20.7.13

Visti per voi (N° 6): GIANLUCA - Recensione "La 25° Ora"

Arriva finalmente la puntata di Visti per voi dedicata a Gianluca e a questo meraviglioso film.
Gianluca è un utente a cui tengo molto, inizialmente solo per la qualità dei suoi commenti, poi anche perchè, seppur in maniera frettolosa e virtuale, ho avuto il piacere di scambiare 2,3 messaggi un pò più "intimi" e profondi. E poi tutti e due quando vediamo il viso di Philip Seymour Hoffman un pò ci sciogliamo...
Ciao Gianluca, grazie per l'ottima proposta e scusami eventualmente per la pochezza della mia recensione. Aspetto quelle considerazioni sul film che mi dicevi, a presto.
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PRESENTI SPOILER SIN DA SUBITO

Chissà se Tim Burton aveva già fatto in tempo a vedere La 25° ora quando ha scritto i 10 minuti finali -per
inciso i 10 minuti più emozionanti che io abbia mai avuto modo di vedere al cinema- di quello che forse è il suo capolavoro, Big Fish. Quando quel figlio racconta al padre la sua 25° ora. quell'ora che non esiste, quel futuro che non sarà mai, solo per farlo star meglio e prepararlo invece non alla 25° ora ma alla prima del nuovo giorno, il primo giorno che sui padre non passerà su questo mondo. Non c'è la morte ad aspettare invece Monty ma "semplicemente" il carcere che poi, lo dice lui stesso. comunque morte potrebbe rappresentare, e non è il figlio che racconta al padre ma il padre che racconta al figlio.
Sarà assurdo questo accostamento ma ci ho pensato per tutti quei minuti.
Magnifico film, apparentemente semplice e classico ma in realtà assolutamente fuori da qualsiasi canone prestabilito.
Perchè è un film sull'attesa, e non soltanto sull'attesa di Monty di andare in carcere ma in un modo molto più ampio e specifico. L'unità di tempo, le 24 ore, quella notte che non finisce mai, quella sensazione passo passo di accompagnare anche noi Monty alla mattina, non è l'unica sensazione di attesa che proviamo. Perchè anche il film stesso è completamente fermo, sembra attendere lui stesso, fino alla parte finale praticamente non accade nulla, solo dialoghi e monologhi, monologhi e dialoghi, uno più bello dell'altro.

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 Ed ecco che il bacio che Jacob dà alla sua giovane allieva, dopo un'ora e mezza di film, ecco che quel bacio, incredibilmente, è la prima vera e propria azione del film, la prima volta che la pellicola va in qualche modo "avanti" e gli accade qualcosa di importante al di fuori dalle scene di dialogo. Di lì in poi succederanno molte altre cose, lo stanzino dei russi (scena magnifica con quel Nikolay e il suo sguardo in su indimenticabile), la scazzottata con Frank (emotivamente forse picco massimo del film, con quella colonna sonora che se ne va e quell'urlo muto di Frank accompagnato ai rumori d'ambiente) e il finale, prima di lì invece tutto è completamente fermo.
Perchè prima di questa mezz'ora finale c'è un saggio di scrittura cinematografica nella parte dialogica, con quelle chiacchierate tra Jacob e Frank così poco cinematografiche (quando mai si è visto un film dove molto spesso si lascia perdere il protagonista per soffermarsi così tanto sui dialoghi dei non protagonisti?) ma così brillanti, drammatiche, incisive, divertenti e verosimili; c'è quel monologo di Monty che è già storia,un monologo che eticamente ci mette un pò a disagio perchè, sotto sotto, quasi tutti i noi in alcuni momenti pensiamo gran parte di quelle cose (molto bello il climax per cui dalle varie etnie poi Monty arriva anche a mandare in culo anche le persone a lui più care).
Senza dimenticare alcune magnifiche scene come quella costruita con un montaggio geniale del mancato bagno insieme a Naturelle, bagno che un giorno invece  fu, un giorno maledetto (quel "sono cazzi" è straordinario...). Ma basterebbe il prologo per capire la qualità del film, con la scena di quel cane, quel cane già, ci torneremo.
Ci sono anche scene mezze sbagliate, è vero, forse su tutte quella del loro primo incontro, rovinata da una colonna sonora veramente irritante. E ho trovato insopportabile la scelta di Spike Lee di far vedere, in montaggio velocissimo, uno stesso gesto più volte e da angolazioni diverse, sembra una tecnica da tesi di laurea di un giovane regista.
Ma sono inezie.

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Inezie davanti a un film che parla in maniera così importante del senso di colpa, quello di un figlio che poteva aver tutto e si è completamente rovinato per avere sempre di più, quello di un padre che perso nell'alcool e trovatosi solo non è riuscito più a seguire ed aiutare quel figlio, quello di un amico che non è ha avuto le palle di fare niente per non far entrare Monty in alcuni giri. E sensi di colpa anche più contingenti come quello, sempre di Frank, per aver pestato a morte Monty o quello di Jacob (visibile tutto in quella splendida inquadratura in ralenti all'uscita del bagno) per aver dato quel bacio.
Il cast è straordinario, Norton è Norton, Pepper è la sorpresa perchè il suo personaggio quello più complesso e sfaccettato, P.S. Hoffman, vabbeh, io nemmeno lo commento più, qui spicca meno perchè il suo è un personaggio così a disagio, nascosto e "sottratto" che quasi prova, senza riuscirci però, a scomparire e Cox nella parte del padre (quel Cox che da poco ho visto da molto più giovane interpretare Hannibal in Manhunter) è straordinario nelle pochissime scene in cui compare.
Non sono un appassionato della Paquin nè a livello estetico nè recitativo, lo dico da adesso.

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Questo è anche un film sulla sconfitta, sul fallimento e sulla necessità di espiare questa sconfitta, questo fallimento, tutti i propri errori, per aver possibilità di ripartire. In questo senso quel cane che Monty aveva salvato rappresenta una delle poche cose giuste che lo stesso ha fatto in vita, è come se fosse per lui la testimonianza vivente che non tutto nella vita è stato sbagliato, una sorta di salvagente psicologico.
Ma questo è anche un film che forse senza volerlo diventa una splendida pellicola generazionale, e lo fa con soli tre personaggi, questi ultratrentenni in cui c'è sempre quello intelligente ma che nella vita non riesce ad imporsi e sta in un angolino, quello magari meno dotato ma che ha avuto successo e quello sempre intelligentissimo ma che è finito in una spirale sbagliata. Ed è generazionale perchè racconta queste amicizie senza retorica e in un modo molto vero e verosimile, perchè anche nelle più grandi amicizie a volte si pensa peste e corna degli amici, anche nelle più grandi amicizie dovrebbe esserci il coraggio di dirsi tutto, anche nelle più grandi amicizie, forse, un cazzotto in faccia è il gesto più bello e vero, a volte l'unico, che ci sarebbe da fare.

( voto 8,5 )

31 commenti:

  1. Per quanto disprezzi Spike Lee come persona devo ammetter che questo film, assieme a Summer of Sam è tra i migliori della sua filmografia, alcuni suoi titoli mi mancano però.

    Ora non sa fare più il regista e divide il suo tempo tra la realiazzazione dell'inutile remake di old boy e le assurde accuse di razzismo rivolte a Quentin, il quale come regista si pappa il buon Lee a colazione.

    Cmq ottima rece dae, come sempre ;-)

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    1. Sempre troppo buono Myers...

      Guarda, io non ti dico nemmeno quanti film ho visto di Spike Lee altrimenti ci faccio una figuraccia...

      Ma, ahimè, vedrò il remake di Oldboy, sono costretto...

      Accuse quando? Per Django?

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  2. Per Django????

    Per TUTTI i suoi films, Lee è dai tempi de Le iene che infama Quentin ad ogni intervista dicendo che i suoi films sono razzisti e inneggiano al razzismo... cioè un film come Django e tutto forchè razzista, ma questo ebete di Lee non lo capisce.

    La mia idea è che Lee è solo geloso del ENORME talento di Quentin, talento che Lee secondo me non ha, e quindi si scaglia su di lui.

    Tra l'altro critica la filmogriafia di Quentin dicendo che è razzista quando Miracolo a sant'anna (che è un filmetto passabile è nulla più) io l'ho trovato un pelino razzista con i soldiati neri caratterizati come dei baluba senza cervello, quindi più razzista Lee stesso di altri.
    Farebbe meglio a pensare per se e girare film decenti.

    Scusa lo sfogo, ma Lee mi sta troppo sulle balls XDXDXDXDXD

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    1. Ah ah, non lo sapevo.
      Beh, se lo odi così una bella stroncatura al remake di Oldboy io la farei proprio...
      Dai, vedilo anche te su.

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    2. uhm non so se lo vedro, io non sono uno contrario ai remake anzi, ce ne son molti usciti negli ultimi anni, in campo horror soprattutto che ho ADORATO, ma certi, come questo appunto proprio non li capisco, mettici appunto che dietro ce Lee allora la voglia di vederlo proprio non c'è.
      Passi un remake sulla carta inutile come Millennium, che andai a vedere solo per la regia di Fincher e la presenza di Craig e la Mara, ma che a fine visione lo trovai anche migliore dell'originale, solo che li in cabina di regia c era uno dei miei registi preferiti (Fincher appunto) qui invece ce Lee, brrrrrrrrrrrrrr

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    3. Ma lo devi vedere per massacrarlo semmai!
      Dai, ti presto i soldi io semmai.
      Millennium me ne hanno parlato benissimo in effetti.

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    4. ahahahha OK ;-)

      si si Millennium di Fincher è bello

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  3. unico film di Lee piaciuto, il resto lasciamo perdere...la scena del monologo/dialogo di Monty con sé stesso rimane, per me, una pietra miliare del cinema degli ultimi anni; quello che invece non mi è andato molto giù è il grande vantamento del fatto che si parla dell'11settembre senza parlarne (si vede ground0 durante un passaggio e nulla più) quest'obbligo di trovare un impegno politico del regista solo per vantarlo, come se un buon film, ben girato con dei bravi attori e ben montato non bastasse a meritarsi i miei 7€ di biglietto...

    recensione puntuale, precisa, semplice ma efficace....complimenti a Gianluca e a Dae per averlo "trovato"

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    1. Ah ah, io Lee bene o male l'ho sempre evitato, fatto bene dici?

      Riguardo l'11 settembre...
      Ieri notte ho letto un pò di cose sul film dopo averne scritto.
      Nella sceneggiatura originale l'11 settembre non c'era, se ho capito bene Lee ha aggiunto quella scena perchè, a tragedia già avvenuta, ci teneva a mostrare l'orgoglio dei newyorkesi.
      Non a casa Frank dice " non andrei via da questa casa nemmeno se Osama distrugge anche il palazzo qui a fianco".

      Grazie per i complimenti.
      Sono quasi sempre semplici, scrivo sempre le mie sensazioni senza tanti giri di parole.
      A presto!

      Mettiti lettore altrimenti niente corto.

      Scherzo :)

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  4. Scusarti per la pochezza della tua recensione? Ma se ho avuto la pelle d'oca dalla prima all'ultima parola! È profonda e completa, davvero Dae, mi complimento sinceramente. L'ho già letta e riletta tre volte. Ora però non sono a casa e non posso commentare come si deve (pensa che sto scrivendo da un cellulare): appena torno ti scrivo il commentone ;)
    Intanto...grazie, di cuore :)

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    1. Gianluca, non fare lo stronzo che mi accorgo se scherzi eh? :)

      aspetto il commentone, anche perchè chissà quante cose mi sono sfuggite

      a presto

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  5. il fatto è che trovo norton insopportabile. una di quelle facce da pigliare a sassate notte e giorno. e anche sul finale, tra le mille canzoni di sprinstin che poteva scegliere, lee mette the fuse?
    eddai!
    cmq ammetto che forse lo dovrei rivedere senza pregiudizi nortoniani

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    1. rivedilo

      ma sti pornonani esistono veramente?

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  6. Allora Dae, innanzitutto ti ringrazio per le belle parole dell’inizio. Passare del tempo sul tuo blog mi fa sentire parte di un gruppo – poco importa se solo virtuale – e questo è importante per me.

    Passando al film,

    1)“Big fish” di Tim Burton non l’ho ancora visto, per cui non so se ci può stare l’accostamento, ma da come l’hai descritto tu sembra proprio di sì: nella parte finale, il padre ha proprio l’intenzione di far stare meglio (per quanto possibile) Monty e una spia del pentimento in corso del figlio, iniziato in realtà già precedentemente, sono i volti di alcuni personaggi (koreani, neri, pakistani) che erano già comparsi nel monologo del ‘vaffanculo’: solo che lì venivano criticati da un Monty incazzato con tutto e con tutti, qui invece gli sorridono: a significare quasi una riconciliazione con loro, un’attribuzione della colpa – da parte del protagonista - a se stesso e non, invece, al mondo esterno… “…no…in culo a te Montgomery Brogan, avevi tutto e l’hai buttato via, brutto testa di cazzo!”. Comunque, considerato che “Big fish” era uno dei film in lista da vedere, credo che lo sceglierò come prossimo;

    2)È vero quello che dici sull’attesa: il film è un trascinarsi verso l’ora della fine (morte o galera la differenza è poca, come sottolineavi tu e come dice lo stesso Frank a Jakob: “Sai cosa penso?...che dopo stasera bye bye Monty, […] non lo rivedremo più […]. Stasera finisce tutto.”) e la lentezza del ritmo e la quasi totale assenza di eventi credo che rendano bene questo discorso; a proposito dell’unità di tempo, delle 24 ore, ecco cosa dice lo scrittore del libro da cui il film è tratto, nonché sceneggiatore del film stesso, David Benioff: ““…in particolare volevo una storia che si svolgesse in una giornata, con una narrativa serrata. Lungo una giornata, cosa potrebbe incombere alla fine delle 24 ore, da mettere sotto pressione i personaggi? ho pensato alla storia di un uomo che è stato condannato per possesso di droga finalizzato allo spaccio. Il giorno dopo dovrà presentarsi alla prigione federale di New York. Si pensa che la gente sia arrestata in tribunale, subito dopo il processo. In realtà, non è sempre così. Per i reati non violenti, ti danno una data per presentarti e hai un tempo di libertà limitato prima di scontare la sentenza. Pensavo fosse un fenomeno interessante. Quel limbo, il purgatorio tra la vera libertà e l’inferno del penitenziario.”; a proposito di ciò che notavi tu, “quella notte che non finisce mai”, lo stesso Spike Lee, nel commento al film, dice che col montatore si sono più volte chiesti se non fosse eccessivo far durare mezz’ora le sequenze in discoteca e, alla fine, hanno optato per questa scelta;

    3)“scena magnifica con quel Nikolay e il suo sguardo in su indimenticabile”: Lee dice di aver scelto quell’attore sostanzialmente per lo sguardo (sei un grande Dae!);

    4)L’“urlo muto” di Frank è tra le immagini che più mi hanno emozionato: è catartica; in generale, la scelta di togliere il sonoro in quel punto dà, secondo me, un’enfasi pazzesca alla scena;

    5)Sulla parte dialogica c’è poco da aggiungere: quelle chiacchierate tra Jakob e Frank ti restano dentro; a proposito: secondo me ti è piaciuta parecchio, dico per come è stata realizzata tecnicamente, quella a casa di Frank, vicino alla finestra che dà sul Ground Zero: macchina da presa fissa, ripresa unica, e due attori bravi, Pepper e Hoffman, che ‘semplicemente’ dialogano per ben 4 minuti (Lee dice che lo studio avrebbe voluto tagliarla, perché il pubblico non avrebbe retto una scena così lunga, per di più con lo sfondo di Ground Zero e una musica araba in sottofondo, però alla fine è riuscito a tenerla lo stesso); una curiosità: S.Lee: “Alla fine della scena in cui Pepper e Hoffman parlano, si vedono degli operai che lavorano in Ground Zero, con dei rastrelli in mano, in cerca di resti umani: esaminando il dna dei resti, potevano comunicare alle famiglie che i loro cari erano stati trovati; ecco, quelli non erano attori, le riprese sono autentiche.”

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  7. 6)Per quanto riguarda il monologo del ‘Vaffanculo’ (il climax di cui parlavi tu, per me, raggiunge il picco quando Monty dà tutta la colpa solo a se stesso), su Wikipedia si legge: “La sequenza dello specchio ricorda anche quella di Taxi Driver, diretto da Martin Scorsese nel 1976”. Qui voglio parlare di una questione a cui tengo particolarmente: io adoro “Taxi driver”, un cult, lo sappiamo tutti, però non è che ogni volta che in un film viene inquadrato uno specchio bisogna pensare che ci sia un riferimento a quella scena del “Dici a me?”! Voglio dire: lo specchio è un oggetto (tra l’altro, che si presta benissimo ad esprimere parecchie sfaccettature dell’animo umano), e chiunque è libero di inserirlo nel proprio film senza necessariamente tributare Taxi driver. Dico questo perché mi è capitato in parecchie occasioni di sentire frasi sommarie come questa…“Ah sì, lo specchio…tipo Taxi driver…”…ma no! Secondo me, invece, un film in cui Edward Norton ‘cita’ il capolavoro di Scorsese è “Down in the valley”: ma qui non ci sono solo le scene dello specchio a ricordarlo, è proprio tutto il personaggio anomalo di Norton a far pensare al Travis di De Niro (e comunque non è escluso che la mia sia una forzatura; anche se è certo che Norton abbia una venerazione per De Niro, e infatti ha accettato di prendere parte in ‘The score’, nonostante la sceneggiatura non lo convincesse, solo per recitare, appunto, con De Niro e con Marlon Brando). In ogni caso, nella scena del monologo c’è una citazione: dice lo sceneggiatore: “Nel libro ‘Il giovane Holden’, Holden vede la scritta ‘vaffanculo’ sul muro e cerca di cancellarla ma non ci riesce; non leggo quel libro da 18 anni ma ricordo quella scena benissimo e l’ho inserita qui”. Ancora sulle citazioni: 1) nella casa di Monty c’è il poster “Nick mano fredda” con Paul Newman, uno dei film preferiti di Lee; è stato lo scenografo ad avere l’idea di metterlo lì, perché volevano qualcosa che balzasse all’occhio, qualcosa che magari avesse a che fare col film o col personaggio di Monty; 2) quando Edward Norton entra nel bar dove lo stanno aspettando i suoi due amici e Naturelle, dice: “Da bere per i ‘Dead end kids’(“Il trio dei comici”)”: questo perché durante la pre-produzione, ogni sera guardavano un film, e ‘Dead end’ cioè ‘Strada sbarrata’ di William Wyler è stato uno di quei film, oltre a ‘Il maratoneta’, ‘Un uomo da marciapiede’, ‘Paris Texas’, ‘Koyaaniqatsi’, ‘Toro scatenato’, ‘Fronte del porto’, ‘Mean streets’ ed altri.

    7)Non ho capito Dae perché, secondo te, è irritante la colonna sonora del primo incontro tra Monty e Naturelle.
    Per gli stacchi doppi inseriti nel montaggio: hai ragione, possono sembrare accademici, però secondo me attribuiscono parecchia enfasi al momento (pensa a quando Monty cerca di avvicinarsi al cane e poi a quando lo chiude nel cofano della macchina); anche se ce ne sono davvero troppi (ad esempio quando saluta il buttafuori del locale: evitabile).

    8)L’inquadratura in ralenti all’uscita dal bagno è bellissima: è la classica “carrellata alla Spike Lee”, ne trovi almeno una praticamente in ogni suo film.

    9)“Norton è Norton”: quoto in pieno (non me ne volere ciku) :)
    Barry Pepper è stato una folgorazione: l’ho visto in pochi altri film, ma qui è superlativo. Nel commento dello sceneggiatore al film c’è tutta un’introspezione sul suo personaggio: una volta ascoltate tutte le sue sfumature, ti rendi conto ancora di più di quanto sia stato bravo Pepper ad interpretarlo (basti pensare a come è riuscito a rendere la sua ossessione proibita per Naturelle con certi sguardi eccitati ma appena percettibili).
    Anche Hoffman è stato veramente bravo: te ne accorgi ad una seconda o terza visione del film, perché il suo personaggio è tutto ‘interno’, quasi imploso.



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    1. Norton è un attore straordinario, la gente come Pattinson merita le sassate non certo lui.

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    2. I suoi personaggi 'doppi', come ad esempio in "Schegge di paura", "American history X" e "The score", sono storici per me.

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    3. esatto!!!!!!!! Ed è un grande ;-)

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  8. 10)Bella l’interpretazione generazionale, ci sta tutta. E a quella lista di ciò che accade nelle grandi amicizie ci aggiungerei, riferendomi a quello che nel film è solo accennato e che nella vita di solito si avvera, “anche nelle più grandi amicizie succede che si litighi per una ragazza e il giocattolo si rompe”, ahimè.

    11)A proposito del titolo, ecco la spiegazione dello sceneggiatore: “Il titolo originale del libro era ‘Fireman down’, che è un codice dei pompieri se un pompiere muore durante un incendio. Ma questo titolo, secondo il mio editore, poteva depistare i lettori; forse aveva ragione, a ripensarci quel titolo non era adatto. Così ha proposto ‘La 25sima ora’: ho pensato che andasse bene, era neutrale. Più ci pensavo, più mi piaceva: si riferisce a qualcosa di importante; è l’ultimo giorno di libertà del protagonista…e la 25sima ora è quello che succederà dopo, per tutti loro, è l’ora che nessuno vedrà mai; quella che arriva dopo i titoli di coda, dopo l’ultima pagina del libro”.

    12)Per il discorso dell’11 settembre: ecco cosa dice Spike Lee: “La scena dei titoli è, secondo noi, di tutto rispetto; prestiamo sempre attenzione ai titoli di testa, sin dai tempi di ‘Lola darling’: è un modo davvero efficace di introdurre il tema del film; volevamo mettere subito in chiaro che questa era una New York molto diversa, è una New York post 11 settembre (ed ecco spiegata la presenza di varie bandiere americane nel corso del film); e infatti subito si vedono i cosiddetti “tower light memorials”, le grandi luci che per un mese sono rimaste accese in ricordo delle Torri Gemelle ditrutte.”. Comunque hai ragione Dae: nel libro non c’era il riferimento all’abbattimento delle Torri Gemelle (in quanto non ancora accaduto).

    Spero di aver aggiunto degli ulteriori (perché la recensione già ne forniva tantissimi, e non scherzo Dae!) elementi per l’interpretazione di questo film che, come si sarà capito, amo. Sicuramente ce ne sono altri di aspetti da sottolineare, ma per ora basta così, o il mio commentone diventa insostenibile :)
    Ti ringrazio ancora per aver soddisfatto la mia richiesta e ti lascio con una proposta musicale: ascolta “Il futuro” dei Baustelle e pensa a questo film: secondo me ci possono essere parecchi richiami.
    Ciao :)

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  9. Ti giuro ti rispondo punto per punto, troppo stimolante.
    Dammi tempo, credo oggi però.
    Comunque all'80% allora ci avevo preso dai, son contento. :)
    A presto, grazie del magnifico contributo :)

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    1. Allora Gianluca... :)

      eccoci

      1 Big Fish con la 25° ora non c'entra nulla, ma zero zero. Non so nemmeno se ti possa piacere. Ma in quei 5 minuti finali io senza volerlo ho pensato al film di Burton. Ti assicuro che è un accostamento davvero avventato...
      Riguardo le etnie sorridenti...
      Non so se Monty le veda davvero, sarebbe un pò assurda come scena, o le immagini. E non so se è più un pentimento oppure una beffa.

      2 molto importante il contributo che dai dello sceneggiatore (autore). Sì, mancano del tutto eventi, è un'attesa lenta, monotona, verbosa. Al bacio è capitato qualcosa, ho fermato il dvd e mi sono detto: cazzo ma questa è la prima azione notevole del film, incredibile. Da lì ne succederanno altre. Ma la mezz'ora della disco è meravigliosa, ci sta tutta.

      3 ah ah, che culo !

      4 i rumori d'ambiente della mattina che accompagnano quell'urlo, grande scelta, è come se fosse un urlo che squarcia la quiete mattutina ma noi non lo sentiamo

      5 ti dico qualcosa su quella chiacchierata perchè me ne sono accorto in "diretta". Come immaginerai sono stato molto dietro alla recitazione di Hoffman. Beh, ricordo che in quella scena nel mio quadernino degli appunti mi sono scritto "no viso".
      Hoffman per 4 minuti è inquadrato sempre di profilo, addirittura un profilo quasi nascosto. Insomma, la sua recitazione in quella scena è quasi esclusivamente verbale (però, ahimè, l'ho visto in italiano).
      Avevo immaginato fossero operai veri, ma non certo quello che stavano facendo...
      Brividi

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    2. 6 che dire, posso solo ringraziarti del contributo...
      Hai ragionissima sullo specchio e la sua valenza. A tal proposito anche se è un film minore rispetto quelli citati credo che la scena più intensa che abbia mai visto davanti uno specchio sia in Angel-A di Luc Besson. Il film è discreto (mamma mia, la fotografia da urlo) ma quella scena mi ha emozionato da morire.
      Però non può esser vista da sola, non ci provare...

      7 guarda, quella scena mi è piaciuta moltissimo ma la colonna sonora d'ammore sotto per nulla.
      Sui doppi stacchi ce ne sono di belli ma Lee ne abusa e, come dici, li mette anche in sequenze dove non hanno senso di esistere.

      8 magnifica cazzo

      9 su norton sono a metà tra te e ciku. Nel senso che lo reputo un attore della madonna, uno dei più grandi, ma a pelle mi sta antipatico anche a me. Mi dispiace... :)
      Pepper ha il personaggio meno monodimensionale (non che gli altri lo siano), è stato grandioso.
      Dio è Dio.

      10 non mi è mai capitato ma credo sia assolutamente così, eccome

      11 io avevo dato un'interpretazione leggermente diversa alla 25° ora, più che quella che non si vedrà mai e che viene dopo il film, quell'ora che non esisterà mai, nemmeno per i personaggi. Insomma, il racconto del padre.

      12 sì, bene o male questa dopo l'avevo letta la cosa

      ma grazie a te!

      e su con i baustelle :)

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  10. 1) no no, ma infatti anch'io intendevo dire che le etnie sorridenti le immagina; se le vedesse sarebbe insensato. Pentimento o beffa, non lo so neanch'io.

    6) lo aggiungo alla (lunga) lista di film da vedere (anche se il prossimo è "Big fish"); no no, non la guardo isolatamente quella scena: sarebbe il modo migliore per depotenziarla e non va bene; ho mostrato alla mia ragazza (per farle vedere quali immagini c'erano su quella fantastica canzone che è "Real hero") la scena di "Drive" in cui driver porta Mulligan e figlio al fiume, e sebbene lei l'abbia apprezzata, io stesso mi sono reso conto che decontestualizzata rende pochissimo;

    ora non voglio scatenare un putiferio (succede sempre così quando si parla di loro), ma i Baustelle sottendono molta vita, credimi. ma la canzone l'hai ascoltata o no?

    a proposito di canzoni e di cinema: se ti capita, ascolta "Kevin Spacey" di Caparezza: è uno spoiler vivente...però poi non mi odiare :)

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  11. no, non l'avevo sentita, l'ho fatto oggi.
    Grandissimo testo, molto difficile però e passibile di più diverse interpretazioni.
    Credo che ognuno ci possa vedere qualcosa di diverso.
    Ah ah, sì la conosco quella di Caparezza e mi fregò per The Game, mannaggia a lui...

    RispondiElimina
  12. A me ha rovinato, pensa un po', "The prestige": lo stavo guardando e, dato che dura parecchio, interruppi; nel frattempo mi capitò di ascoltare questa canzone e, nonostante mi piaccia Caparezza, confesso di averlo odiato...vabbè però nel testo nomina Edward Norton, per cui devo perdonarlo :)

    Grande canzone "Il futuro", mi fa piacere che l'abbia apprezzata.

    A presto

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  13. bellissimo post - e commenti favolosi! il film mi piacque tantissimo, ce l'ho tra i miei dvd, ho usato il monologo dello specchio come esercizio di scrittura creativa. il film lo vidi proprio perché mi raccontarono che all'inizio salvava un cane....
    insomma, mi avete fatto venire voglia di rivederlo. lo rivedrò, e magari aggiungerò un commentino qui nei commentoni vostri :)

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  14. Ti aspettiamo allora.
    Specie Gianluca che è un pò che non sento, spero tutto bene....

    e, come al solito, grazie

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  15. Hai gia' detto tutto splendidamente e non ho altro da aggiungere se non una piccola cosa: nel famoso monologo allo specchio, lui e' incazzato con se stesso e con il mondo e il mondo (gli immigrati, i parenti etc...) gli appare nemico e ostile; alla fine del film, quando (forse) riesce ad accettare il suo terribile destino, gli stessi personaggi gli sorridono per consolarlo.
    Questa scena nasconde una grande lezione: accettare (e convivere con) se stessi ed i propri errori aiuta ad accettare gli altri.

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    Risposte
    1. Sì Jacopo, ottimo appunto.
      Non mi ricordo se in queste lunghe discussioni nei commenti ne abbiamo parlato ma fa sempre bene ricordarlo.
      E non credo sia una scena secondaria, conoscendo Spike Lee credo anzi che sia una delle più importanti.

      Grazie...

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  16. Io adoro Norton ma questo film proprio non mi ha preso.
    E il doppiaggio l'ho trovato tremendo.

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    Risposte
    1. No cazzo Mind, questo qui è oggettivamente un filmone!

      Mi hai strappato il cuore.
      Ma ho già visto che me lo restituisci in un altro post.
      Nel quale vado adesso

      Elimina

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