30.3.14

Recensione: "Little Deaths"

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Ormai sta diventando una moda quella degli horror ad episodi.
Negli anni 80 il mitico Creepshow turbava le notti di noi bambini, quei filmetti che rivisti adesso fanno quasi ridere all'epoca avevano un nonsoche di estremamente inquietante.
E adesso quella moda sembra stia tornando, vedi solo per fare alcuni esempi i due VHS, 4bia, ABC, Three Extremes e adesso questa produzione britannica (ricordiamo, dall'Inghilterra arrivò il formidabile Dead Set) che mischia senza tanta originalità due tematiche spesso accostate tra loro, sesso e morte.
Ora, Ferreri può star tranquillo e non rigirarsi troppo dove sta, questa raccolta è davvero mediocre.
Forse la qualità migliore che le riconosco è quella di analizzare e mostrare perversioni sessuali in un momento e in mondo, quello di oggi, in cui oramai il sesso è quasi sempre sbagliato, distorto, mortificato, svenduto, distruttivo. E se Little Deaths voleva denunciar questo, beh, in parte c'è riuscito.
Ma andiamo agli episodi.
Gli orrendi titoli sono miei.

1 AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA CHE C'E' UN HOMELESS IN PIU'

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Se non è un plagio poco ci manca. Il primo corto, a parte gli ultimissimi minuti, è praticamente identico ad uno degli episodi del primo VHS, peraltro un ottimo episodio (migliore certamente di questo. Anche se come mi ha fatto notare un lettore molto probabilmente viene prima quello di Little Deaths).
In realtà il finale se ne discosta un pò ma è davvero imbarazzante la similitudine. Che dire, atmosfera discreta, molto coraggioso nel linguaggio (davvero volgare e violento) e abbastanza cattivo. Ma la figura della homeless è davvero fantozziana. Prima ce la dipingono come una stracciona disperata, poi a casa dei due fa la smorfiosa, le battutine, non mangia e altre cavolate varie. Ho capito che poi si svelerà per quello che è ma allora la sequenza con il ragazzo stremata dalla fame e quella compassionevole dell'elemosina non hanno alcun senso. Il finale, bah, banale e visto e rivisto. Questa orda aveva forse problemi a trovarsi da mangiare? Bocciato.

VOTO 5

2 IL MEROLONE

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Ebbene sì, Valerio Merola deve abbandonare lo scettro, c'è un essere vivente con un pene più grande del suo, lungo all'incirca 90 cm, forse pure un metro. Ragazzi, questo corto è una delle cose più incomprensibili, rabberciate, improponibili che abbia mai visto. Probabilmente è stato tagliato di minuti e minuti altrimenti capirci una mazza (una mazza, già) su questo miscuglio di droghe, fegati, omicidi, uomini con peni da un metro, dottori pazzi, nazisti, vittime che vanno in simbiosi con l'uomo dal pene metrico, più un finale in cui lei lo sostituisce e diventa l'ermafrodito più dotato della terra, io vi giuro non sapevo se ridere o piangere. Ma paradossalmente è così sgangherato e assurdo che una certa atmosfera malata la crea. E il "mutante" ha un suo fascino.

VOTO 5,5

3 NON CANO PIU', ME NE VADO, NON CANO PIU', DAVVERO

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Di gran lunga l'episodio migliore e non è un caso che a dirigere ci sia il regista di quel piccolo gioiellino horror che fu Red, White and Blue.
Il migliore in tutto, nella regia, nella sceneggiatura, nella superba fotografia (che bellezza quel montaggio alternato tra rosso e blu), nella colonna sonora notevolissima.
Nemmeno un horror poi, ma la storia di un ragazzo tremendamente innamorato di una ragazza che lo umilia di continuo, lo tradisce davanti ai suoi occhi, lo rifiuta sempre, lo tratta malissimo, gli fa fare la parte del cane con tanto di camminata a 4 zampe e maschera in viso, lo denigra davanti agli altri. Lui fa tutto per lei, resiste a tutto ma anche il più grande amore alla fine rischia di non farcela più da solo.
Il corto è ottimo anche perchè i due protagonisti sono davvero bravi e a differenza degli altri episodi c'è anche una caratterizzazione psicologica sorprendente per essere stata costruita in solo mezz'ora.
Anche la ragazza in realtà è probabilmente vittima di sè stessa e non cattiva come sembra.
Ma c'è un limite a tutto.
Gli faceva fare il cane perchè in realtà aveva una paura incredibile dei cani veri.
E questo non sarà un dettaglio...
Meravigliosa quella lacrima.

VOTO 7.5


voto complessivo 6

28.3.14

Recensione "Il Ministro - L'esercizio dello Stato"

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Forse Il Ministro voleva semplicemente essere per il mondo della politica quello che un altro film francese, il bellissimo
Polisse, fu per il mondo della polizia.
Forse voleva solo raccontare in modo quasi naturalistico tutte le trame, le sottotrame, gli inciuci, il bisbigliare alle orecchie, i giri viziosi di telefonate, i posti che cambiano come le figurine, gli accordi e i disaccordi, le pugnalate alle spalle e le facce belle da mostrare in tv, insomma, forse Il Ministro voleva raccontare tutto quello che gira tra i corridoi e le sale arredate Luigi IV dei salotti politici.
E lo fa bene, altrochè.
Eppure mica sembrava così.
Eppure quell'inizio onirico con quel coccodrillo, quella setta, quella ragazza nuda che poi in quel coccodrillo ci finiva dentro, quell'erezione al risveglio e poi quella telefonata nella notte, il volo con l'elicottero, quell'atmosfera di morte dell'incidente e quella tenda che si riempe sempre più di corpi privi di vita, e quel ritorno in macchina, e poi la mattina dopo quel'intervista surreale dove si chiede quanti morti ci sono e poi un secondo dopo si cambia argomento per parlare delle privatizzazioni, eppure tutto questo faceva presagire ad altro, sembrava che la lezione de Il Divo, la lezione sorrentiniana per cui la politica poteva essere raccontata in modo surreale, elevando politicotti a esseri grotteschi, raccontando le loro trame come fossero pratiche esoteriche, regalando atmosfere da circo degli orrori in cui anche i singoli visi parevano quasi distorti, eppure sembrava che questo Ministro fosse Il Divo d'oltralpe.

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E invece niente, tutta l'atmosfera che nei primi 10 minuti aveva affascinato anche me che di politichese so una sega, tutta quell'atmosfera svanisce, e le trame prendono contorni reali, i dialoghi sono tecnicamente ineccepibili, si parla, si parla, si parla, si fa vedere cosa c'è davanti e dietro le quinte del teatrino, si caratterizza così bene la figura di questo ministro, la si caratterizza così bene che paradossalmente ci sfuggirà fino alla fine, così a tratti fantoccio ed altre deciso, a volte in balia della propria vita ed altre che pare manovrar fili, a volte marito felice ed altre uno senza nemmeno una vita privata.
I problemi son due.
Anche in film che d'incanto diventan tecnici serve più cinema, servono cose, servono fatti, servono punti di svolta. E invece Il Ministro per buona parte procede stanco, verboso, fermo.
Anche Polisse fotografava una realtà in modo scientifico ma era pieno di cose, di avvenimenti, di contrasti, andava sempre avanti.
E poi arriva il secondo incidente, sequenza magnifica. E lui che cammina solo in quell'autostrada che ancora non è autostrada, stupendo.

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Sì, ma poi, a che serve?
A piangere un povero cristo, a farci vedere il suo funerale?
E' una denuncia?
E ritorna il sogno, brevemente, dopo un'ora e mezza in cui oramai c'eravamo dimenticati di lui.
E così quell'incidente magnifico iniziale e questo nuovo sembrano non portare da nessuna parte, sembrano solo due dei tanti pezzi di questo puzzle a natura morta, ferma.
Mi tengo Il Divo, mi tengo lo sguardo cinematografico di Sorrentino, mi tengo le sceneggiature dove le cose buone non sono inutili o restano incomplete.
Ma, probabilmente, sono stato io a non capirci nulla.

( voto 6,5 )



25.3.14

I 20 horror più importanti della mia vita - parte 2

(la prima puntata è nel post precedente a questo)

Per prima cosa, una ERRATA CORRIGE IMPORTANTE.
Mi sono accorto che Profondo Rosso è ante 77, e lo è anche un film che sarebbe stato nel podio qua.
Quindi li ho dovuti togliere entrambi e NE HO AGGIUNTI 2 nella prima classifica, dividendo così le due parti in 11 e 9 titoli.
A chi interessa vada a vedere i due recuperati, sono gli ultimi 2 in fondo.
Riguardo Profondo Rosso e l'altro escluso dell'ultimo momento non avevo nemmeno controllato, ero convinto che entrambi fossero 78 o 79, invece 73 e 75!
Comunque mi sono accorto che i più grandi film horror di sempre sono praticamente TUTTI tra il 1973 e il 1981, incredibile.
Le saghe perlomeno sono nate tutte in quegli anni.

Ed eccoci a quelli che, ovviamente non con certezza assoluta, reputo i 10 film horror che più "mi hanno segnato/sono piaciuti/sono stati importanti/rappresentano qualcosa per me" della mia vita.
Su 6,7 sono sicuro, gli altri se la lottavano con alcuni titoli segnalati nella prima puntata.
La cosa buffa è che sono andato molto a memoria, magari ci sta un titolo fondamentale per me che non è finito nemmeno nei primi 20.
Su quali siano le limitazioni mi ero già espresso nella prima puntata.
Ma visti i tanti commenti e dato che almeno Myers va tranquillizzato che sennò me mena voglio dire qualcosa su qualche escluso.

- Non aprite quella porta: per me imprescindibile, ma è del 1974, non ero nato.
Ma Leatherface, voglio dirlo, è il mio numero 1. Magari si fa un post solo sui villain no?

- Halloween: ecco qui la scure di myers pronta... Il personaggio creato da Carpenter è leggendario, probabilmente il più inquietante di sempre. E anche il film è una pietra miliare. L'incipit è una delle cose più belle viste in 100 anni di horror. Ma il film, rivisto l'anno scorso, non mi ha mai conquistato completamente. E anche se per qualità lo metterei tranquillamente nei primi 10 per quello che mi ha dato non è entrato nemmeno nei 20.

- Venerdì 13: stesso discorso di Halloween, film che ha fatto la storia e ci ha regalato Jason e il suo "respiro". Ma come pellicola in sè non è straordinaria, lo è il suo protagonista.

- The Others, Il Sesto Senso et similia: li considero horror ibridi, film che possono veder tutti. E se un horror può vederlo chiunque è qualcosa di diverso da un horror.

- Romero...: dico la verità, lo considero un filino sopravvalutato. La notte dei morti viventi è tra i 5 horror più influenti di sempre ma oltre ad essere ampiamente fuori limite (1968) come film in sè non mi ha mai dato tanto. Come i primi Craven del resto.
Il capolavoro di Romero resta Zombi ma ha due problemi. Il primo è di esser dentro solo per un pelo (1978), il secondo che dopo averlo visto a 7,8 anni non ho più avuto la fortuna di rivederlo. Quindi il ricordo del film e di quello che ha voluto dire per me è troppo annacquato.

Ed ecco la cappella più grande di cui vi parlavo all'inizio.

Avevo in mente L'Esorcista come addirittura top 3, anche perchè credo che chi l'ha vissuto al tempo ed era bambino sia rimasto scioccato per giorni. Solo ora mi accorgo che è nientepopòdimeno che del 1973, non può entrare in classifica.
Quindi ormai non si torna indietro, ne aggiungerò 2 (vista l'esclusione di Profondo Rosso) alla prima puntata e qui ne metto solo 9...
Ma, ripeto, L'Esorcista e Non aprite quella porta sono tra gli horror esclusi per data di uscita quelli che più sarebbero stati su.
Con Psycho ovviamente.

Eccoci:

12 NIGHTMARE


Ecco l'unica "saga" presente. I motivi son due. Le altre tre tre più famose e i loro relativi mostri (Non aprite quella porta, Halloween e Venerdì 13) o sono usciti prima della mia nascita o al massimo due anni dopo. Solo Freddy quindi l'ho vissuto "live", uscito nel 1984 e visto nel...1984, a 7 anni. Inoltre come impatto assoluto per quello che mi hanno trasmesso Nightmare mi ha dato molto più degli altri. Perchè veniva a prenderti in sonno. E un bambino che a 7 anni vede un horror poi alla fine vorrebbe solo riuscire a dormire. Ecco, il paradosso che accadeva con Nightmare è che tentavo di star sveglio.


13 EDEN LAKE


Due motivi su tutti.
Lo considero il miglior survival moderno.
E' il film che in età adulta mi ha fatto più soffrire.
Mai avuta un'empatia così forte per dei personaggi.
Finale agghiacciante.
Ed in più è qui che ho scoperto quel mostro di Fassbender.


14 IL SEME DELLA FOLLIA


Un altro Carpenter, mi ero ripromesso un film a regista e invece Carpenter mi ha fregato.
Beh, che dire, uno dei film con più suggestioni e immagini horror della storia, più di decine di altri messi insieme.
E oltre ad esserci dentro mille cose è uno script per l'epoca fantastico.
Il vecchio in bicicletta ha inquietato tante mie guide notturne.


15 REC


Probabilmente l'unico horror degli ultimi 10 anni a poter ambire al ruolo di classico.
In realtà anche Saw avrebbe le carte per definirsi tale ma a mio parere siamo su due pianeti diversi.
Se Eden Lake è stato horror in età adulta a non farmi respirare, con Rec ho avuto la mia ultima, vera,tangibile, reale, paura.
Anzi, la penultima, visto che l'ultima è accaduta in uno dei due recuperati della prima puntata, andate a cercarlo.
Il finale, quel mostro, quel martello. Sono tornato al terrore dei 10 anni. Solo qui.


16 PET SEMATARY


Forse di questi 20 è l'unico (insieme a un altro che verrà tra poco) in cui la componente horror si mischia con una più umana, struggente. Una delle più belle e strazianti favole del terrore di sempre, uno Stephen King ai suoi livelli più alti. E c'è una cosa che devo confessare. Zelda è l'immagine horror più paurosa della mia vita. Ci ho sofferto tanto da ragazzo. Non sono mai riuscito a rivederla e per colpa sua nemmeno a rivedere questo capolavoro.
Ma ora, per metterla come immagine, l'ho recuperata. Cazzo.
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metto una riga perchè gli ultimi 4 sono indubbiamente gli horror a cui sono più legato
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17 UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA


Capolavoro assoluto, un film che fa paura, fa ridere, fa commuovere. Che ha dentro più generi horror diversi. Che ha quelle scene nella brughiera nebbiosa, che ha la trasformazione in lupo più bella della storia del cinema, che ha cuore, sofferenza e ironia. Lo rivedrei mille volte.


18 THE ORPHANAGE


E' un horror, lo so.
E forse addirittura sa tutto di già visto, derivativo.
Ma è l'unico horror che in realtà sembra un horror e poi scopriamo che non lo era.
E diventa una delle cose più strazianti che, film "normali" compresi, abbia mai visto.
La sceneggiatura perfetta.
L'horror che più mi ha toccato il cuore.


19 LA CASA


Non devo dire nulla.
Se non che questo è il titolo a cui sono più legato, quello che più mi rimanda al bambino, e ai bambini, che siamo stati.


20 SHINING


Che fosse primo in questa classifica nemmeno poteva essere messo in discussione.
Uno dei film più belli di tutti i tempi.
Punto.




I 20 horror più importanti della mia vita - parte 1

Mi sono accorto che in questo blog i voti dal 7.5 in su si sprecano.
Praticamente alla fine finisco per amare ogni film che vedo.
Se nei film "normali" il 7.5 è quasi il voto minimo nell'horror invece è quasi irraggiungibile.
In questi 5 anni i film del terrore che l'avranno raggiunto o superato saranno al massimo una decina.
E allora mi sono detto:
"Giusè, già che ci sei, perchè non metti nero su bianco tutti gli horror imprescindibili della tua vita?"
E, sicuro di averne dimenticati alcuni, l'ho fatto.
Con delle limitazioni però.
Ho deciso di prendere solo film usciti dopo la mia nascita, nel 1977.
Ed ho eliminato film che non ritenevo horror puri.
In più ho fatto fuori grandi classici che hanno avuto sì il merito di creare villain strepitosi o di riscrivere il genere ma che, per me, come valenza reale del film non valevano la top 20.
O che non mi sono rimasti dentro.
Magari il cattivo sì, ma non i film.
Per ultimo ho eliminato horror in cui la componente comica era troppo prevalente.
Insomma, tra gli esclusi (metteteli voi in uno dei quattro motivi appena citati qua sopra) c'è roba come The Others, Psycho, Halloween, Non aprite quella porta, Il Sesto senso, Venerdì 13, Quella casa nel bosco, La Mosca, Il silenzio degli innocenti, Rosemay's Baby, L'Armata delle tenebre e tanto altro. Ripeto, ci sono esclusioni oggettive (anno di uscita ma anche appartenenza ibrida al genere) e altre soggettive, come ogni classifica giustamente vuole.
Non li metto in classifica ma cercherò di accorpare i miei 10 preferiti tutti insieme.
Nella seconda puntata ovviamente.
Ripeto, non sono i migliori horror, ma quelli più importanti per me.


1 BLAIR WITCH PROJECT


Non sono di quelli che rinnega. Lo so benissimo che vale quello che vale. Ma chi l'ha visto in quel periodo, chi ha vissuto tutto quello che questo film ha voluto dire, beh, non può che non metterlo di diritto sugli horror più importanti che ha visto.


2 MARTYRS


Negli ultimi 10 anni pochi film hanno avuto la stessa potenza di Martyrs. Film disturbante come pochi, girato come pochi, impressionante come pochi. Una pietra miliare del nuovo horror


3 RINGU


Perchè poi ne saranno usciti tanti e tutti uguali, ma all'inizio l'impatto dei j-horror è stato devastante. E Ringu i nostri bei incubi ce l'ha fatti passare. Eccome.


4 WOLF CREEK


Uno dei film che umanamente mi hanno fatto più star male. E' piccolo, non chiede niente ma è semplicemente perfetto. Uno dei 3,4 horror in cui ad un certo punto ho avvertito un vero dolore fisico nella visione. E un villain strepitoso nella sua normalità.


5 THEM


A proposito di piccoli...
Questo è proprio una fissa personale, l'ho dovuto veder due volte per convincermi che lo stessi reputando grandioso. E lo è, personalmente il miglior home invasion moderno.


6 COLD FISH


Ho visto poco di Sion Sono. Ma ha fatto roba assurda, impressionante. Scelgo Cold Fish per la crudeltà, per la figura inumana e indimenticabile del cattivo, per lo shock visivo provato.


7 LA COSA


Il capolavoro di Carpenter. Un horror dall'atmosfera incredibile che è scuola del cinema per tutto, per la location, per la regia, per le musiche. Uno di quelli che se lo becchi per sbaglio non puoi smettere di vederlo.


8 THE HUMAN CENTIPEDE 2


La cosa più malata che abbia mai visto, a parte film immondi che nemmeno considero film. Qui si rimane nella finzione cinematografica ma si fa letteralmente fatica ad andare avanti. Devastante, cattivo, geniale. Il villain è tra i primi 5 della STORIA per me.


9 LA CASA DEL DIAVOLO


Eh sì, Zombie la sua bella zozzeria dopo l'ha fatta ma qui raggiunge una perfezione di stile assoluta. Film cult, indimenticabile.


10 LAKE MUNGO


Lo devo inserire per forza perchè mi ha regalato il momento più terrorizzante da 20 anni a questa parte. Non tanto la scena, non tanto i secondi, proprio il momento. E perchè è uno dei mock migliori di questi anni, talmente verosimile che fino alla fine ci stavo cascando anche io...


11 IT


Chi ha dai 30 ai 40 anni non può non amare It. Non ha potuto non sognarsi di notte il pagliaccio. Non ha potuto non immedesimarsi in quei ragazzini che avevano la sua età. Non può non amare una delle più belle storie sulle Paure di ognuno di noi che sia mai stata raccontata. Peccato, almeno nella trasposizione cinematografica, quell'orrendo ragno finale...

CONTINUA...

Mentre nella prima parte l'horror recente ha dominato nella seconda avremo 7 film più o meno datati e solo 3 di questi ultimi anni.
Magari qualcuno può provare a indovinarli...

23.3.14

Recensione ??? "Devil Seed"



SURREALISMO

"Non hai sentito anche te quei rumori stanotte?"
"Quali rumori?"
"Come grattare"
"Grattare in che senso?"
"Grattare"
"No"

EUFEMISMI

Antefatto: l'amica la notte prima si è avvicinata alla protagonista che stava in piedi immobile davanti alla finestra con la testa reclinata e quando ha provato a  toccarla quest'ultima con voce DEMONIACA e POSSEDUTA le dice "non toccarmi".

la mattina mentre fanno colazione

"Che avevi ieri notte?"
"Perchè? non ricordo nulla"
" Non so, eri strana"

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LA SCUSA DEL SECOLO
(il ragazzo la sera deve scop... con un'altra)

tra i due fidanzati

Lui: "Dai, domani vengo a casa tua e stiamo insieme, magari vediamo un film"
Lei "Perchè non stasera scusa?"
Lui "No, stasera mio padre mi ha detto che devo aiutarlo a spostare delle scatole"

CHE CULO!

dalla maga

"Che mi hai fatto?? Ti prego aiutami!"
"Non posso fare niente, sei tu la prescelta, non posso aiutarti"
"Ma io? Ma io che posso fare?? Se tu non puoi aiutarmi io che posso fare? Aiutami, dimmelo!"
"Puoi fare solo una cosa per salvarti"
"Che cosa?? Ti prego, dimmelo!"
"Puoi morire"

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NAPULE'

(la ragazza posseduta può affidarsi ormai solo alla scaramanzia....)

in 7 secondi cronometrati riesce a:

- infilarsi una catenina con croce al collo
- mettere un quadretto di Gesù Cristo sul comodino
- nell'altro comodino appoggia un gadget di dubbio gusto di un Gesù con le molle
- attaccare una croce di legno al muro

7 secondi. Il Demone, gran pipatore, c'è poco da dire, la prenderà dopo 18

SURREALISMO/2

L'amica dopo aver capito finalmente che la protagonista è un demone (non l'aveva capito nemmeno dopo che quest'ultima gli aveva fatto un cunnilingus con la faccia DA DIAVOLO), vabbeh, dopo che finalmente lo capisce grazie ad un omicidio (della puttanella) fugge a perdifiato da casa

ripeto, fugge a perdifiato DA casa

viene fermata in strada da un uomo (l'ex prete) che dopo averla fermata e bloccata, ripeto, MENTRE FUGGE VIA NELLA DIREZIONE OPPOSTA ALLA CASA, la trattiene a forza, non la libera e le dice:

"Ferma! Tu non puoi tornare in quella casa!"

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AUTOEROTISMO ACROBATICO

Il Demone al prete

"Infilatelo nel culo prete, prima che io lo faccia a te"

Ma non è malaccio dai.

( voto 4,5 )







21.3.14

Al Cinema: recensione "Mr Nobody"


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nel finale presenti spoiler ammazzafim


"Negli scacchi è chiamato Zugzwang... quando l'unica mossa possibile...

è quella di non muovere."


Mi sono ritrovato ad avere i brividi in questa frase nel finale di Mr Nobody, quando finalmente riusciamo a capire fino in fondo tutto quello che il film ci aveva mostrato fino ad allora.

E' davvero stranissimo come una pellicola simile a questa, Donnie Darko, dove si mescolava come qua fantascienza e filosofia, sia diventato un cult, forse il vero e proprio cult degli anni 2000, e invece questo Mr Nobody da noi non sia neppure uscito da noi.
Film complessissimo, tremendamente originale e allo stesso tempo derivativo da tanto del meglio cinema di questi ultimi 10 anni, da Se mi lasci ti cancello di cui prende la memoria emotiva a The Butterfly Effect per la tematica delle scelte che cambiano la vita, da Magnolia per gli scherzi del caso e del destino a Big Fish per il taglio nel quale è raccontato, da Europa di Von Trier per l'uso dell'ipnosi a Mulholland Drive per la realtà che collassa, da Sliding Doors per il racconto contemporaneo di più vite a Synecdoche per la ricerca, se esiste, del senso della vita e per altri concetti, come l'esistere o il non esistere o l'essere tutti un'unica persona.

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E, anche se non lo conoscerà nessuno, c'è molto anche di un piccolo e interessantissimo film, Davanti agli occhi.
Insomma, gran parte del miglior cinema di questi ultimi 10 anni in un un unico, ambiziosissimo film, un soggetto strepitoso che però rischia più volte di accartocciarsi su sè stesso.
L'importanza delle scelte, o forse delle non scelte, è alla base di tutto. 
Ma c'è anche una cura molto particolare alla confezione.
L'impianto fantascientifico, che poi alla fine si rivelerà qualcos'altro, è curato nei minimi dettagli tanto da gridare al miracolo se pensiamo che il film è una produzione franco-belga. Sono decine le sequenze visivamente notevoli ed anche gli effetti speciali sono assolutamente di primordine. Il fatto è, come accadrà anche con le tematiche, che alla fine c'è pure troppo, un virtuosismo dopo l'altro, un gioco grafico continuo, un'inventiva impressionante che alla fine rischia quasi di stancare. E così se alcune sequenze le ho trovate formidabili (su tutte l'incredibile carrellata indietro alla velocità della luce che dalla stanza di Nemo finisce in una cartolina sul tavolo di un'altra vita parallela) ma passando da meraviglia a meraviglia la sensazione di un eccesso c'è stata, eccome.
Ma Mr Nobody rimane un film di tematiche, tante, forse anche troppe.

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Van Dormael racconta il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza in maniera superba, regalandoci più di una scena dalla carica poetica enorme. Il tuffo della ragazzina con lui che la guarda da dietro la porta dello spogliatoio, i due ragazzi sotto le coperte, quel dettaglio sulla pelle d'oca, tutte le sequenze in cui l'amore (tema presentissimo) sembra così unico e definitivo. 
Il fatto è che ci si ripete troppo, si rischia più di una volta la ridondanza.
Tutto è molto complesso in Mr Nobody, il film è un continuo andare avanti e indietro nel tempo, passato e futuro collassano insieme. Non solo, nelle stesse fasce temporali abbiamo più realtà parallele, in base alla scelte prese, o alcune volte capitate per caso, che fa Nemo. Il tema del destino, del tempo, della memoria, del libero arbitrio, tutto è mescolato insieme anche se a volte ci sono momenti troppo didascalici (le lezioni) che riescono allo stesso tempo a rendere più interessante il film ma anche più pesante. 
E già leggero non era di suo.
Si esagera nel concetto di ineluttabilità di una scelta, perchè non è vero che nella vita ogni piccola decisione rispetto ad un'altra porta a conseguenze diverse, la vita è piena di azioni inutili in realtà, che non cambiano affatto la nostra esistenza. Ma bisogna scegliere sempre il meglio, capire quali possono essere le conseguenze migliori, o le meno peggio, di una scelta. A questo proposito la metafora iniziale che ho citato, quella della situazione negli scacchi per cui qualsiasi scelta fai ti porterà a perdere qualcosa (e in quel caso allora sarebbe meglio non scegliere, non muovere nulla) è straordinaria.

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Nemo muore in quasi tutti gli scenari, ogni mossa lo porterà alla distruzione, impossibile scegliere.
Ed è qui il colpo di maestro del film. 
L'impossibilità di prendere una decisione, l'impossibilità di sapere qual è la vita giusta o l'esistenza perfetta, altro non era che la metafora della scelta più straziante e inumana che un bambino può fare. 
Padre o madre, chi scegliere?
E la stasi di quel bambino, lo scoprire che tutto il film non è altro che l'immaginazione che lui fa sui possibili futuri che quella terribile scelta può portargli, l'ho trovata una cosa magnifica, la migliore possibile, e momento più intenso di tutto il film.
Mr Nobody, già, Mr Nessuno, perchè niente è esistito in realtà.
E forse c'è una terza scelta, una via alternativa, non scegliere uno dei due, ma scegliere sè stesso, scartare di lato da quella ferrovia.
E Anna sarà finalmente tua. Perchè è lei alla fine che hai sempre voluto ed è lei che hai sempre perso in ognuna di quelle vite.
Solo sulle tre figure di donna ci sarebbe da scrivere all'infinito, ognuna è metafora di qualcosa.

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Ma Anna è l'amore vero e in quella sterzata fuori dalla ferrovia Nemo l'avrà.
E il tempo tornerà indietro, come quel topo nel filmato è tornato in vita dalla decomposizione.
Il tempo tornerà indietro, il vecchio tornerà in vita ridendo, Nemo non morirà mai, tutte le sue vite possibili finite in tragedia saranno salve.
Perchè non esisteranno.
C'è quella terza scelta che forse salverà tutto.
Ma quel bambino era speciale, possedeva il dono di poter vedere le cose.
Noi no invece, a noi l'Angelo le labbra ce l'ha toccate e ha formato la fossetta, noi siamo persone normali, senza nessun dono.
E le nostre scelte se saranno giuste lo sapremo solo alla fine.
Solo poi.



( voto 8 )


Boomstick Award 2014


Ecco, ho un pò di problemi con i premi che ci diamo tra blogger.
Non so se vi ricordate cosa scrissi l'anno scorso al riguardo.
Rimango di quella posizione ovviamente.
Però non si può sempre dir di no.
Soprattutto se a premiarti è un blog "insolito", non uno dei tuoi amici, ma quello di una blogger che ti legge spesso e ti stima.
E che nel premiarmi ha usato parole che m'hanno fregato (che poi è buffo, ha ricordato l'incipit di un post che potrei usare in questo alla fine :) )
Per questo ringrazio moltissimo Manuela di CineManu.
Quindi stavolta per rispetto ed amicizia mi sembra il minimo partecipare.
Il problema è uno.
Riesco a malapena a scrivere nel mio blog, lo uso solo come "terapia". Ma leggo pochissimo altrove, ormai da 2 anni. Sono un pessimo pessimo "amico". Quindi i blog che citerò sono i pochi che ogni tanto riesco a visitare e/o quelli di amici, storici o no.
Non so se posso votare il blog che mi ha votato, credo di no, in ogni caso è l'ottimo CineManu, come detto sopra.
Ah, il premio e relativo banner è stato inventato da Hell di Bookandnegative che non ho la fortuna di conoscere ma di cui parlano un gran bene.

le regole

Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
2-  i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
3 - i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
A cui aggiungo una quarta regola, ché l’anno scorso me le hanno fatte girare:

4 - è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite.

Allora, vediamo.


Cercherò di non nominare blog famosissimi e scontati perchè sono sicuro che avranno ricevuto il premio decine di volte, tipo W.R, P.R, V.M etcetera... (mica ho infranto la regola no?)

Non fa parte dei "nostri" giri visto che è gestito da un signore un pò più grande di noi che ne sa come pochi in Italia di cinema. Le sue recensioni sono le più complete, illuminanti e obbiettive che mi capita di leggere. Non saprà mai di questo premio ma almeno qualcuno di voi scoprirà lui.

Myers è una mosca bianca, è talmente "lettore", talmente presente nel commentare in tutti i blog (e non con una mezza frase, sempre dicendo per esteso la sua, con, tra l'altro, il pregio di non abbandonare mai la discussione), dicevo è talmente presente come lettore che ti dimentichi che ha un blog tutto suo ogni tanto. E invece ce l'ha ed è un punto di riferimento per gli amanti dell'horror. La cosa particolare è che mentre nei commenti molte volte sembra un pazzo nelle sue recensioni invece è sempre molto misurato e calmo :)

E' l'unico blogger che ho conosciuto di persona ma non è questa la motivazione. Il fatto è che da lui 9 volte su 10 mi ritrovo a leggere, anche se con stili completamente diversi, le stesse cose che ho scritto io. Solo che lui le scrive 9 volte su 10 prima di me. Stima massima. E poi è veterinario. E poi è una brava persona. E poi è Bradipo.

Anche qua mi trovo obbligato a citare uno di quelli che mi danno più soddisfazioni e, senza motivo, più mi stimano. E' un vulcano che vuole fare e scrivere mille cose, che le inizia 2000 e ne porta avanti 1500, che ha passioni dapertutto e che spesso tali passioni non le controlla, ne deve parlare, farle conoscere. Jean Jacques, la mosca impazzita. E adesso m'è diventato anche scrittore. Anche se il libro me l'ha promesso e mai mandato poi.

Abbiamo quasi iniziato insieme, poi ci siamo un pò persi, soprattutto per colpa mia.
L'ho ritrovata con un blog dal successo spaventoso, roba che io nemmeno in una vita.
Perchè Lucia è la numero 1. E non aggiungo altro.

Dopo l'addio di Eraserhead è rimasto uno dei pochi a parlarci, e in modo mirabile, del cinema più nascosto, quello più inaccessibile, spesso quello più bello. Se siete amanti del vero cinema d'autore cliccate qua.

Vittorino l'ho considerato il mio erede (solo per anagrafica), nel senso che forse tra tutti è quello che si lascia un pò più andare e dà al racconto delle proprie emozioni la stessa importanza se non di più del resto delle cose. Ma in più di me ha tante altre cose, come ad esempio una cultura cinematografica del passato che io non ho.

Torno l'unico stronzo del villaggio adesso :)