6.2.14

Recensione: "Tirannosauro"

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Tirannosauro la chiamava lui.
Perchè era grossa, perchè era ingombrante, perchè quando si spostava lei si spostava tutta la casa, perchè se saliva le scale lei c'era il terremoto, perchè era l'opposto della grazia, perchè quando lei si muoveva gli sembrava di essere sull'auto di Jurassic Park con il tirannosauro che gli corre dietro.
Tutum tutum tutum tutum
Sono quei soprannomi che dietro presunti difetti fisici nascondono sentimenti veri.
Tirannosauro la chiamava, e sembra importante questa cosa, questo nome, perchè alla fine è il titolo del film e deve essere importante.
In realtà lei non c'è mai, non c'è più, c'è stata prima del film e alla fine, per quello che vediamo, di importanza mica sembra averne tanta.
Ma poi ancora una volta, così come successe nello splendido Dead Man's Shoes (che dedicò al padre), Considine (qui anche regista, opera prima) aggiunge ancora una dedica finale.
A Pauline.
Che è la moglie morta del protagonista, il Tirannosauro di cui sopra.
Ma è anche la mamma di Considine, non la moglie, la mamma.
Come fece nel film precedente che dedicava al padre, poi alla fine il personaggio che impersonificava tale dedica era il fratello, non il padre.

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In questi due film bisognerebbe saperle ste cose, aspettare quel minuto in più e leggere quelle dediche.
Come quella di Biutiful. Non sono cose dopo il film, sono cose dentro il film, molto dentro.
Perchè sublimare il dolore di una perdita nella scrittura di un film è una cosa grande.
E trasporla in personaggi differenti (padre-fratello) (madre-moglie) è un modo per tenere quel dolore più lontano per quanto è vicino.
Tirannosauro la chiamava lui.
E quel lui è Joseph (un Peter Mullan enorme, enorme), un uomo senza più niente.
Solo le sue birre, i suoi fuck, le sue scazzottate e il suo cane.
Che poi il suo cane muore subito subito a causa delle sue birre, dei suoi fuck e delle sue scazzottate.
Rimane solo, una di quelle solitudini vere, non cercate, la solitudine perfetta.
Ma si ricorda di una donna che gli sorrideva in un negozio.
Va al negozio, gli sorride ancora.
Non è più solo.

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Il fatto è che qui non c'è felicità, ci sono solo volti segnati.
Quello di Joseph dalle rughe di una vita che lo divora con l'alcool e i sensi di colpa.
Quello di Hannah, dai pugni di un marito che le piscia addosso mentre dorme e poi le dice ti amo.
Quello di Samuel, sfigurato da un cane che alla fine è solo simbolo del degrado in cui vive.
Volti segnati, vite segnate.
Puro cinema inglese, puro e meraviglioso cinema inglese, quello della gente cattiva, delle birre, delle persone che si buttano via, dei quartieri lordi, delle facce scure.
E segnate.
"Ti ho visto" dice James (ancora un eccellente Eddie Marsan) ad Hannah mimandogli il taglio del collo.
Agghiacciante, una frase e un gesto che racconta più di qualsiasi documentario sulle violenze domestiche, quelle violenze non solo cieche e spaventose ma anche insensate, prive di logica, gratuite.
"Non è colpa tua" dice Joseph al cane del bullo. Perchè un cane, come un uomo, non diventa cattivo naturalmente, no, la cattiveria non è genetica, la cattiveria è uno dei perfidi regali della vita.
E anche quel cane deve morire perchè le vite segnate è meglio interromperle.
Specie se sei un cane e per fedeltà a un padrone sbagliato non puoi cambiare.
E poi Samuel è un bambino meraviglioso in un mondo molto poco meraviglioso, qualcosa andava fatto.

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Poi c'è qualcuno che si guarda alla fine del film.
"Probabilmente ti amo"
"Probabilmente ti amo anche io"
"Probabilmente in un'altra vita staremmo insieme"
"Probabilmente"
Ma io ormai sono qua con le mie ferite, libero ma ferito, e te sei là, nella tua prigione, da cui non uscirai mai più.
Probabilmente si diranno questo.
O probabilmente se lo sono detti.
Ma non lo sappiamo perchè si guardano soltanto.
E così oltre al tirannosauro c'è qualcun altro per cui piangere.

( voto 8 )



20 commenti:

  1. Volevo passare tutta la notte a scriverne e invece ho fatto in un quarto d'ora.
    Mi son dimenticato miriadi di cose.
    Ma non correggo nè amplio mai poi, se questo è stato questo è stato.

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  2. Film davvero molto bello! Prima o poi ne dovrò parlare...
    E le tue recensioni sono sempre ipnotiche :D

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    1. Grazie jacques :)

      dovevi parlarne!
      E di un film o se ne parla subito o mai più!

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    2. Eh, quando l'ho visto dovevo (ri)fondare il blog...

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  3. va bene anche così, credimi, anzi meglio...come dici giustamente puro e meraviglioso cinema inglese....

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    1. No no, non si fanno così le recensioni, o meglio, non solo così.
      Ma ti ringrazio.
      Il cinema inglese non tradisce mai.
      E il paradosso è che anche nell'horror ha regalato quello che è probabilmente il miglior film del suo sottogenere da anni, Eden Lake...

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  4. Ciao Giuseppe, prendo spunto da un'espressione che hai usato nella recensione, "presunti difetti fisici", per passarti un pezzo (http://www.cittademocratica.org/?p=2358) che ho scritto io sulla discriminazione ai danni dei brutti.
    Se lo leggi, fammi sapere qui cosa ne pensi ;)

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    1. Lo leggerò con molta calma e interesse.
      Sei sempre fucina di spunti e cultura, grazie.

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  5. Grande film, e grande Mullan.
    Otto è quasi poco.

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    1. Mi piaci così pistolero, aggressivo, generoso, bene!

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  6. Meravigliosa recensione Caden, non l'ho ancora letta ma mi fido, le altre che ho letto mi hanno quasi sempre toccato, commosso, spaventato o divertito più dei film di cui parlavano.

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    1. Che bellissimi commento, grazie!

      Sì, guardalo, mi sento abbastanza sicuro su questo :)

      fammi sapere

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  7. In settimana ho finalmente visto "Nebraska". Film bello, bello, bello! Così come in "Sideways", non so se fosse questo l'ultimo film di A. Payne, si tratta di un road movie. La vicenda, come spesso accade nella vita, è semplice: Woody si è convinto di aver vinto un premio importante in danaro, difficile farlo rinsavire. Tra le varie soluzioni, David, il figlio del protagonista, sceglie la più complicata, dando inizio al viaggio che sembra scorrere "in the middle of nowhere" attraverso anonimi angoli d'America (fa eccezione solo la breve sosta presso Rushmore in South Dakota, sculture dei Presidenti Usa) che porterà alla fine lui con il papà ad una "vincita" molto più significativa di quella a cui puntava nella sua follia (?) Woody.
    Attori bravissimi. Il 77enne Bruce Dern è mostruosamnte efficace nel dare vita alle fisime di Woody ( mitici i suoi "Non so!"), L'attore che fa la parte di David, il figlio, è una notevole spalla. Grandiosa la moglie di Woody, nata nel 1929!
    Il bianco e nero scelto dal regista dà quel tocco di classe in più al tutto.
    Notevole!

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  8. Giuseppe, ma l'ho visto e recensito Nebraska!

    commenta lì semmai :)

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  9. un film stupendo, cosi carico di negativita' che non puo far altro che tirarti fuori qualcosa di buono e spingerti ad essere una persona migliore.Mullan king!
    Session 9 sempre con lui ti e'garbato?(lo so non c'entra niente con tirannosauro)ciao!

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    1. 1 cosi carico di negativita'

      2 neagative

      3 creep

      oh, amico, troppi indizi

      tiriamoci su ogni tanto eh, te lo dice uno con il tuo stesso mood ;)

      grande sessione 9

      ecco, sarebbe uno di quelli da recuperare e farci la rece

      Peter Mullan lo adoro, sempre

      session 9
      tirannosauro
      my name is joe
      boy a
      top of the lake

      e non mi ricordo ancora dove
      sempre grande

      credo che poi qui su questo splendido film dia veramente il meglio di sè

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    2. ah ah ah!! non ci avevo fatto caso ,il mio nick comunque e'solo il titolo di una canzone di una band a me molto cara(nirvana).Boy a e top of the lake non li ho visti li ricuperero grazie del consiglio.

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    3. allora aggiungiamo

      4 nirvana

      ahahah ;)

      uno è un film, l'altra una mini mini serie poco pù lunga di un film

      notevoli entrambi per me

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    4. vabbe' mi arrendo 4a0 per te.lo ammetto a volte risulto un po disadagiato(cit.)ahahah ;).Ci si becca che sul tuo blog(mi son ricordato)c'é parecchia roba interessante Saludos!

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    5. viva la disagiatezza!

      quando vuoi ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao