31.7.11

Recensione: "La maschera di cera"

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La telecamera, laida e maliziosa, scorge nella macchina a fianco l'ereditiera Paris Hilton intenta a sostenere un'esame orale al mandingo di turno. Lei se ne accorge e, a differenza dell'altra volta,  lascia il boccone a metà.
Comincia praticamente con questo deja-vu l'horror d'atmosfera La Maschera di Cera, opera prima del giovane regista spagnolo Collet-Serra poi assurto a maggior gloria con l'ottimo (a quanto dicono) Orphan e col recentissimo thriller Unknown interpretato da Liam "iovitroverò" Neeson.
La Hilton era diventata famosa soltanto da un anno (sapete in quale maniera) quando è stata chiamata a partecipare al film. Per il fatto che abbia accettato la si potrebbe dunque definire ragazza auto-ironica, io preferisco considerarla incapace di intendere o volere. Comunque...

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Il museo delle cere è da sempre una location perfetta per l'horror. Più le statue sono ben fatte più il senso di inquietitudine è forte. Quante volte ci è preso un mezzo "colpo" in un negozio per colpa di qualche manichino? Figuriamoci cosa vuol dire girar intorno a copie quasi perfette di persone reali. Quindi Collet-Serra partiva avvantaggiato rispetto a tanti suoi colleghi, non gli restava altro che creare una storia intorno al luogo.
E, sorpresa, l'idea del film non era affatto male. Un'intera cittadina "finta" gestita da due fratelli pazzi che piano piano la stavano "popolando" alla loro maniera non era affatto un'idea peregrina. Peccato che questo sia praticamente un remake...
Quindi, la location c'era già, l'idea al 90% era stata già sviluppata, cosa rimane? Praticamente niente. Il solito gruppo di ragazzi, più o meno promiscui che va a divertirsi. La solita strada sbarrata, bla bla bla. A questo punto l'attesa è sempre quella: vedere come muoiono i giovini. Niente di speciale neanche sotto questo versante, da sottolinare forse soltanto la morte della stessa Paris trafitta da un palo. Malgrado la giovane sia allenatissima a tale pratica nella vita reale questa volta, potere del cinema, non riesce a salvarsi.

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Da segnalare anche il curioso cameo di Renato Zero nel ruolo del fratello muto pazzo.
Però il finale con l'intero museo che collassa su se stesso a causa del fuoco (è costruito interamente con la cera) ruba letteralmente l'occhio, davvero magistrale sia nell'idea che nella realizzazione.
Crediamo di aver assistito quantomeno a un buon finale quando la polizia ha una rivelazione per noi. Il problema è che tale rivelazione sia così assolutamente inutile che l'unica persona degna a commentarla sarebbe il grande capo indiano Estiqatsi                             

(voto 5)


15 commenti:

  1. Visto al cinema. mi pare uscì più o meno nello stesso periodo di "Haute Tension" di Aja, qui in italia naturalmente. Prima visione deludente, poi comprato in dvd devo ammettere che il film lo rivalutai, in parte. Ci sono cose banali e cazzare, ma altre, vedi il finale, la trasformazione dei corpi e la Cuthbert con le labbra incollate, che mi sollazzano più di altri film. Nonostante tutto sono prodotti costruiti su budget notevoli e la professionalità è indubbia. Come remake del film Andrè De Toth con Vincent Price, certo non centra un c....Un saluto e complimenti! Ciao!

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  2. Ciao Belushi, non pensare che mi sia scordato di venirvi a trovare eh?

    Siccome mi piace visitare i blog con calma, sto aspettando di avere un'oretta libera tutta per voi!

    Il film non è da buttare, pensa che sono partito quasi pensando a una sufficienza. Però, scrivendo, più ci ripensavo più lo trovavo piatto e banale. Senz'altro, almeno a livello visivo ha molte più sequenze da salvare che la maggior parte degli altri film del genere.
    L'incendio finale è notevolissimo, i piedi che affondano nei gradini di cera incandescenti sono una scena magnifica.

    Eì particolare che un giovane spagnolo debutti nel cinema direttamente in Usa, magari avrà studiato là come il nostro grande Crialese, chissà.

    Grazie dei complimenti, a presto!

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  3. L'ho visto anni fa, non mi lasciò granchè.
    Forse perchè sono sempre stato un grande fan della pellicola con Price.

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  4. Malgrado non abbia visto il film con Price, so per certo che questo non è un remake spudorato. Collet-Serra tenta quantomeno a metter qualcosa di suo e dell'originale (che poi sarebbe uno ancora antecedente, del '33...) prende praticamente soltanto l'idea di base degli uomini incerati vivi, poi per il resto il contorno è molto diverso, almeno credo.

    Resta il fatto che il succo del film, e suo punto di forza, rimane quell'idea primigenia.

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  5. A me non era dispiaciuto. E' un film senza pretese, salvo quella del puro intrattenimento. Ed io gli horror li guardo soprattutto per questo, per divertirmi.
    Ho visto anche The Orphan ed anche questo è apprezzabile sotto il profilo dell'intrattenimento. Poco originale, abbastanza prevedibile ma divertente.

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  6. Sembra pallosetto, in effetti. Però fellatio e pali hanno il loro fascino. Anche Renato Zero. A proposito: complimenti per il blog, che metto fra i miei preferiti.

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  7. *Biancaneve: sì, in effetti sono stato un pochino troppo duro.
    Orphan (non The Orphan, scusa la puntualizzazione ma in videoteca non ti rendi conto la fatica con i clienti per non farli confondere con The Orphanage-sempre sia lodato- ), dicevo Orphan non l'ho visto ma a chi ho sentito è piaciuto proprio tanto. Inoltre pochissimi l'hanno trovato prevedibile, anzi, mi hanno detto che il colpo di scena è molto ben piazzato.

    *emmegì: pallosetto e fellatio anche solo per associazione di idde vanno sempre insieme. Grazie dei complimenti, vengo a trovarti volentieri.

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  8. Sì, mi sono espressa male io in effetti. Non si tratta tanto di "prevedibilità" in quanto il colpo di scena c'è ed è spiazzante; diciamo però che, effetto sorpresa a parte, non si tratta di un'idea poi così originale. Non te l'aspetti ma poi dici... "oh, ma che cazzata". O almeno io ho pensato così. Divertente comunque.

    Non riesco ad aggiungermi tra i tuoi lettori. Visualizzo l'opzione: "Danno un'occhiata" ma il link non mi appare come attivo. Dipende dal tipo di applicatore con cui visualizzo blogspot, dovrei scaricarne un altro.
    Oppure, hai altri suggerimenti da darmi?

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  9. No...
    Quindi tra "danno un'occhiata" e le facce, in mezzo ai due, tu non vedi altro?
    Da come parli ne capisci molto più te che io, quindi a parte la possibilità che menzioni non saprei che altro dire.

    Strana la cosa dei braccialetti, cioè il fatto che il libro non ne parli e nel film siano solo in quella scena (stiamo parlando di una cosa discussa nei commenti alla bellissima recensione di "non lasciarmi" nel blog di Biancaneve).

    Orphan (mi sono accorto di non averlo detto) non l'ho visto nè credo mai lo vedrò perchè quel colpo di scena mi è stato detto da un cliente...

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  10. Io non vedo nemmeno le facce delle persone :-(
    Leggo solo la scritta "DANNO UN'OCCHIATA" e poi... niente, solo lo sfondo azzurrino del cielo :-D

    E beh, certo, mi rendo conto che se di Orphan ti hanno svelato il colpo di scena allora non ha alcun senso che tu lo guardi. Ma... non ti sei arrabbiato con quella persona? :-D

    Mi ricorda un amico che proprio non poteva fare a meno di rivelare i finali. E quando lo faceva, poi fingeva di averlo fatto per sbaglio: "... Opppsss... mi è sfuggito", diceva, con un'espressione tale che non sapevi se denotasse di più candore o faccia tosta.

    Ma tu dove abiti? Dove hai la videoteca? Ovviamente rispondimi solo se credi di voler dirlo pubblicamente.

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  11. Che poi il cielo con il buio in sala c'azzecca eh?

    I clienti credono che io abbia visto tutti i film che ho, quindi il rischio spoiler è onnipresente. Se lo facessero apposta mi regolerei di conseguenza.

    Non siamo tanto lontani, circa un'ora e mezza. Ho la videoteca a Castiglion del Lago in provincia di Perugia. In realtà è un buco, 30 metri quadrati. Sarebbe un videonoleggio ma per passione e per fronteggiare la crisi mi sono specializzato anche nella vendita, più che delle novità (che si trovano anche in supermercato) di quei film, belli o brutti, piccoli o grandi, che la gente fatica a trovare. Son talmente bravo in questo che se c'è una sola copia in Italia te la trovo...

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  12. E' un bel lavoro, anche a me piacerebbe tanto avere (o anche solo lavorarci) in un posto del genere :-) E hai fatto benissimo a specializzarti nelle rarità, anche perché quelli più commerciali alla fine si trovano un po' dappertutto.
    Peccato che non sei a Roma, altrimenti sarei diventata una delle tue migliori clienti ;-)

    Io noleggio e compro spesso, non mi piace scaricare i film. E poi vuoi mettere tutti gli extra che ti dà un dvd, oltre alla qualità? I making of, le interviste ai registi ed attori, le scene tagliate, i finali alternativi; a volte sono più belli certi extra dei film stessi ;-)
    Inoltre è proprio guardando gli extra che ho imparato ad apprezzare il lavoro anche del film meno riuscito, perché si vede comunque l'impegno, la fatica, la difficoltà. Specialmente negli horror dove ci sono tanti effetti speciali, ti rendi conto che a volte per girare anche una semplice scena di pochi istanti c'è voluto un lavoro enorme.
    Allora quando mi verrà in mente qualche film che non riesco a trovare te lo farò sapere.

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  13. Biancaneve, questo tuo messaggio mi fa vivere meglio. Quasi quasi lo attacco fuori del negozio...

    Tu prova a chiedere titoli, magari ne accumuli un pò, poi un giorno che vengo a Roma te li porto. Credo anche che tu sappia le lingue, quindi anche in casi di film non uscito in Italia, te lo troverei tranquillamente nella nazione madre. E le edizioni estere sono molto più belle e convenienti delle nostre, spedizioni comprese.

    Con la crisi che c'è forse mi conviene venire a Roma e aprire vicino a tee...

    P.S: il mio messaggio è semiserio, nel senso che davvero puoi chiedermi informazioni, anche su filmografie complete. Nel caso usa la mail: taesu18k@yahoo.it

    Io mi diverto anche solo a cercare.

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  14. Ok, grazie, sei davvero molto gentile.
    Ti terrò sicuramente presente allora :-)

    Purtroppo anche a Roma molte videoteche sono state costrette a chiudere, anche quelle di note catene tipo blockbuster, che ha dovuto infatti ridurre i punti vendita.
    Riescono a lavorare bene quelle che appunto sono specializzate in rarità, film del passato, o anche in film prodotti in determinati paesi (tipo cinema giapponese, russo ecc.). Diciamo che Roma, essendo una grande città, avendo una tradizione culturale legata al cinema, ha di conseguenza anche un vasto pubblico di cinefili e di ragazzi che studiano cinema. Immagino che in realtà più provinciali ci sia una clientela invece meno esigente.

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  15. Il tuo discorso non fa una grinza e racconta benissimo la situazione. Credo che con la passione che ho a Roma andrei benissimo...

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