4.12.16

Recensione: "Boogie Nights"

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Questo film fa parte de La Promessa (11 su 14)

E poi scoprire, a 39 anni, che da qui, assolutamente da qui, sarà poi Magnolia.
Il secondo film di P.T. Anderson ha in nuce tutto quello che vedremo poi nel suo capolavoro appena successivo.
La coralità, i personaggi, la regia.
E quella magnifica sensazione che pochi, come Anderson, sappiano amare i propri personaggi così.

Stiamo sempre -e giustamente- ad esaltare quel fenomeno di Dolan quando magari ci dimentichiamo che P.T. Anderson, uno dei registi "oggettivamente" più grandi del pianeta, era riuscito a tirar fuori prima dei 30 anni sia Boogie Nights che Magnolia.
Stiamo parlando di due film grandissimi -uno, a mio modo di vedere, epocale- che hanno dentro una struttura, una scrittura, una maturità, una complessità e delle eccellenze tecniche che abbinate ad un under 30 fanno quasi spavento.
Il fatto che io continui a parlare al plurale. citare entrambi i film, non è casuale.
E' è che io qua dentro, in Boogie Nights, ci ho ritrovato quasi tutto quello che poi esploderà con ancora maggior deflagrazione nel mio personale capolavoro di P.T. , Magnolia, appunto (del quale scrissi una recensione un pò particolare).

Certo, il film corale innanzitutto. La capacità di Anderson di trovarsi davanti un materiale umano pazzesco ed aver già la maestria, l'autorità e la capacità di dirigerlo.
In entrambe le pellicole seguiamo le vicende di una decina di personaggi, nessuno troppo marginale e nessuno protagonista assoluto (anche se qua è indubbio come Eddie sia il principale).
Film corali quindi, da vera e propria "squadra", omogenei, armoniosi.

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La regia poi.
Boogie Nights comincia con quel gran piano sequenza dentro al locale. E ti sembra di essere dentro gli studi televisivi di Magnolia. L'inquadratura fluttua, si sposta, segue qualcuno, poi cambia direzione, si muove in modo apparentemente casuale ma assolutamente perfetto tra gli spazi.
E di sequenze così ce ne saranno altre come quella, magnifica, sempre in piano sequenza, che porterà all'omicidio-suicidio di Little Bill. (3,2,1...)
Senza dimenticare i grandissimi primi piani, intensi e reiterati, che Anderson ama alternare ai suoi movimenti di macchina.
Ma non finisce qua.
Abbiamo attori che interpretano personaggi quasi similari
L'immenso Philip Seymour Hoffman e il suo tecnico del suono gay assomigliano tantissimo all'infermiere di Magnolia. In entrambi i film il personaggio più "solo", più buono, più timido.
O quello di William Macy, anch'esso quasi sovrapponibile per carattere e disperazione al Donnie Smith di Magnolia (e, pensandoci, qua viene chiamato Little Bill mentre nel film successivo è caratterizzato come ex bambino prodigio).
O Phil Baker Hall, in entrambi i casi "padrone" dei media. 
O Julianne Moore, Julianne Moore cazzo, identico tragico, fragile e ormai devastato personaggio.
O John C. Reilly, in entrambi i casi unico vero inno all'amicizia e al reciproco aiuto dei due film.
E mi sto limitando ai personaggi interpretati dagli stessi attori.
Ma quello che più accomuna i due film, al di là della regia, del tipo di film e di sceneggiatura (corale) e della costruzione dei personaggi è qualcosa che trascende le componenti tecniche e scritturali delle due opere.

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Ed è la sensazione che non se ne va più via di quanto Anderson ami i suoi personaggi, di quanto gli voglia bene, di quanto riesca a raccontarli con affetto nelle loro fragilità, sconfitte e depressioni.
Sì -e anche questo è punto comune-, perchè i personaggi di Boogie Nights e di Magnolia sono tutti fragili, sono tutti dei losers, sono tutti in fondo in fondo pieni di cicatrici, fantasmi o traumi.
E Anderson riesce a non farcene odiare nemmeno uno, riesce a farci andare dalla parte di tutti.
Riesce a farceli amare.
Perchè è lui ad amarli.
Boogie Nights è la storia di un ragazzo normale, lavapiatti, che riuscirà a raggiungere l'Olimpo del cinema hard grazie soprattutto alle dimensioni impressionanti del suo pene.
Ovviamente ispirato alla storia di John Holmes questo è un film che racconta l'inevitabile parabola del successo che arriva dal nulla e che poi, inevitabilmente appunto, ti distrugge.
Ma è anche un grandissimo esperimento di metacinema, e su più fronti.
Non bastassero i film nel film in Boogie Nights si parla di tutto, dalla fotografia alla sceneggiatura, dal suono alla recitazione. Non solo, si parla di pellicola, dell'arrivo, con relativo boom, degli home video, si racconta delle serie tv, si discute sul ruolo della violenza al cinema ed in tv, si intravede persino un accenno ai reality in quel tentativo di fare show live con sesso in macchina.
Magari passa tutto sottotraccia ma questo è uno dei film dove c'è più cinema che racconta di sè stesso negli ultimi 20 anni.
C'è tragedia senza che si arrivi mai a un tears movie, c'è ironia senza che non ci si sbrachi mai, c'è anche un pochino di crime in una delle scene più indimenticabili, quelle, quasi tarantiniana, del tentativo di truffa con sonoro di petardi.

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Secondo me il film è troppo lungo. Ci sono snodi narrativi o sequenze che potevano essere sicuramente alleggerite. Non ho amato il personaggio di Don Cheadle ad esempio, protagonista di 4,5 scene assolutamente eliminabili.
E non si arriva mai alla potenza emotiva che poi proveremo con Magnolia.
Ma del resto stiamo parlando di un film con un soggetto molto più divertente, se mi passate la battuta, molto più cazzone.
Ovviamente Anderson, essendo film corale, gioca anche moltissimo col montaggio alternato.
Regalandoci almeno due perle.
La prima è la carrellata che fa nelle vite dei suoi personaggi dopo che Eddie è stato licenziato.
E' l'inizio della fine per tutti.
E' come se tutta quella "famiglia" avesse Eddie come collante.
Sparito lui sarà china discendente per tutti.
Non è un caso che solo alla fine, col ritorno di Eddie, si intraveda la possibilità di poter ripartire.
Insieme.
L'altro montaggio alternato splendido è quello del doppio pestaggio.
Due scene in macchina, due pestaggi. Il punto più basso raggiunto sia da Eddie che da Rollerball e Jack Horner (un grande Burt Reynolds).
Grande ricostruzione della fine anni 70 e primi anni 80 per un film che racconta un'epoca e un mondo, quello del cinema porno, con grandissima attenzione.
Forse però nel racconto della parabola di Eddie sembra mancare un pezzo. Come sia passato dai miliardi e festini alla solitudine e povertà è passaggio troppo affrettato e quasi per niente analizzato.
Impossibile dimenticare anche il ruolo delle droghe, talmente democratiche da essere prese sia nei momenti migliori -come status symbol- che in quelli più disastrosi - per disperazione - .
Una brigata di losers, drogati, falliti ma, in fondo in fondo, tutti brave persone.

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Un film che parla continuamente di un pene enorme senza mostrarcelo mai.
Tranne nell'ultima, superba, inquadratura.
Mi ha ricordato un pò il feto di 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, qualcosa che è presente per tutto il film, di cui si parla sempre e che solo alla fine, così, evidentissimo e nudo, ci viene sbattuto contro.
Ma in un film pieno di cose, personaggi, vicende e scene memorabili, a me è rimasta impressa una piccola cosa.
Eddie che se ne sta sul divano della truffa allo spacciatore con lo sguardo fisso davanti a sè.
Un minuto perso in qualcosa che sa solo lui.
Un momento che non è legato a niente prima nè porterà a niente dopo.
Solo uno sguardo perso nel vuoto che P.T. Anderson ha voluto inserire.
A me è sembrato che in quel minuto ci sia dentro veramente tutto.
Tutto quello che Eddie è stato, tutto quello che ha subito, tutto quello che è diventato.
In quel momento lui ha rivisto tutto.
Una specie di improvviso, nitido, lucidissimo, pasto nudo

28 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Director, me fa mor+ Giacomino ;) ;)

      poi "raga"

      sei il top

      come Anderson ;)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Però c'è un episodio, Safe haven, formidabile

      ma sempre per amanti del genere credo

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  2. Il mio film del cuore di Anderson, bellissimo.
    E a mio parere la sequenza a casa dello spacciatore è un pezzo di Cinema pazzesco.

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    1. Sequenza pazzesca, forse la preferita di uno dei mie fratelli

      per me l'Anderson del cuore è Magnolia, ma ti capisco

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  3. Sinceramente non ricordo di averlo mai visto, peccato perché ora come ora difficilmente lo recupererò...comunque bella recensione ;)

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    1. Beh, dai, se vuoi lo recuperi facilmente

      (parla uno che aspetta anni a recuperare..)

      grazie pietro

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  4. Sto film interessa molto anche me, forse ti copio e lo piazzo nella lista film da vedere ahah

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    1. azz, come mai l'avevo letta già sta cosa? ;)

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  5. Vi rendete conto che P.T.Anderson aveva 27 anni?
    Solo i grandi registi...

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    1. E certo che mi rendo conto, tutta la prima parte della rece voleva esaltare questo!

      ciao boss!

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  6. P.T. Anderson è figlio cinematograficamente parlando di Robert Altman, stessa coralità, stessa direzione degli attori e grande capacità in scena, deve moltissimo al suo cinema, da questo Boogie Nitghs in poi, per passare naturalmente da Magnolia e per finire con il suo ultimo Vizio Di Forma.

    Boogie Nights lo reputo un capolavoro, uno dei tanti di P.T. Anderson, qui forse me lo ricordo più come dici te "cazzone", divertente e divertito, in futuro sarà forse più serio e "maturo", ma non per questo qui è inferiore, tutt'altro, questa è un'opera enorme, una delle migliori degli anni '90, con un cast di attori che fà impallidire, letteralmente! :D

    Voto: 9

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    1. Sì, meno male che qualcuno Altman l'ha citato. Volevo farlo io ma poi avev paura che era troppo "scontato" (ogni volta che si parla di ilm corali viene fuori).
      Ma qui è evidente, bravissimo a dirlo

      alla fine sai? non è manco così divertente e divertito. Certo molto più di Magnolia ma credo comunue che la nota malinconica e drammatica sia assolutamente la principale

      io sono sull'8, solo perchè per me 9 è Magnolia e sono sicuro che sia sensibilmente superiore (nel senso che per quanto mi riguarda posso dirlo con sicurezza)

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    2. Esatto, qui Altman si "vede" e si nota benissimo, ma non solo nella coralità, ma come ti ho scritto, nella direzione degli attori e nella messa in scena, nello stile.

      Si esatto, divertente e divertito non letteralmente, ma rispetto alle sue opere successive, se qui ci sono scene che divertono e fanno ridere nelle sue opere successive non ce ne sono quasi più. Probabilmente è anche il tema trattato che qui si presta.

      Per me non lo so, li reputo capolavori entrambi a loro modo, mi è difficile dire quale sia superiore, si varia dai momenti e dai punti di vista, poi ci sono i gusti e su quelli non si discute, ma rimangono due opere grandi che colpiscono a fondo.

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    3. Sì sì, vero.
      Ho visto un solo Altman ma ci sta alla grande tutto quello che dici

      No, vero, questo rimane in ogni caso L'Anderson con più punte di divertimento. In realtà un film abbastanza stralunato e di solito classificato come commedia è Ubriaco d'amore.
      Ecco, quello credo sia ancora più leggero. Ma sempre abbastanza amaro e profondo

      sulle due grandi opere nessuna discussione
      io sono abbastanza sicuro di amare più Magnolia non paragonandolo a Boogie Nights, ma perchè, in assoluto, è uno dei film che più amo

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    4. Io ne ho visti tanti di Altman e il modo di fare cinema è quello, P.T. Anderson ha preso grandissima ispirazione da questo grandissimo autore che è stato appunto Robert Altman, basterebbe citare due sue opere come America Oggi e I Protagonisti per spiegarti il perchè ;)

      Assolutamente d'accordo su quello che dici di Ubriaco D'Amore, è esattamente così, ho visto l'intera filmografia di P.T. Anderson e stralunato e con picchi divertenti come in Boogie Nights non me lo ricordo.

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    5. Sul torneo del Millennio mi pare è arrivato ultimissimo, 216imo ;)

      ma è un film particolare che sembra leggero e banalotto mentre in realtà, come tutti gli Anderson, è un grande film molto più denso

      tra l'altro c'è quella cosa del rumore sottofondo fisso che disturba i dialoghi eccezionale

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    6. Eh ma P.T. Anderson non è per tutti ;) poi questo è già un pò più vecchio rispetto ai suoi ultimi lavori, quindi sicuramente è stato meno visto rispetto a gli altri, questo per me il perche della sua posizione al torneo del Millennio, sicuramente non per qualità artistica perche si qui toccano vette che certi registi si sognano la notte :D

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    7. Pensa che ho un amico coltissimo, intelligentissimo, acnhe troppo (un filosofo che quando scrive e parla non ce capisco niente)

      e lui votò al torneo dicendo che Punch Drunk Love era IL suo film del millennio, primo

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    8. La domanda che mi viene spontanea da fare però è quanti film in concorso ha visto questo tuo amico? :P

      A parte gli scherzi Punch Drunk Love è un gran bel film, sul genere uno dei migliori, perche sincero, senza retorica e pronfondissimo, equilibrato come pochi, però faccio fatica a metterlo davanti a tanti altri :)

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    9. No, ma lui è un tipo stranissimo, non inquadrabile.
      Fa teatro, scrive pieces, saggi, e non ha manco 30 anni

      se dice una cosa è perchè ha un senso, non credo per mancanza di film visti ;)

      certo che credo che le persone al mondo che considerano Ubriaco d'amore più bel film degli anni 2000 non saranno più di 10

      per quanto bello sia ;)

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    10. Sicuramente ha senso ciò che dice, ci mancherebbe, lo dico anch'io che il film è bellissimo, la mia era una battuta, solo che forse se avesse visto tutti i film del torneo non credo che metterebbe come primo quello, o forse si, ma sarebbe una scelta davvero singolare, quasi unica credo.

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    11. No no, ma io ti davo ragione, anzi, con l'ultima frase volevo proprio dire di quanto sia assurda e singolare una scelta del genere

      ma lui ama il cinema e se l'ha messo primo credo gli cambi poco averne visti 100, 200 o 300 :)

      se uno mette primo una scelta così singolare poi è difficile che venga scalzata ;)

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  7. Aahh io mi ricordo quando uscì 21 grammi, che titolo misterioso e intelligente, il presupposto peso dell'anima! Le analogie con Magnolia erano così evidenti che non si potevano trascurare, e allora tutti dicevano che si, lo spunto di Magnolia ci sarà pure stato, però 21 grammi è meglio! Dopo qualche anno non si parla più tanto di 21 grammi ma si continua a parlare di Magnolia, e come mai si potrebbe riuscire smettere di parlare di un film come quello? Come una bella canzone, che la voglio ascoltare cento volte di fila, così quel film lo volli guardare decine di volte, e ogni volta trovavo qualcosa o che non avevo afferrato, o che avevo capito male, o che mi era di netto sfuggita, un sorriso, un singhiozzo, una canzoncina, una frase. E' un film veloce e profondo che solo menti veloci e profonde possono agguantare in un colpo, non la mia. E come fosse il tuo amore e non vuoi nessun altro, cercavo negli altri film qualcosa che me lo ricordasse, ma non lo trovavo mai. E allora questo contribuì alla mia malattia che mi ha tenuto lontano dal cinema. Ci sono I film e c'è Magnolia, che non ho ancora capito cosa sia, ma non è proprio un film.
    Boogie Nights è di Anderson, si vede che è di Anderson fin dal primo centimetro, e per me tanto basta.
    Rio.

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    1. Sto j'accuse verso 21 grammi è sorprendente. Io non mi ricordo st'abbinamento o ste classifiche tra i due film però è vero, in qualcosa si somigliano.
      Per me sono due capolavori con Magnolia un pelo sopra

      io l'ho visto tre volte credo ma sì, credo che almeno 5,6 visioni qualche cosa di nuovo possono dartelo

      il tuo discorso è molto bello ma è strumentale su, possibile non vedi più film perchè non trovi niente come magnolia

      non lo usà come scusa

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  8. Bravissimo!!!
    Grazie per le post!!!
    baccio molto grande! :)

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    1. Scrivimi in privato, mi piacerebbe conoscerti...

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