che altrimenti ne ha veramente poco

      e questa corsa vista come seduta psicanalitica è altresì perfetta

      al mio "se" (se fosse andata male?) aggiungi un piccolo elemento in più (se fosse andata male perchè io ho voluto tentare qualcosa di troppo grande?) interessantissimo

      io sono stato molto più basico, io davvero ho creduto che lui abbia fatto quella cosa solo perchè era l'unica possibile per salvarsi

      ma questa tua lettura aggiunge molta profondità

      il tuo commento è magnifico ed è una gioia averlo qui

      tra l'altro scrivi in maniera perfetta, complimenti TMS

      io non solo t'ho letto ma risposto con tutta st'attenzione, merito anche di più allora

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    2. t'ho anche condiviso su fb, pensa te ;)

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    3. Hai ragione, i (generosi) complimenti e la condivisione non possono essere ricambiati con un solo caffè! Se passi nei dintorni di Milano, puoi riscuotere una cena (caffè, ammazzacaffè e un paio di Sully inclusi)!

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    4. C'ho na serie de inviti in giro per l'italia che potrei magnà gratis un anno

      me devo inizià a move

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  15. Continuano comnenti migliori della rece di Giuseppe. Col quale conoscendolo bene personalmente posso permettermi di prendermi la libertá di sfotterlo. Ad esempio Giuseppe, Goffredo Fofi, eugubino doc, non sempre é cosí militante. Due bei libri sul cinema e non solo ricordo di lui. Benché Giovani e Piú stelle che in cielo. Amati entrambi. Nel secondo mi pare proprio parló di Clint attore (una delle stelle) Poi se ha scritto male di Clint regista, mi dispiace per lui.

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    1. Beh, ma la difesa a Fofi non era necessaria.
      nel senso che per me può essere anche il padreterno

      ma quello che ho letto è, per me, ridicolo

      e militante
      e volutamente provocatorio
      e non dice niente sul film

      e parla malissimo di Clint regista
      sono tutti dati di fatto della sua recensione a Sully che non hanno bisogno di altri mille esempi per dimostrare che lui ne sa o che a volte non recensisce secondo ideologia

      quindi viva Fofi, ma per quanto mi riguarda la mia esperienza con lui finisce qui

      (anche se è stata forzata, me l'hanno mandata la rece...)

      però Goffredo Fofi è un nome e cognome dolcissimo, avrei voluto volergli bene ;)

      è un matto de Gubbio quindi, bene ;)

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  16. Bello. Molto.
    Dopo l'esperienza, non proprio allettante, con Gran Torino, avevo un po' paura del film. Del mio approccio al film per essere corretti. Insomma, a differenza di chi critica per sport, a me ha dato sempre fastidio andare contro corrente. Tra l'altro Eastwood non è di certo tra i miei preferiti (ho detestato million dollar baby per intenderci). Comunque sono stata piacevolmente colpita da questo film, storia che seguii all'epoca dei fatti, anche se non conoscevo il risvolto giudiziario.
    Un appunto. Io non parlerei di miracolo dell'Hudson. Qui si parla di un uomo, della sua lucidità, della sua bravura, dell'essere il migliore, il più preparato ad affrontare situazioni di emergenza. Un uomo con i controcazzi per dirla papale, papale.
    Lì su quell'aereo c'era un uomo, che non solo ha salvato 155 passeggeri, ma anche le loro famiglie.

    ps: per rimanere in tema di pubblicità assassina.
    L'intervallo al cinema è stato fatta 2 secondi prima che l'aereo impattasse nell'Hudson.
    Ovviamente è partito un coro di insulti

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    1. Anche io non ricordavo per niente la bega giudiziaria. Ma del resto in Italia manco se ne sarà parlato. Anzi, io ricordavo poco anche del fatto in sè, strano visto che sono un grande amante de ste cose assurde de cronaca.
      Beh, Miracolo sull'Hudson è il nome ufficiale che tutta la stampa americana gli diede. (tra l'altro con quella curiosa distinzione, che si vede anche nel film, tra "nell'" e "sull'" che in inglese forse era tra in e on).
      n'altra volta rischi di finirmi su ideologia (qui contro la religione)
      scherzo, il tuo appunto è giusto, un pò quello che ho detto anche io qua sopra con Ivan

      però, ecco, sempre di miracolo si deve parlare, te stessa, calabrisella in visita a New York, se fossi stata dentro quell'aereo uscendo in lacrime avresti urlato "è un miracolo!"

      poi che quel miracolo abbia origine umana e professionale è indubbio


      sta cosa della pubblicità in quel momento è assurda

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    2. Calabrisella che quest'anno ha deciso di viaggiare per mare dopo il film, ahahah

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  17. Bravissimo!!!
    Grazie per le post!!!
    baccio molto grande! :)

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  18. visto ieri.

    premessa; sono un clint-fan, ho il poster incorniciato di per un pugno di dollari al cesso. ho amato tutto eccetto hereafter e changeling.

    sully è un piccolo grande film che rimette l'accento sulla bellezza di una comunità partecipe e presente. moralista nel senso migliore della parola.

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    1. sì, perfetto...

      e non posso commentare i tuoi due "dissensi" con Eastwood perchè non l'ho visti...

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due cose

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