2.12.10

Recensione: "Frozen River"


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Piccolissimo film che sfida tutte le regole possibili del successo facile, nessuna retorica, nessuna sequenza particolarmente significativa od eclatante, nessun colpo di scena. In uno stile quasi documentaristico seguiamo soltanto le vicende di due madri, una bianca (una grandissima Melissa Leo) ed una indiana d'America. Siamo in un piccolo paese al confine del Canada. Ray è una madre che ha come unico sogno una casa confortevole per i suoi due bambini se non fosse che il marito è fuggito ed ha portato tutti i soldi con se. Incontra fortuitamente la Mohawk (popolo di nativi americani) Lila, ragazza madre cui la suocera ha portato via il bimbo. Lila è nel giro dei trafficanti di immigrati che dal Canada, attraverso il fiume ghiacciato del titolo, si riversano negli Usa. Ray è disperata e per racimolare la cifra che le serve per comprare casa, decide di aiutare Lila nel traffico.
Frozen River non è nè più nè meno che un tentativo di raccontare una piccola storia da parte di una giovane regista. Si sente molto la mano femminile che guida il film al punto che tutte le scelte delle protagoniste hanno un forte richiamo alla maternità, all'innato senso di amore e protezione per i propri figli. Il film racconta come a volte anche per inseguire piccoli sogni, perdipiù legittimi come una casa o avere con sè il proprio bimbo, si è disposti a giocare sporco, a prendere rischi. Le due madri sono figure fortemente positive e malgrado quello che fanno lo spettatore non è mai portato a criticare le loro azioni, a condannarle. 

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Questo anche perchè Frozen River non coinvolge moltissimo, si segue la vicenda in modo abbastanza distaccato, freddo, come freddo è lo scenario che lo compone. C'è uno straordinario senso della misura nella regia, di verità e verosimiglianza, un voler raccontare niente di più di quello che vediamo. E' quasi come se non fosse Cinema questo, perchè non viene usato nessun mezzo, trucco o canale che la cinematografia è solita utilizzare per far entrare lo spettatore dentro il film, per portarlo dalla sua parte. A dir la verità sono almeno 3 o 4 i momenti in cui sembra che la pellicola possa finalmente imboccare una nuova strada, diventar qualcos'altro (la prima lite tra le donne, l'abbandono della borsa, l'incendio a casa, la sparatoria col trafficante) ma alla fine tutto torna sempre nella normalità. Da apprezzare il finale che chiude un cerchio cominciato con la primissima scena (l'arrivo della casa) e una futura serenità metaforicamente esplicitata dalla piccola giostra finalmente funzionante. E' proprio questa forse la scena più emozionante, una nuova famiglia si è formata, quei bambini che girano sopra i cavallini avranno forse un futuro migliore.
Insomma, Frozen River è un film onesto, puro, anticinematografico. Un film che racconta la piccola parabola di due famiglie che vedono realizzati dei sogni che non dovrebbero neanche essere tali.

( voto 7 )

1 commento:

  1. questo non ho ancora avuto modo di vederlo. ma in giro se ne parla bene..

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