7.7.09

Recensione: "Gran Torino"




Il miglior regista vivente, semplicemente. Malgrado non debba dimostrare altro (è 30 anni che potrebbe campare di rendita), questo mostro cinematografico ci tira fuori un capolavoro all'anno. Non ha bisogno di Kolossal, di effetti, di grandi storie, di angeli o di demoni, tutt'altro, lui narra le piccole storie quotidiane (Mystic River, Million Dollar Baby, Changeling, Gran Torino) che, nelle sue mani, e spesso con la sua faccia, diventano indimenticabili. Che dire di quest'ultimo? Un vecchio, reduce della guerra in Korea, con le mani e la coscienza grondanti sangue, vede il proprio quartiere invaso da orientali (contrappasso). L'odio per i "musi gialli" non l'ha mai abbandonato ma ben presto si accorgerà di avere più cose da spartire con questi mangiariso, che "con quei depravati della mia famiglia". E si prenderà cura di un ragazzo Hmong suo vicino di casa. Fino a ... .

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Film magnifico, senza un dialogo o parola fuori posto, a volte di effetto quasi comico per la serie di insulti che il protagonista fa a chiunque abbia a che fare con lui. Parla della vita, della morte, del senso di colpa e della conseguente possibile catarsi, dell' immigrazione e della convivenza, della violenza e dell'odio, della malattia e della mancanza di affetti. Nessun popolo è peggiore di un altro, nessun ceppo, nessuna comunità. Sono gli uomini, presi uno ad uno, a vivere a loro piacimento nel nome del bene o del male. Se Kowalski (il protagonista) è cambiato, se un uomo che ha portato avanti 60 anni propri (pre)concetti li ha visti prima mettere in crisi, e poi stravolgere in pochi giorni, allora tutti possono cambiare. E la medaglia al valore, lorda del sangue coreano, diviene in una delle immagini finali, la medaglia della riconciliazione, la medaglia della pace. Ed è una medaglia che tutti noi, alla fine del film, vorremmo prendere dal petto di Thao e mettere in quello di Eastwood. Non di Kowalski, di Eastwood. E' la medaglia al valore non di un militare che ha ucciso, ma di un cineasta che continua a farci sognare.


( voto 9 )

18 commenti:

  1. Kowalski alla Roky: " Se io posso cambiare......Tutto il mondo puo cambiare"......Gran bel film però come mi hai detto tu oggi: ma se al posto di Clint ci fosse stato un altro, sarebbe stato lo stesso un 9?? Il nove lo darei al regista che ha scelto bene l'attore protagonista!!! ( è una battuta naturalmente) David Ames

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  2. Questo appunto lo ha fatto Tommaso. E allora? Se il 9 lo raggiunge perchè c'è Clint sia dietro che davanti la macchina da presa, è un demerito ? E' come dire dò 10 perchè quel quadro è un Van Gogh. ma se era più bravo degli altri e se i suoi quadri mi emozionano di più devo dare 7 perchè ne ha fatti tanti?

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  3. Io ho detto che lo stesso identico film, con nome del regista diverso e attore protagonista diverso (e quando dico diverso intendo sconosciuto), non sarebbe considerato come questo. Ma questo è normale, in tutte le cose le valutazioni non sono oggettive al 100%, fa un quadro picasso e lo firmo io non vale niente, faccio un quadro io e lo firma picasso e è oro, segna ibra ed è un gol strepitoso, segna lo stesso gol pellissier ed è solo un bel gol. Io stesso che scrivo queste cose è probabile che sia stato influenzato dal bene che voglio a Clint sul mio cmq alto 7,5. Solo i veri capolavori o film sconosciuti belli non lasciano spazio a discussioni e meriti del film. Per me non è un capolavoro, anzi l'ho trovato pieno di banalità, nonostante purtroppo nel mondo i temi affrontati dal film non sono così scontati e superati. Quindi per banalità intendo il senso che provavo del "già visto", ma che è giusto che si veda ancora e ancora perchè sono messaggi importanti. Unica originalità nella scena della morte mentre prende l'accendino. Concludo riconfermando che è un bel film e che capisco, ed è giusta, la recensione di Oh Dae-Soo. Un saluto al Belo.

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  4. La Zona ha regista e attori sconosciuti, così come quando sono usciti Le vite degli altri , Le conseguenze dell' amore, Old Boy, The Orphanage e tutti i più bei film che ho visto quest'anno, eppure ho dato 8,5 al primo e darei da 9 a 10 agli altri. Anche se non ci crederai non ho nessun pregiudizio quando metto un voto o quantomeno non me ne rendo conto (a volte i pregiudizi sono inconsci).

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  5. In più continuo a dire che Gran Torino non è affatto banale. Non esistono argomenti banali, esistono modi di affrontarli banali. E lo scavo psicologico su Kowalski non è una cosa già vista, ma un lavoro di profondità assoluta.

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  6. Ultima cosa è il concetto di capolavoro. Il capolavoro può essere assoluto o relativo. Quando si fa il miglior lavoro possibile, la migliore opera possibile con un dato materiale possiamo parlare di capolavoro. Con questa trama e questi concetti difficilmente si può fare meglio di Eastwood, dunque è un capolavoro. Quando la Reggina si è salvata con Mazzarri ha fatto un capolavoro per intenderci. Forse non sarà un capolavoro assoluto come dici te, un'opera cioè tra le più grandi in tutti i generi cinematografici, ma è, come ho detto, una lezione di cinema. Anzi, paradossalmente sono più film come questi a poter essere considerati lezioni di cinema, che film ancora più belli, capolavori assoluti, che avevano dietro però ben più "roba" (megaintrecci, effetti speciali, grande cast, ecc...).Spero di essermi spiegato e mi scuso per la ridondanza di alcuni termini.

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  7. Un bel film, che mi ha emozionato oltre ogni dire al cinema, e che mi emoziona sempre quando lo rivedo, trovandoci anche cose inaspettate ad esempio (una? Thao ha finito col ricordarmi il protagonista del primo Karate Kid, nel suo percorso da inconsapevole incapace a uomo adulto, maturo, coraggioso (il coraggio, per intendersi, del saper scegliere ogni giorno e nel portare avanti quella decisione)). Poi, mi piace sempre che il CANE è un personaggio importante, e non viene dimenticato nella risoluzione del finale. anzi!

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    1. Film straordinario, pensa che è la mia seconda recensione assoluta del blog :)

      Bello il riferimento a Karate Kid, ci sta.

      E anche quello del cane.
      Bravo, guardi i film notando i dettagli, complimenti

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    2. grazie per l'apprezzamento, ma per come sono fatto io, se in un film ci sono degli animali, sto quasi più attento al loro destino che a quello dei protagonisti umani :) (ps vai a vedere che cosa ho scritto a commento in fondo alla recensione di The Road :) )

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    3. Sì sì, mi sono accorto, ti ho visitato.
      Ti stimo molto, sei molto simile a Biancaneve.
      In molte cose la penso differentemente da te (parlo del cibo) ma chi porta avanti queste battaglie ha tutta la mia stima.

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  8. Questo è uno dei miei film perfetti : c è tutto.

    Eastwood è bravo a farci vedere tutto è a farci interessare in una storia, seppur molto interessante, molto ' calda' per via di Cina e usa.

    Bellissimo....alla mia prima visione (tra l altro è stato una delle mie prime visioni ( insieme a ews )) che mi hanno fatto entrare nella mia ' carriera' di " telespettatore" di film

    È bellissimo...non ci sono parole

    P.S.: a te oltre a mystic river, milion dollar baby, changeling,gli spietati, i ponti di madison e un mondo perfetto , che ho gia visto, che altri film di Clint regista mi consiglieresti?

    Grazie a presto, Giacomo

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    1. Ah vedi che buffo, per te è stata una delle prime visioni, per me è stata la seconda recensione della storia del blog ;)

      insomma, un film che in qualche modo serve per "iniziare" pare

      e come si può iniziar meglio?

      guarda, è incredibile, hai visto praticamente gli stessi identici che ho visto anche io

      quindi potrei dirti Hereafter, i due film sulla guerra (lettere e flags), Invictus e magari alcuni vecchi, tipo Gunny. Ma solo per "fama", non per visione diretta.

      su eastwood siamo praticamente pari ma te con 20 anni in meno, o forse più

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    2. Grazie dei consigli

      Beh io ho 16 anni ....

      Eastwood è un autore che fa iniziare......

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  9. Premessa: Ho visto solo metà film poi non ho retto(ma tanto era facile intuire la piega che stava prendendo).

    Io non vorrei essere influenzata dall'orientamento politico di Eastwood e non posso dire con certezza di non esserelo, ma sto film mi è sembrato così tanto repubblicano da far paura.
    La banda di neri(ma dai!!!) che prova a violentare la ragazza.
    Il popolo Hmong alleati Americani durante la guerra del Vietnam. Perchè non una famiglia vietnamita?
    La redenzione attraverso la confessione di un uomo incattivito dalla vita e quindi l'elemento cattolico.
    L'abuso delle armi.
    Dentro sto film c'è l'America peggiore.
    Mamma mia!

    e non venirmi a dire che la morale del film è proprio quella della possibilità di convivenza tra popoli. Perchè stiamo sempre parlando di un tizio(Eastwood), che ha appoggiato la campagna elettorale di un uomo (Trump), che vuole costruire un muro al confine con il Messico.




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    1. Sai benissimo che io non rispondo ad argmentiazioni politiche.
      Figurati se rispondo ad argomentazioni politiche su un film che manco si è finito di vedere;)

      in ogni caso sto commento va nella piccola storia de sto film essendo il primo negativo che leggo su centinaia e centinaia

      prima o poi doveva accadere anche con Gran Torino, l'oggettività non esiste
      certo, magari bisognerebbe finirli i film
      ma questa è un'altra storia ;)

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    2. ma infatti sono stata onesta nel dirlo ;)
      ma posso pure finirlo, eh? e magari ritornare. tanto mancavano una 40ina di minuti

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    3. Assolutamente, anche solo per rincarare la dose

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due cose

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3 ciao